Una giornata, tre appuntamenti. L’11 novembre, San Martino, è la data, fissata a livello nazionale, per parlare di cure palliative. Asst Valle Olona organizza un tris di iniziative, distribuito su una settimana, per «…raccontare la cura come relazione, dal sapere degli operatori al gesto collettivo, fino al ricordo condiviso». La dottoressa Federica Pozzi, alla guida della struttura complessa dell’azienda, approfondisce: «Le cure palliative non sono soltanto una risposta quando la malattia avanza. Sono una rete di competenze, relazioni, diritti, possibilità di scelta e responsabilità condivise. Fare cultura della cura significa anche creare occasioni per parlare di fragilità, scelte, malattia e fine vita con linguaggi capaci di raggiungere le persone, come la narrazione e l'arte, trasformandoli in un'esperienza condivisa, da ricordare e celebrare». Parole che danno senso all’articolato programma
Sabato 7 novembre, “Cronicità e Cure Palliative: la medicina della compassione”, seminario di medicina narrativa: uno strumento prezioso per le cure domiciliari. In aula Suor Bianca, ospedale di Busto Arsizio, dalle 9 alle 13.00, incontro con la dottoressa Danila Zuffetti, esperta internazionale di medicina narrativa nelle cure palliative, ideatrice del NaMPaC Model® e direttrice del programma Lodi Caring Community. Un seminario teorico-pratico per costruire percorsi di sollievo autentici, considerando la persona nella sua totalità: fisica, emotiva, relazionale e spirituale. L’appuntamento è rivolto agli operatori domiciliari: Equipe di Cure Domiciliari e Rete Locale di Cure Palliative di ASST Valle Olona (medici, infermieri, IFEC, OSS, assistenti sociali, psicologi, logopedisti, fisioterapisti) e Cure Primarie (previsto attestato di partecipazione). «Ringrazio – precisa la dottoressa Pozzi - l'associazione Amici di Rossella Onlus che sostiene questo momento di formazione: realtà come questa aiutano la cultura della cura a diventare patrimonio condiviso».
Venerdì 13 novembre, “I fili della gentilezza - Giornata mondiale della gentilezza”. Un'opera d'arte relazionale nel cortile della Sc di Cure Palliative, sulle tracce di Maria Lai, che nel 1981 legò con un filo di 27 chilometri le case di Ulassai nell'opera Legarsi alla montagna: il filo non è un materiale, è un gesto. Legare è riconoscere. Nel cortile SC Cure Palliative, le panchine esterne diventano una grande rete relazionale. Ogni servizio che aderisce addobba la propria panchina come vuole, senza tema imposto se non la gentilezza e senza tecnica richiesta. Poi i fili uniscono le panchine tra loro. Ogni filo è un professionista che riconosce un altro professionista, ogni nodo un passaggio di cura. L'installazione resta visitabile per qualche giorno.
Domenica 15 novembre, messa del ricordo in memoria delle persone, grandi e piccole, curate dall'equipe delle Cure Palliative. Un momento condiviso per onorare il ricordo e celebrare il ruolo fondamentale che la famiglia gioca nel rendere completo il percorso di cura. La celebrazione nella chiesa dell'Annunciazione (Pad. Maternità – PT), AO Busto Arsizio · ore 15.00. A seguire, uno spazio di conforto e una merenda per tutti in Aula Biblioteca (Pad. Maternità – PT).
Al termine della celebrazione è previsto l’ascolto del brano Rosa di Fiume di Riccardo Ceratti, in memoria di Rosa Norcini, custodita nella cura fino ai 24 anni, a un passo dalla laurea in Medicina e Chirurgia.
Sintetizza Federica Pozzi: «Il 7 novembre si narra la cura, il 13 la si tesse con le mani, il 15 la si affida al ricordo: tre modi, un'unica idea di cura come relazione».














