Sono saliti sulle pattuglie per conoscere il lavoro di chi ogni giorno tutela la sicurezza della collettività. Ne sono scesi con uno sguardo diverso sulle regole, sulle divise e, soprattutto, sulla vita. È il bilancio della quinta edizione varesina di “On the Road”, conclusasi domenica 25 ottobre con un momento di “restituzione” in Prefettura, dopo una settimana di prevenzione sul campo che ha coinvolto oltre trenta giovani dai 16 anni in su.
«Prima guardavo le Forze dell’Ordine dall’esterno, anche con qualche pregiudizio. Ora ho capito quanta responsabilità si assumano e che dietro ogni divisa ci sono persone» ha raccontato uno dei partecipanti. Un’esperienza diretta, senza filtri, per conoscere rischi, responsabilità e conseguenze delle proprie scelte, trasformando i giovani in protagonisti della prevenzione tra coetanei. Un messaggio che continua a diffondersi: in meno di 24 ore sono già arrivate oltre quindici nuove candidature.
Promosso dall’Associazione “Ragazzi On the Road”, presieduta da Egidio Provenzi, e il coordinato dalla Prefettura di Varese, il progetto ha coinvolto la Polizia di Stato, attraverso la Questura, la Polizia Stradale e il II Reparto Volo di Malpensa, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia Penitenziaria le Polizie Locali di Varese, Angera, Besano, Busto Arsizio, Castellanza, Ferno, Saronno Sesto Calende e Venegono Inferiore, i Vigili del Fuoco, le strutture sanitarie e gli operatori dell’emergenza e del soccorso.
La settimana ha compreso anche la “Notte Interforze” del 24 ottobre, con la presenza in strada del Prefetto Salvatore Pasquariello e il successivo debriefing con i giovani tenuto a tarda notte dal Questore Paolo Iodice e dal Tenente Colonnello della Guardia di Finanza Francesca Bertone, occasione preziosa per condividere emozioni, dubbi e riflessioni maturate durante il servizio. Tra i momenti più intensi, quello vissuto da alcuni partecipanti sul luogo dell’incidente di Luino: i ragazzi, accompagnati dai Carabinieri e dal Comandante Provinciale di Varese Colonnello Alessandro De Vico, supportati dall’équipe educativa dell’Associazione, hanno affrontato un momento di forte impatto emotivo che ha contribuito a approfondire la riflessione sul valore della vita, della prudenza e della responsabilità.
«La sorpresa più bella non è stata soltanto vedere cambiare lo sguardo dei ragazzi, ma scoprire quanto questa esperienza abbia coinvolto anche gli uomini e le donne delle Istituzioni - sottolinea Alessandro Invernici, fondatore e vicepresidente dell’Associazione “Ragazzi On the Road” - quando un giovane si sente ascoltato, accolto e responsabilizzato, può sorprendere tutti. Anche noi. A Varese abbiamo avuto un’ulteriore conferma: non dobbiamo limitarci a parlare ai ragazzi, ma imparare a costruire insieme a loro. Anche con chi è più arrabbiato, diffidente o distante. Perché un’altra strada è possibile, ma bisogna offrire ai giovani l’opportunità di scoprirla, dall’altra parte del finestrino».
Un’attenzione particolare è stata riservata ai giovani che vivono condizioni di maggiore fragilità. Tra i partecipanti anche minori stranieri non accompagnati (MSNA), accolti nella fondazione Asilo Mariuccia di Porto Valtravaglia e nella comunità educativa “Il Mappamondo” della Cooperativa Sociale San Martino di Cassano Magnago. Il percorso ha coinvolto inoltre giovani destinatari di provvedimenti di ammonimento del Questore, grazie alla collaborazione della Divisione Anticrimine della Questura di Varese. Un’opportunità per avvicinare alle Istituzioni anche chi ha vissuto situazioni difficili, offrendo occasioni concrete di ascolto, responsabilizzazione, consapevolezza e soprattutto di ripartenza e cittadinanza attiva.
