Perla non sta mai da sola: questa micia dolcissima sembra sapere esattamente dove deve essere, quale componente della famiglia deve assistere e coccolare. All'occasione, anzi a grande richiesta dei ragazzini, dà anche una zampa all'oratorio.
L'oratorio è quello di San Giuseppe, a Busto Arsizio. Perla è la gatta del parroco don Giuseppe Tedesco e della sua famiglia. In occasione della Giornata del gatto, abbiamo chiesto al sacerdote di raccontarci il legame con la bestiola, che ogni tanto si affaccia anche sui social. Di solito, lì Don Giuseppe racconta la vita dell'oratorio, la bellezza di crescere insieme, della fede, delle attività che alimentano l'amicizia.
Poi c'è Perla, arrivata un anno e mezzo fa: «Una gatta di pet therapy - spiega il parroco - È molto attenta sia a me sia ai miei genitori. Se sono in studio, arriva. Così se sono in camera, anzi sente l'ascensore, io scendo e la trovo ad accogliermi».
Come un cane, verrebbe da commentare. Ma spesso ragioniamo con cliché sugli animali. I gatti, poi, hanno la reputazione di decidere come essere, sfuggono a maggior ragione alle etichette umane.
A Perla piace coccolare la sua famiglia, e di questa fanno parte anche i ragazzi dell'oratorio. Perché adora farsi portare da loro, dove può ricevere il regalo più bello: tante, tantissime carezze. È diventata un po' la mascotte dell'oratorio, un'amica che si accoglie con gioia.
Don Giuseppe fa anche una riflessione prendendo spunto dal suo comportamento: «Se noi fossimo con Dio come lei è con noi, che siamo i suoi padroni... Lei infatti esprime un affidamento totale». Perla si presenta sempre, scivola tra le braccia e guarda la sua famiglia con occhi così felici e fiduciosi: un esempio.
Il parroco conclude così quindi esprimendo il suo parere: «Il buon Dio ci ha donato queste creature per dirci cosa significa fidarsi... per insegnarci come dovremmo essere con Lui».













