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Busto Arsizio | 20 ottobre 2026, 19:36

Crollo all'e-work Arena: «Sarà utilizzabile da fine gennaio salvo cause di forza maggiore, giovedì il via ai lavori»

Nel palazzetto è stato allestito oggi il cantiere per la messa in sicurezza, ha spiegato il primo cittadino in Commissione. Il Pd: «Ci sembra un po' come la piscina Manara riaperta nella solo parte estiva. Il Comune dimostri attenzione costante perché le società restino a Busto». Il consigliere Rogora: «Sindaco, non si prenda le colpe e si incazzi»

Crollo all'e-work Arena: «Sarà utilizzabile da fine gennaio salvo cause di forza maggiore, giovedì il via ai lavori»

 L'e-work Arena sarà utilizzabile da fine gennaio «salvo cause di forza maggiore». I lavori nel Palazzetto di Busto Arsizio - interdetto all'uso dopo il crollo - partiranno giovedì, una volta placatasi la pioggia, mentre il cantiere è stato allestito oggi.

Sono emersi alcuni punti fermi dunque nella vicenda oggi in Commissione a Palazzo Gilardoni. Il Pd aveva presentato un'interrogazione sul crollo, con 17 quesiti a cui stasera ha risposto il sindaco Emanuele Antonelli durante la seduta guidata dal consigliere FdI Francesco Attolini.

Le ragioni e gli interventi

Le cause accertate del crollo? «Un cedimento degli elementi portanti dovuti a un sovraccarico accidentale generato da un meteorologico di portata eccezionale - ha detto il primo cittadino - Sono programmate indagini per studiare il comportamento elastico statico della stessa, così si potranno determinare con certezza le ragioni del sinistro».

In campo il settore Opere pubbliche coadiuvato dallo strutturista, ingegner Paolo Consonni. Mai erano stati segnalati problemi di infiltrazioni della copertura, ha detto il sindaco, se non in data 18 agosto da parte di Uyba, in seguito al quale si era concordato un sopralluogo tecnico il 10 settembre da parte del servizio tecnico di Agesp. Il giorno del crollo c'erano due tecnici con i droni,  fortunatamente fuori, «perché volevamo rifare massicciamente tetto ed efficientamento». Su accertamenti a proposito di eventuali responsabilità, Antonelli ha precisato che il professionista incaricato della progettazione per la messa in sicurezza delle parti interessate dal crollo ha programmato un piano di indagine strutturale e relativo monitoraggio, peraltro esteso all'intero edificio, al fine di accertare lo stato complessivo dell'immobile e tramite il quale poter programmare interventi di consolidamento o miglioramento delle strutture».

Ma cosa accadrà adesso?

«Il foyer, ha precisato il sindaco, successivamente alla preventiva messa in sicurezza dei  manufatti danneggiati, sgombero delle macerie e demolizione controllata di alcune porzioni di strutture compromesse ma ancora collegati ad altri elementi portanti, verrà dotato di una copertura provvisoria e gli spazi sottostanti delimitati e inibiti all'uso fino al ripristino definitivo della copertura a tetto». Il programma di interventi è da completare entro il mese di dicembre: sono stati stanziati 180mila euro. La stima dei danni invece è ancora in corso.

Tramite il tempestivo supporto del vicesindaco Luca Folegani - ha proseguito Antonelli - il settore giovanile della Uyba si è riorganizzato in altre strutture comunali. E ha ribadito che da febbraio si potrà riutilizzare il Palazzetto. La Uyba con il settore professionistico si è appunto organizzata a Biella, perché non esistono strutture comunali con caratteristiche adeguate.

Dal Pd e non solo, non sono mancate altre domande e perplessità. Rispondendo alla consigliera Cinzia Berutti, il sindaco ha detto che «non c'entra il tetto, è un corridoio dove si è depositata l'acqua e col tempo le infiltrazioni hanno spaccato il cemento».

Anche Santo Cascio (Progetto in Comune) ha criticato: «Non si può dire "Va tutto bene Madama la marchesa e andiamo avanti. Questa è la conseguenza di una situazione di emergenza, doveva esserci un attento controllo». La consigliera del Pd Valentina Verga ha ricordato «una infiltrazione nell'area del foyer con una pozza d'acqua lo scorso giugno durante un evento del twirling». Da Massimo Rogora (gruppo misto) un invito al sindaco: «Con tutto l'amore che ho per lei, non si prenda le colpe, si incazzi e dia alle persone che devono fare questi controlli la giusta punizione». Posizione "sposata" in parte da Berutti: «Sono d'accordo con il consigliere Rogora, sulla necessità dei controlli, ma il sindaco ci ha appena relazionato che Agesp monitora con costanza e continuità le diverse opere di cui è proprietaria l'amministrazione. Chiedo al presidente una commissione  a brevissimo stretto giro tutti i verbali e l'ultima relazione del 13 ottobre».

Si poteva usare il Palaghiaccio ora pronto? No, perché non è ancora avvenuto il collaudo, ha spiegato Folegani. E il Pd ha tirato in ballo un tema affine: «Ci sembra un po' come la piscina Manara, riaperta solo nell'estivo». 

«Ci sono troppe incognite - ha concluso il consigliere Paolo Pedotti - per cui ci aspettiamo una riconvocazione della commissione entro la fine dell'anno».

Ma. Lu.

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