Nel Varesotto sono già circa 150 i giovani coinvolti nelle cinque edizioni di “On the Road”, grazie anche al sostegno della Provincia di Varese e dei Comuni sopra citati, insieme alle altre amministrazioni del territorio che, negli anni, hanno scelto di investire sui giovani e fare rete attorno al progetto.
Alla realizzazione delle attività hanno inoltre contribuito, secondo le rispettive competenze, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), attraverso gli uffici dell’aeroporto di Malpensa e dei valichi di Ponte Tresa e Luino; il II Reparto Volo della Polizia di Stato di Malpensa; le Case circondariali di Varese e Busto Arsizio, con la Polizia Penitenziaria; AREU 118 e il sistema di emergenza 112; le ASST Sette Laghi e Valle Olona; SEA – Società Esercizi Aeroportuali e l’Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Varese. Una rete di Istituzioni, servizi pubblici e realtà del territorio che ha permesso ai giovani di conoscere da vicino il lavoro quotidiano di chi opera per la sicurezza, la legalità e la tutela della vita.
Particolarmente significativo l’incontro con l’arcivescovo metropolita di Milano, monsignor Mario Delpini, avvenuto nella parrocchia di San Luigi e Beata Giuliana a Busto Arsizio. L'incontro ha fatto seguito alla Santa Messa inaugurale della visita pastorale in città, durante la cui omelia l’Arcivescovo si era rivolto ai giovani con l’accorato invito: «Siate originali».
È stato il Prefetto, unitamente al sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli, a presentargli la delegazione dei “Ragazzi On the Road”, sottolineando le peculiarità del progetto. Delpini si è intrattenuto con i partecipanti, ascoltando il racconto delle loro esperienze, mentre Invernici ha illustrato il significato educativo dell’iniziativa. «Geniale questa idea di condividere l’impegno dall’interno» ha commentato l’Arcivescovo, esprimendo apprezzamento per l’iniziativa e impartendo la propria benedizione ai ragazzi, ai volontari e a quanti contribuiscono a realizzarla.
«Appassionatevi a fare il bene» ha concluso monsignor Mario Delpini. Un invito che racchiude il significato dell’esperienza vissuta sul campo: scoprire che il rispetto delle regole, la responsabilità e il servizio agli altri possono diventare una scelta personale e consapevole.
Nel confronto è stata prospettata la possibilità di coinvolgere gli oratori e le realtà educative dell’Arcidiocesi, con particolare attenzione ai giovani più fragili e ai minori stranieri non accompagnati. All’Arcivescovo è stato inoltre rivolto l’invito a vivere personalmente un turno di servizio in pattuglia accanto ai ragazzi.
All’incontro erano presenti anche il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli, l’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Claudia Cozzi, una rappresentanza del Comando della Polizia Locale diretto da Stefano Lanna, l’avvocato Laura Martello, legale dell’Associazione, e Gianluca Piazza, volontario e responsabile del Cerimoniale e dell’Accoglienza istituzionale dell’Associazione.
Rafforzato dal Protocollo interministeriale sottoscritto il 16 ottobre 2025 con il Ministero dell’Interno e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Associazione “On the Road”, ha coinvolto complessivamente oltre 1.700 giovani in più di 170 Comuni, 21 Province e 7 Regioni, raccogliendo oltre 4.000 candidature. La sperimentazione nazionale “Giovani On the Road” è già stata avviata a Roma, Milano e Rimini.
«La sfida delle Istituzioni è chiedere ai giovani sia di rispettare le regole, sia di creare le condizioni perché possano comprenderne il valore e sentirsi parte della comunità - ha dichiarato il Prefetto - questa esperienza sul campo dimostra che, quando offriamo loro fiducia e responsabilità, i ragazzi sanno sorprenderci. Il nostro compito è continuare ad aprire le porte delle Istituzioni, raggiungendo anche chi oggi è più distante o rischia di rimanere ai margini: investire sui giovani significa, prima di tutto, credere in loro. Anche la quinta edizione del progetto ha dimostrato che la fiducia tra giovani, adulti e istituzioni cresce con la conoscenza, il dialogo e l’esperienza diretta».












