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Politica | 28 ottobre 2026, 12:02

Scontri nelle piazze, scambio di vedute a Busto: FdI, Lega e Futuro Nazionale da una parte, il Pd dall’altra

Duri interventi delle forze di centrodestra, con Laura Rogora, Isabella Tovaglieri e Massimo Rogora, contro una parte della sinistra. Per la dem Valentina Verga «la violenza va condannata senza ambiguità, ma questo non è sufficiente». È scontro politico

Foto Adnkronos

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Gli scontri nelle piazze, in particolare il weekend di guerriglia urbana nel centro di Milano del 17 e 18 ottobre scorsi, ha acceso martedì sera il Consiglio comunale di Busto Arsizio. Scambio di vedute, nello spazio dedicato agli interventi liberi dei consiglieri, tra gli esponenti di Fratelli d’Italia, Lega e Futuro Nazionale da una parte e del Partito Democratico dall’altra. Trasversale, va precisato, la condanna della violenza. Ma nei vari discorsi sono emersi punti di vista differenti che hanno dato il la a un (civile) scontro politico.

La presidente Rogora: «Equilibrismo verbale di certa sinistra»

È stata la presidente dell’assise Laura Rogora (Fratelli d’Italia) la prima a dire la propria sugli eventi che «hanno ferito le nostre città e infangato i valori della nostra convivenza civile».
«Le immagini dei cortei degenerati in guerriglia urbana, le aggressioni sistematiche alle forze dell'ordine e la devastazione dei beni pubblici e delle attività commerciali sono un attacco diretto alle istituzioni democratiche che tutti noi, in quest'aula, rappresentiamo», ha affermato. 

«Come esponente di Fratelli d'Italia e della cultura di destra di questa nazione – ha poi proseguito Laura Rogora – sento l'obbligo di dire che ciò che sdegna ancora di più della violenza di chi la commette, è la contorsione ideologica di chi cerca costantemente di giustificarla. Assistiamo da giorni da parte di certa sinistra al solito e inaccettabile esercizio di equilibrismo verbale. Sentiamo parlare di "disagio sociale", di "risposta sproporzionata", di "provocazioni". Si cercano alibi, si addossano colpe al governo o alle forze dell'ordine, si tenta in ogni modo di sdoganare o relativizzare l'operato di gruppi di violenti e di professionisti del disordine.
Noi diciamo basta. Non ci sono "ma", non ci sono contestualizzazioni che tengano. Chi minimizza si rende complicemente ambiguo. Chi non condanna con parole nette e senza riserve la violenza di piazza, manca di rispetto alle donne e agli uomini in divisa che ogni giorno rischiano la propria incolumità per tutelare la nostra libertà. La legalità viene prima di tutto, e la violenza non ha mai colore politico né giustificazione possibile».

Verga: «Sì alla condanna, ma non basta»

Di «taglio diverso» l’intervento di Valentina Verga del Partito Democratico. «La violenza va condannata senza ambiguità» e «sarebbe sbagliato giustificare qualsiasi comportamento in nome del disagio o della protesta», ha tenuto ha precisare. Evidenziando però che «il primo errore da evitare è quello di liquidare queste manifestazioni come un semplice problema di ordine pubblico. Fermarsi alla condanna dei comportamenti violenti non è sufficiente».

Secondo Verga, che ha invitato a non fare di tutta l'erba un fascio guardando solo alla minoranza violenta, «la domanda che dobbiamo porci come amministratori pubblici è: che cosa ci stanno dicendo i nostri giovani, anche quando lo fanno con forme di protesta che non condividiamo?». Una domanda inserita nel contesto cittadino di Busto. Pur riconoscendo che del lavoro è stato fatto, Verga si è domandata «che spazio diamo ai giovani nella vita della nostra comunità? Quanto li coinvolgiamo nelle scelte che riguardano il loro presente e il loro futuro?». Per l’esponente dem, occorre muoversi prima che le tensioni esplodano: «Dobbiamo lavorare prima, costruendo occasioni di dialogo. Anche a livello comunale possiamo fare la nostra parte: ascoltare direttamente i giovani, valorizzare i luoghi di aggregazione, sostenere i servizi educativi e sociali, creare strumenti di partecipazione autentica e intercettare tempestivamente le situazioni di fragilità».

Tovaglieri e Max Rogora attaccano

«Quando si dice “condanna senza se e ma”, i “tuttavia” e i “però” non funzionano», ha osservato la leghista Isabella Tovaglieri. «Ma cosa c’entrano con caro vita e bollette le bandiere di Hamas, il tricolore bruciato, i monopattini branditi come clava per distruggere delle vetrine, soprattutto da parte giovani magari immigrati di seconda generazione. Dopo il reddito di cittadinanza, per rispondere al disagio di chi spacca le vetrine delle griffe dovremo istituire anche l’iPhone di cittadinanza».

Quindi l’attacco: «Ciò che mi preoccupa sono le dichiarazioni di rappresentanti delle istituzioni», ha continuato Tovaglieri, citando il sindaco di Legnano Lorenzo Radice, gli esponenti di Alleanza Verdi Sinistra Ilaria Salis e Alaeddine Kaabouri e quello di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo.
Partiti «parte integrante del campo largo della vostra coalizione qui a Busto», ha detto la leghista rivolgendosi a Verga. Per poi concludere che «con chi devasta, saccheggia, manda la polizia all’ospedale non ci dev’essere nessun tipo di dialogo».

Ha poi preso la parola anche Massimo Rogora (Futuro Nazionale): «Provo molta rabbia per le parole che ho sentito in televisione e anche qui. Non posso credere che ci siano dei partiti che continuano a dire che queste persone hanno fatto bene a manifestare e a spaccare tutto. Continuerò a chiedere di aiutare i ragazzi, ma quello che è accaduto in Francia, a Milano e in tante città non va più visto. Anche nel mio lavoro (di ambulante, ndr) stiamo andando a rotoli, ma non ci permettiamo di distruggere una città. Dobbiamo solo rimboccarci le maniche come dovrebbero fare gli studenti».

In seguito, anche l’assessore all’Inclusione sociale Paola Reguzzoni è tornata sulle parole di Valentina Verga, rivendicando che «Busto arriva al consuntivo con 3,8 milioni di euro di spese sui minori. Non è un Comune non attivo sul disagio giovanile o che non ascolta».

Riccardo Canetta

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