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Busto Arsizio | 07 novembre 2026, 18:15

Busto si è fermata per il suo sindaco: «Gigi, continua a volerci bene e prega per la nostra città»

Una folla immensa per l’ultimo saluto all’ex primo cittadino Farioli, con tanti rappresentanti delle istituzioni. Monsignor Agnesi ne ha ricordato l’amore per la città e la passione per la politica: «Ne ha fatto la sua ragione di vita». «Gigione era un uomo grande e un grande uomo», ha detto il fratello. «Un simbolo di Busto, il sindaco di tutti sempre in mezzo alla gente», le parole di Antonelli, che ne ha ereditato la fascia tricolore

«Grazie. Grazie di tutto. Grazie a tutti». Sono le ultime parole dette ai familiari da Gigi Farioli. E quando oggi, 7 novembre, monsignor Severino Pagani le ha riportate, il cuore si è stretto all’immensa folla che ha preso parte, nella basilica di San Giovanni, ai funerali dell’ex sindaco di Busto Arsizio, morto ieri a 70 anni.
«Gigi, tu che ora vedi più lontano di noi, continua a volerci bene, prega per noi e prega per la nostra città», ha concluso il prevosto, indovinando il pensiero dei presenti.
«Un simbolo di Busto, il sindaco di tutti sempre in mezzo alla gente», le parole di Emanuele Antonelli, che da Farioli ha ereditato la fascia tricolore.
«Era sposato con la città di Busto e con tutti i bustocchi», ha detto il fratello Mario salutando «Gigione, un uomo grande e un grande uomo». 

Le istituzioni e i suoi cittadini

Sulla bara le rose bianche da parte dei fratelli Marina e Mario e la sciarpa dell’amata Pro Patria, che domani scenderà in campo con il lutto al braccio. In basilica i gonfaloni delle due istituzioni che ha servito, il Comune di Busto e la Regione Lombardia, e quelli delle associazioni sportive.

«Ha fatto della politica la sua ragione di vita», ha osservato il prevosto. E il mondo politico era presente numeroso per salutare l’ex sindaco ed ex consigliere regionale. Amministratori di oggi e quelli che hanno affiancato la sua esperienza da primo cittadino.
C’erano il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, l’ex governatore Roberto Formigoni, gli assessori regionali Francesca Caruso e Romano La Russa, il sottosegretario regionale Raffaele Cattaneo e i consiglieri Giulio Gallera e Giuseppe Licata, l’eurodeputato Mario Mantovani, la deputata Giusy Versace e gli ex parlamentari bustocchi Erica D’Adda, Marco Reguzzoni e Francesco Speroni.

Ovviamente numerosissimi i bustocchi: il sindaco Antonelli e il vice Luca Folegani, l’europarlamentare Isabella Tovaglieri e la deputata Manuela Maffioli, la presidente del Consiglio comunale Laura Rogora e quasi tutti gli esponenti dell’assise cittadina. E poi i sindaci e gli amministratori del territorio in fascia tricolore: Marco Baroffio (Fagnano Olona), Marco Scazzosi (Marnate), Giada Martucci (Solbiate Olona), Luisa Savogin (Cassano Magnago). Il sindaco di Varese, Davide Galimberti, ha reso omaggio a Farioli nella camera ardente allestita al tempio civico prima delle esequie.
Tanti, tantissimi i rappresentanti delle associazioni e i semplici cittadini, legati “al Gigi” al di là delle idee politiche.

Il ritratto del prevosto

«Un uomo di grandi relazioni, cresciuto con la passione per la politica e per le persone, con il fascino della folla – così monsignor Pagani ha descritto Farioli nell’omelia –. Incline alla parola larga e distesa, arricchita di citazioni, godute e volute, accompagnata da gesti grandi delle braccia, come grande era la sua spontanea simpatia. Era capace di portare con grande dignità le sue solitudini».

Il prevosto ha ricordato che Farioli «ha sempre amato la politica e ne ha fatto la sua ragione di vita. Aveva un’idea alta della politica, mai come strumento di potere ma di servizio. Aveva un animo da adolescente e si dichiarava un autentico liberale, con valori al servizio del bene comune. Non l’ho mai sentito parlare con cattiveria di nessuna persona. Era un uomo intelligente e buono. Sempre presente e ottimista. Busto è stato l’oggetto politico del suo amore e della sua dedizione per una vita intera, con scelte geniali e discutibili, ma sempre con una grande purezza di intenzioni».
Ma Gigi Farioli è stato anche «un uomo di fede, sensibile verso chiunque avesse bisogno. Il Padre nostro è stata la sua ultima preghiera, pronunciata lentamente con le mani giunte, in piena e sofferta lucidità».

«Grande uomo e grandissimo fratello»

«Era un uomo grande. Lo trovavi subito in via Milano anche in un affollato pomeriggio prima di Natale – il ricordo commosso del fratello Mario –. Grande era l’attenzione verso gli altri, la capacità di ascolto, di valutare obiezioni e critiche. Grande l’entusiasmo che metteva in ogni cosa che faceva. Grande l’amore per la sua città e i concittadini».

A un compagno di stanza di ospedale che gli chiese se Gigi non fosse sposato, il fratello ha risposto spontaneamente che «era sposato con la città di Busto e con tutti i bustocchi».
«Grande è il vuoto che lascia. Ciao Gigione, non solo uomo grande, ma grande uomo e grandissimo fratello».

Antonelli: «Un esempio per i giovani»

«In alto i cuori e le bandiere». Per aprire e chiudere il proprio discorso, il sindaco Antonelli ha usato una frase che Farioli amava ripetere per incoraggiare gli altri a dare il meglio.
«Non sei stato solo un amministratore – ha aggiunto rivolgendosi direttamente al predecessore – ma un simbolo di Busto anche fuori dal territorio». Con un amore per la città «senza riserve. Busto per te era comunità da rappresentare, una storia da custodire, anche tifando con tutta l’anima per i suoi simboli sportivi. Per te era capitale del mondo intero».

Quarant’anni a Palazzo Gilardoni, con ruoli diversi, ne fanno «una parte importante della storia politica e amministrativa di Busto». Strabordante la sua passione: «Aveva un modo tutto suo di fare politica. A volte impetuoso, sempre caratterizzato da una grande capacità di confrontarsi per sostenere le sue idee.
Anche a me è capitato di discutere animatamente con lui. E lui sapeva quanto fosse importante il confronto democratico. Un esempio di passione e cultura politica da consegnare alla città e soprattutto ai nostri giovani».

Ci mancheranno «i messaggi di auguri che mandavi per le ricorrenze più significative del calendario, il tuo essere sindaco di tutti sempre in mezzo alla gente. Ovunque tu sia continua a guardare la città con lo stesso affetto».
In alto i cuori e le bandiere, Gigi. Per sempre.

Riccardo Canetta

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