L’illuminazione pubblica è stato uno dei temi ricorrenti dei fantocci della Giöbia di quest’anno. Segno che il problema è sentito a Busto, tanto da cittadini e associazioni quanto dai commercianti.
E ieri sera, martedì, se n’è parlato nuovamente in Consiglio comunale, con un’interrogazione presentata da Partito Democratico e Progetto in Comune.
Il capogruppo dem Paolo Pedotti ha riportato le segnalazioni di criticità nelle aree periferiche, dove «interi tratti risultano insufficientemente illuminati».
Ma l’insoddisfazione per la scarsa illuminazione cittadina è risultata essere trasversale. «Come Lega, riteniamo che i tempi sono cambiati e oggi l’illuminazione è un deterrente contro la criminalità», ha detto Isabella Tovaglieri, consapevole che i lampioni funzionino secondo le modalità previste dalla legge, ma auspicando un aumento dell’intensità della luce.
«A Busto non è stato raggiunto il grado di illuminazione che vorremmo», ha ammesso il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Geminiani. Riconoscendo che «illuminare tutte le strade del territorio è difficile», ma ricordando anche che «i commercianti hanno l’obbligo di tenere le vetrine accese fino a mezzanotte. Anche questo potrebbe essere un aiuto».
Talvolta il problema dell’illuminazione non ottimale può essere imputato alle fronde degli alberi, come evidenziato dal capogruppo di Forza Italia Marco Lanza.
Il sindaco Emanuele Antonelli ha ribadito che si tratta di un problema di percezione: «Non dico di essere contento, perché anche io ho la vostra percezione – ha ammesso rivolgendosi ai consiglieri –. Ma parlando coi colleghi, emerge che anche nelle altre città la situazione è la stessa».
Rispondendo alle domande della minoranza, il primo cittadino ha ricordato il sopralluogo effettuato la sera del 26 marzo, con il test di “dimmerazione” sull’illuminazione pubblica. «Aumentando l’illuminazione dei lampioni al 100 per cento, non ci si accorgeva della differenza – ha spiegato nuovamente Antonelli –. E ci sarebbe costato 150-200mila euro. Inutile buttare via questa cifra ogni anno».
La scelta per cui si è optato è quindi quella di chiedere ad A2A di installare più lampioni. Verranno investiti in questo anche i 210mila euro di penali riconosciuti al Comune nell’ambito del contenzioso con il gestore. «Ma non basteranno», ha aggiunto il sindaco.














