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Territorio | 18 settembre 2026, 10:05

Varese, l’estate dei climatizzatori: «Mai visto un boom così. Ma aspettare il caldo è il primo errore»

Dopo la stagione più torrida di sempre ecco i consigli di Fabio Forni, responsabile tecnico e direttore commerciale di Energy Coop: dalla scelta dello split alla potenza, dai consumi alla manutenzione. E ora è già tempo di pensare alla caldaia: «L’urgenza costa»

Varese, l’estate dei climatizzatori: «Mai visto un boom così. Ma aspettare il caldo è il primo errore»

L’estate meteorologica 2026 verrà ricordata come la più calda di sempre a Varese. E mentre il termometro stabiliva record su record, nelle case dei varesini cresceva un’altra curva: quella delle richieste di climatizzatori, esplose soprattutto tra giugno, luglio e agosto, quando per molti il caldo era diventato semplicemente insopportabile. 

Un boom che ha coinvolto tutto il settore dell’impiantistica e che racconta bene un’abitudine tutta italiana: aspettare l’emergenza prima di intervenire. Per capire cosa sia accaduto in questi mesi e, soprattutto, quali siano le scelte giuste da fare per non ritrovarsi impreparati alla prossima ondata di calore – ma anche all’arrivo dell’inverno – abbiamo intervistato Fabio Forni, responsabile tecnico e direttore commerciale di Energycoop, cooperativa con sede a Vedano Olona specializzata negli impianti di climatizzazione, riscaldamento, pompe di calore e trattamento dell’aria e dell’acqua. Dai tempi giusti per installare un climatizzatore ai consumi in bolletta, dagli errori più comuni nella scelta e nel posizionamento degli split fino alla manutenzione degli impianti e alle precauzioni da adottare per la caldaia prima della stagione fredda: Forni ripercorre l’esperienza di un’estate eccezionale e offre una serie di consigli pratici per affrontare con maggiore consapevolezza i mesi che verranno.

Quest'estate il caldo ha spinto tantissime persone a installare un climatizzatore. Il primo consiglio è pensarci prima e non aspettare l'emergenza?
Assolutamente sì, sarebbe la cosa migliore. L'ideale sarebbe pensarci tra ottobre, novembre e dicembre, quando gli installatori sono meno impegnati su questo fronte. Il problema è che oggi, anche per la situazione economica, quasi tutti aspettano fino a quando non ce la fanno più. Arrivano al limite della sopportazione, chiamano e vorrebbero l'impianto immediatamente. Succede la stessa cosa con le caldaie: finché non si rompono, difficilmente vengono cambiate. Noi cerchiamo anche di venire incontro alle persone con agevolazioni e possibilità di dilazionare i pagamenti.

Ma quanto pesa realmente un climatizzatore sulla bolletta?
Ovviamente aumenta il consumo di energia elettrica, ma l'impatto non è necessariamente così pesante. Le macchine moderne sono state ottimizzate moltissimo e, se utilizzate bene, hanno consumi abbastanza contenuti. Bisogna evitare di accenderle sempre al massimo, meglio mantenere una temperatura costante, utilizzare quando possibile la deumidificazione e programmare le fasce orarie. Ormai quasi tutte possono essere comandate da remoto attraverso un'app. Gestendole correttamente, l'impatto economico è sopportabile.

E possono essere utilizzate anche per riscaldare la casa?
I climatizzatori a pompa di calore sì, soprattutto nelle mezze stagioni. Nella nostra zona, però, non consiglierei di utilizzarli come unica fonte di riscaldamento per tutto l'inverno: con determinate temperature esterne si rischia di mettere sotto stress le macchine senza riuscire a raggiungere in casa la temperatura desiderata.

Dal vostro osservatorio, com'è stata l'estate 2026?
È stato il primo anno nel quale abbiamo visto un vero boom incontrollato delle richieste. Abbiamo installato tantissimi impianti di climatizzazione, soprattutto perché le persone non sopportavano più il caldo. Maggio aveva già cominciato a essere caldo, giugno lo è stato molto, luglio è diventato quasi insopportabile e anche agosto è rimasto caldo. Siamo arrivati a settembre con temperature ancora molto alte.

Nel pieno dell'estate quanto bisognava aspettare per avere un climatizzatore installato?
Nei mesi di giugno, luglio e agosto almeno una decina di giorni. Quando c'è un boom per noi, naturalmente, c'è anche per tutti gli altri installatori. Può quindi esserci un problema sia di disponibilità dei tecnici sia di reperibilità dei prodotti. Quest'anno i grossisti sono stati previdenti e avevano fatto buone scorte, quindi noi non abbiamo avuto particolari difficoltà con il materiale.

Di che cosa si occupa la vostra azienda?
Energycoop è una cooperativa di installazione impiantistica con sede a Vedano Olona. Ci occupiamo di caldo, freddo, trattamento dell'acqua e dell'aria, pompe di calore e impianti fotovoltaici. Lavoriamo sia nel civile sia nell'industriale e ci muoviamo in tutta la Lombardia. Io sono responsabile tecnico e direttore commerciale.

Siete legati a un unico marchio oppure scegliete liberamente?
Siamo multimarca. Quando devo scegliere io guardo soprattutto al rapporto qualità-prezzo: la macchina deve essere affidabile e di qualità, ma deve anche avere un costo sensato. Ci sono poi clienti che arrivano chiedendo espressamente un determinato marchio, magari perché è quello che conoscono maggiormente attraverso la pubblicità, e naturalmente teniamo conto anche delle loro preferenze.

