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Storie | 30 maggio 2023, 07:00

VIDEO. Michael Bertola, quel ragazzo dai super-poteri che azzecca i giorni fino al 1400

È un adolescente autistico che vive a Busto Arsizio e ha dei poteri straordinari: una memoria di ferro, ricorda date, vie, i particolari anche i più insignificanti, percepisce la più piccola emozione negli altri, è intonatissimo e parla bene l’inglese. Tante passioni, tanti hobby

Micol Bertola

Micol Bertola

Se gli si chiede di indovinare il giorno della settimana di un compleanno anche di secoli fa e oltre, lui azzecca. Se si chiede a quale giorno corrisponde una data, lui azzecca. Se gli si chiede di ricordare i particolari e le parole di un fatto risalente anche a tanti anni fa, lui azzecca. Se lo si incontra dopo mesi, ricorda le parole esatte della chiacchierata. Se hai gli occhi un po’ lucidi, lui riesce a captare che qualcosa dentro di te non funziona. Ma Michael Bertola, classe 2005, ragazzo autistico, non solo ha una memoria di ferro, intercetta ogni emozione, ma parla bene l’inglese, è intonatissimo e appassionatissimo della musica degli anni Ottanta, ricorda tutto, ha tante passioni.  

Insomma un ragazzo dai super-poteri. Vive a Busto Arsizio, in via Torquato Tasso, frequenta l’istituto agrario Mendel di Villa Cortese e nel pomeriggio pratica attività di arteterapia, musica, logopedia e fa parte dell’associazione “Progetti fantasia” che si occupa dei ragazzi diversamente abili.

Dunque un piccolo genio. Non si conosce l’origine di questi poteri super-normali, si pensa alla formazione di un algoritmo, a una memoria visiva, resta il fatto che MIchael lascia tutti a bocca aperta.  «Michael – spiega l’insegnante di sostegno Mario Careri che, accanto a Paolo Dell’Acqua, lo segue per nove ore la settimana – ha aree del cervello molto più sbloccate delle nostre. Può essere un algoritmo che lui esegue, ma resta un segreto. Oppure una memoria visiva. Riesce a tornare indietro negli anni fino al 1400, quando memorizza qualcosa non la dimentica più, anche le vie». Dunque meglio di un navigatore, si ricorda alla perfezione i tragitti e quando torna a casa li analizza su Google Maps. Insomma tutto quello che attira la sua attenzione lo stampa nella mente e non lo schioda più.

Allora, come sfruttare queste doti? «In ambito didattico teoricamente è semplice, praticamente no – spiega il docente – Lui coglie ciò che lo interessa. I sentimenti per lui sono un concentrato di emozioni che si scatenano dentro di lui. È eco emotivo, le emozioni degli altri fanno eco dentro di lui. È molto empatico, più degli altri, percepisce anche la più piccola emozione. Dal lato pratico non è semplice: in aula ci sono tanti ragazzi, ognuno con emozioni differenti e Michael non ha filtri, come del resto tutti i ragazzi autistici. Per lui le cuffie rappresentano una salvezza. Questo suo cogliere tutte le sfumature e dinamiche di un gruppo classe, crea problemi. Lui ragiona in modo logico e pratico: quando qualcosa non avviene, lui si chiede il perché. È come se nella sua mente si aprissero delle cartellette che poi non si chiudono».

Dunque non è semplice rapportarsi con gli adolescenti. Ma il lavoro che l’equipe attorno a Michael sta portando avanti punta sulla serenità e il benessere e ogni giorno i progressi non si fanno attendere. «L’anno scorso ad esempio – racconta – non tollerava i rumori, se questi fossero stati molto significativi talvolta sarebbe fuggito dalla classe. Quest’anno abbiamo capito che, coinvolgendo il ragazzo nelle dinamiche della classe, lo aiuta a stare più tranquillo».

Seguitissimo dalla mamma Janet Leeson, un’americana dell’Ohio dal ’98 in Italia, Michael ha due fratelli poco più grandi di lui, Thomas e Giulia. È nato in Inghilterra e grazie anche alla mamma parla molto fluidamente l’inglese. Ha frequentato le scuole Tommaseo e Prandina. «Qui ho conosciuto compagni gentili, educati e affettuosi. Anche i docenti», vuole sottolineare Michael. «Del resto – aggiunge la mamma – il ruolo degli insegnanti è importantissimo. Ci tengo davvero a sottolinearlo».

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Laura Vignati

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