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Salute | 03 marzo 2023, 15:57

VIDEO. Sos anestesisti, ma anche cardiologi e ortopedici: «Serve una legge speciale. Intanto avanti con l'ospedale unico»

Alla conferenza stampa dell'Asst Valle Olona il direttore generale Eugenio Porfido risponde alle preoccupazioni. Proseguono i concorsi, i candidati un po' meno. Le ripercussioni su Busto e Gallarate

Il direttore generale Eugenio Porfido con la nuova addetta stampa Annalisa Costantino

Il direttore generale Eugenio Porfido con la nuova addetta stampa Annalisa Costantino

Il concorso per trovare due dirigenti medici per l'Ortopedia  - che ha appena perso il dottor Merlo e il dottor Bergamini - , brilla sullo schermo: caccia al professionista per Busto Arsizio e Saronno, fino al 27 marzo. Ma ci saranno candidati? La ricerca dei cardiologi non è meno impegnativa. E poi c'è il problema anche più grave perché rende ancora difficile l'operatività delle due citate specialità come pure di altre: la mancanza di anestesisti. 

All'Asst Valle Olona oggi il direttore generale Eugenio Porfido ha presentato la nuova addetta stampa, Annalisa Costantino. Ma inevitabilmente si sono riversati su di lui le preoccupazioni sulla carenza di medici professionisti negli ospedali e sui movimenti organizzativi che hanno fatto alzare l'allarme della popolazione.

Uno riguarda appunto la Cardiologia. «Preciso - dice il dottor Porfido - che si va avanti nel percorso dell'ospedale unico, un obiettivo dell'azienda, volontà della regione e una condizione di necessità indipendentemente dalla situazione di contingenza legata alla carenza dei professionisti».  


«Proprio questa mattina una nuova segreteria tecnica per andare avanti con i lavori - prosegue Porfido - All'interno di questo percorso, è iniziata un'azione di omogeneizzazione delle strutture, tant'è che c'è un unico primario, un'unica équipe di Busto e Gallarate. Dentro, c'è il tema della mancanza dei professionisti e in alcune situazioni abbiamo dovuto riorganizzare per garantire livelli di efficienza. Per l'Emodinamica, non l'abbiamo chiusa ma abbiamo rivisto le attività, garantite nelle 24 ore con modalità diverse nei due presidi».

Per i cardiologi, il concorso è stato lanciato ma non ha portato a risolvere il problema finora, così si sono unite le forze: «Stiamo cercando di non cambiare l'assetto in generale, ma avviare tavoli di confronto professionale verso l'obiettivo dell'ospedale unico. Nello specifico delle Cardiologie, abbiamo dovuto anticipare l'organizzazione, pronti a tornare indietro se ci fossero i professionisti». L'Asst ha cercato figure anche altrove.

La menzionata carenza di anestesisti, poi, è un dramma che peggiora tutti gli altri. «Serve una legge speciale» insiste Porfido. Senza adeguati numeri di queste figure, «ci tocca ridurre l'attività chirurgica programmata per garantire quella d’urgenza». A Saronno si fa ricorso agli urgentisti, tramite le cooperative, ma anche a Busto accade. 

Un problema destinato ad aggravarsi: «C'era stato un incremento considerevole di iscritti di Medicina, perché prima non si poteva entrare senza il diploma di scientifico e classico, una sorta di numero chiuso, questa fascia d'età - quella dl '55-'57 - si sta avvicinando all pensionamento, uscirà dal sistema sanitario ed è una fascia ancora più grossa». Bisognerebbe autorizzare le aziende publiche ad assumere medici non ancora specializzati, da formare. Ma questi sono problemi, e ragionamenti, a livello nazionale.

A Busto e Gallarate - area dalla densità di popolazione e attività notevole, senza scordare poi Malpensa -  la preoccupazione cresce e secondo il dottor Porfido una risposta verrà dall'ospedale unico, che pur nasce anche da altre considerazioni come le nuove esigenze in materia di edilizia ospedaliera e organizzazione. Gli incontri tecnici proseguono, stamattina se n'è svolto uno e i progettisti entro la fine della settimana prossima devono presentare il documento di valutazione delle alternative progettuali. Il direttore generale oggi compie gli anni e anche per lui potrebbe scattare la pensione, ma vuole essere prima sottoscrivere l'accordo di programma. Dopo la parte burocratica, ci saranno tre anni di lavori per l'edificio, il che significa partire per il 2026 e arrivare entro il 2030. Con la struttura. Perché poi ci sono i collaudi e soprattutto quell'opera di omogenizzazione tra le realtà che non lavoravano insieme. 

La grande sfida è in fondo quella che persino la maschera cittadina, il Tarlisu, poche settimane fa indicava ipotizzando un ospedale unico aperto nel 2031: non perdere, nel frattempo, medici con esperienza e cuore.

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Marilena Lualdi

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