A distanza di appena due settimane dal raid che aveva lasciato pesanti danneggiamenti nel camposanto di Sacconago, i ladri di rame sono tornati in azione. Nella scorsa notte una cappella funeraria situata nell’ala più recente della struttura, verso l’area sud, è stata presa di mira e letteralmente spogliata di tutte le sue componenti metalliche.
I malviventi hanno asportato l'intera copertura del tetto e le canaline di scolo, provocando un danno strutturale rilevante. Le lamiere in rame sono state strappate via con forza, lasciando la soletta in legno completamente scoperta e vulnerabile alle intemperie. A terra, tra la ghiaia dei vialetti e le tombe adiacenti, sono rimasti profilati deformati, pezzi di scossalina piegati e barriere posizionate a protezione dell’area danneggiata.
La cappella colpita si trova a poca distanza da quella già devastata nella notte tra il 24 e il 25 settembre (LEGGI QUI). La dinamica evidenzia un modus operandi metodico e mirato. I predoni dell'oro rosso agiscono selezionando con cura un obiettivo alla volta, approfittando dell'assenza di impianti d'allarme e di telecamere di videosorveglianza puntate su quel settore.
A favorire le incursioni contribuisce anche la conformazione dell'area. Le cappelle in questione sorgono a ridosso del muro di cinta che separa il camposanto da una fascia di vegetazione e alberi. La presenza delle piante offre una copertura naturale che consente a chiunque di avvicinarsi senza essere notato dalla strada principale, scavalcare la recinzione ed entrare rapidamente nel cimitero, a pochi metri dal secondo varco d'accesso situato lungo la stessa via Bienate.
L’episodio si inserisce in una scia preoccupante che nell'ultimo periodo ha visto il rione di Sacconago particolarmente esposto. Dalla tentata sottrazione dei cavi ferroviari che lo scorso giugno aveva mandato in tilt la circolazione dei treni, fino ai tombini scoperchiati e ai lampioni messi fuori uso pochi giorni fa nella zona industriale, il fenomeno delle razzie di rame continua a impegnare le forze dell'ordine. Il tema era già approdato al tavolo di un recente vertice in prefettura con i vertici della Polizia locale e l'assessorato alla sicurezza, durante il quale era stato certificato l'aumento dei furti su scala provinciale. Questo nuovo blitz conferma come i cimiteri periferici restino tra gli obiettivi più vulnerabili e appetibili per bande che operano sul territorio senza sosta.


















