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Salute | 31 marzo 2023, 09:53

Un convegno per superare i disturbi del neurosviluppo

Un appuntamento dedicato a Indipotens e Essence, i due progetti che uniscono Ufficio scolastico di Varese, Università dell’Insubria, Politecnico di Milano, comuni e altre istituzioni alla Neuropsichiatria di Asst Sette Laghi per superare i disturbi del neurosviluppo. Se ne parla venerdì 14 aprile, nell'Aula Magna del Liceo Scientifico Curie di Tradate

Un convegno per superare i disturbi del neurosviluppo

Individuare precocemente i disturbi del neurosviluppo, intervenire per potenziare e superare le difficoltà, non solo con gli strumenti tradizionali, ma sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Sono le finalità dei due progetti Indipotens e Essence, il primo nato dalla sinergia tra la Neuropsichiatria Infantile dell'ASST Sette Laghi e l'Ufficio scolastico di Varese, il secondo promosso da un partenariato accademico, con il Politecnico di Milano come capofila e l’Università dell’Insubria tra i protagonisti, e finanziato dall’Unione Europea nel programma Horizons 2020.

Di Indipotens ed Essence – strettamente connessi per obiettivi e soggetti – si parlerà venerdì 14 aprile, nell'Aula Magna del Liceo Scientifico Curie di Tradate, in occasione del convegno di cui è Responsabile scientifico il Prof. Cristiano Termine, docente dell'Università dell'Insubria e componente dell'équipe della Neuropsichiatria infantile dell’ASST Sette Laghi, diretta dal Dott. Giorgio Rossi.

Il convegno è patrocinato da diverse istituzioni e ne riunirà i rappresentanti, non solo perché il tema dei disturbi del neurosviluppo è di interesse comune, ma soprattutto perché la soluzione non può che essere frutto di una sinergia tra tutti questi attori, ben oltre il sistema sociosanitario, coinvolgendo il mondo dell'istruzione, delle Università, i Comuni e le istituzioni regionali, nazionali ed europee.

Per quanto riguarda Indipotens, l'acronimo sta per Individuazione – Potenziamento dei disturbi del neurosviluppo: l’obiettivo è innanzitutto quello di individuare precocemente i casi a rischio per Disturbi Specifici dell’Apprendimento e altri Bisogni Educativi Speciali, potenziando la presa in carico di chi li manifesta, grazie ad un ruolo più incisivo della scuola e una maggiore integrazione tra scuola e strutture specialistiche di Neuropsichiatria infantile.

L’ufficio scolastico di Varese è in prima fila nella realizzazione di questa progettualità con il contributo del prof. Luigi Macchi e della prof.ssa Simonetta Bralia.

Inoltre, l’ATS ha proposto di aderire a questa progettualità a tutti gli Uffici di Piano delle Province di Varese e di Como, in modo che i Case manager presenti nelle scuole abbiano un interlocutore al quale segnalare i casi suscettibili di interventi sociali da parte dei Comuni.

Ma il progetto Indipotens va oltre: da un lato, infatti, grazie alla collaborazione con il gruppo di ricerca della prof.ssa Simona Ferrante del Politecnico di Milano, sulla base dei dati raccolti dalle scuole, incrociati con quelli della Neuropsichiatria, è stata avviata un’analisi di tipo epidemiologico.

Dall’altro, da circa due anni, il progetto si è correlato, integrandosi, con l'iniziativa europea denominata “Essence”, (Empathicplatform to personally monitor, Stimulate, enrich, and aSsistEldersaNdChildren in their Environment”, tradotto come “Piattaforma empatica per monitorare, stimolare, arricchire e assistere anziani e bambini nel loro ambiente”), di cui è capofila il Politecnico di Milano e al quale partecipano diversi gruppi di ricerca italiani ed europei. Il progetto di ricerca ha consentito di sviluppare e sperimentare una piattaforma multifunzione in grado di monitorare da remoto l’acquisizione delle abilità scolastiche e identificare precocemente eventuali disturbi del neurosviluppo su cui intervenire.

Il progetto vede la collaborazione di clinici, insegnanti e ingegneri e rappresenta l’anello di congiunzione tra famiglia, scuola e professionisti della salute. L’evoluzione tecnologica, che per certi versi è stata accelerata dalla attuale pandemia, permetterà così di trasformare le conseguenze psicologiche, mediche e sociali del Covid-19 in una grande opportunità, in un’ottica che va oltre l’emergenza.

C. S.

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