Oggi il cliente arriva più informato rispetto al passato?
Molto di più. Con Internet sono diventati tutti super informati, anche se Internet è un coltello a doppio taglio: permette di conoscere molte cose, ma può anche creare convinzioni basate su informazioni che non corrispondono alla realtà del singolo appartamento. Capita quindi che ci vengano richieste soluzioni che tecnicamente sarebbe meglio non adottare.

Qual è uno degli errori più comuni?
Pensare, per esempio, che mettendo un solo climatizzatore nel corridoio della zona notte si possano raffrescare bene due o tre camere. In realtà rischi di trasformare il corridoio in una ghiacciaia e di avere soltanto un po' di fresco nelle stanze lasciando le porte aperte. In una situazione del genere può essere molto più sensato progettare un sistema canalizzato con bocchette nelle diverse camere.

Conta anche dove viene posizionato lo split?
Moltissimo. Nelle camere, per esempio, cerchiamo sempre di evitare che il getto d'aria finisca direttamente sul letto: è fastidioso e può fare male. Evitiamo anche, quando possibile, di mettere i climatizzatori in cucina, perché le microparticelle di grasso prodotte cucinando finiscono nella macchina e la sporcano, compromettendone il funzionamento se non viene pulita continuamente.

E bisogna scegliere anche la potenza giusta.
Certo. Non puoi comprare semplicemente la macchina che costa meno. Un 7.000 BTU, per esempio, può non essere sufficiente per un soggiorno di determinate dimensioni. E non bisogna guardare soltanto i metri quadrati: conta anche il volume. Una casa vecchia con soffitti alti tre metri e mezzo ha esigenze completamente diverse. Il dimensionamento dell'impianto è fondamentale.

Quindi il climatizzatore “fai da te” è una soluzione che sconsiglia?
Sconsigliatissima. È molto invitante vedere un climatizzatore a 300 euro e pensare di risparmiare, ma bisogna capire che macchina si sta comprando e soprattutto chi la installerà. Chi installa climatizzatori deve avere il patentino F-Gas e anche l'azienda deve essere certificata. Alla fine del lavoro noi rilasciamo la dichiarazione di conformità dell'impianto. Con un'installazione improvvisata rischi anche che, se la macchina presenta un problema, il venditore attribuisca la responsabilità all'installazione.

Ci sono clienti che vi hanno chiamato per proteggere dal caldo genitori anziani?
Assolutamente sì. A Gazzada, per esempio, abbiamo sostituito un impianto con una macchina esterna e quattro split interni proprio perché il padre del cliente è anziano e ha già problemi respiratori. Gli anziani vanno tutelati dal caldo, ma non soltanto loro: si parla poco anche dei bambini, che devono essere protetti dalle temperature molto elevate.

Finita l'estate, che cosa bisognerebbe fare al climatizzatore?
Prima di tutto la manutenzione. Una parte può farla direttamente il cliente: i filtri vanno sfilati, puliti e rimessi. Ci sono poi interventi che devono essere eseguiti dai tecnici, come la pulizia dell'unità esterna e l'igienizzazione periodica delle batterie degli split interni. Una macchina molto sporca può ottenere l'effetto opposto rispetto a quello desiderato e rimettere nell'ambiente polveri e impurità.

E adesso arriva anche il momento di pensare alla caldaia?
Sì, perché aspettare che si rompa durante l'inverno è un rischio. Se la caldaia ti lascia quando fa già freddo devi intervenire d'urgenza, e l'urgenza costa. La manutenzione periodica serve anche ad allungare la vita delle macchine. Oggi vediamo molte più riparazioni perché, per ragioni economiche, le persone preferiscono sostituire un pezzo anche su caldaie di venticinque anni piuttosto che cambiare tutto l'impianto.

Quando entrate in una casa, come decidete quale soluzione proporre?
Facciamo un sopralluogo e valutiamo tutto: caratteristiche dell'abitazione, posizione degli ambienti, possibilità di collocare le unità esterne, percorso delle linee e richieste del cliente. Proprio ieri ero in una villa a Casbeno dove volevano climatizzare senza fare lavori edili. Abbiamo studiato la disposizione delle macchine in modo da ridurre al minimo le canaline visibili. Non esiste una soluzione uguale per tutte le case.

Anche lo scarico della condensa può diventare un problema?
Certo. Oggi esistono piccole pompe che permettono di portare la condensa anche a diversi metri di distanza e quindi l'abilità dell'installatore consiste anche nel capire dove scaricarla. La soluzione migliore, quando possibile, è collegarsi allo scarico di un bagno o di una cucina. Altrimenti esistono altre soluzioni, fino al classico contenitore da svuotare, perché un climatizzatore produce parecchia condensa.

C'è ancora qualche agevolazione per chi vuole rendere più efficiente energeticamente la propria casa?
Una possibilità interessante è il Conto Termico 3.0, per chi sostituisce una caldaia a gas con una pompa di calore. Il meccanismo prevede un rimborso economico dopo aver sostenuto la spesa e presentato correttamente tutta la documentazione richiesta. È interessante, anche se bisogna avere inizialmente la disponibilità economica per affrontare l'investimento, perché una pompa di calore costa decisamente più di una caldaia tradizionale.

Quindi, tornando al punto di partenza: il consiglio è pensarci quando non fa né troppo caldo né troppo freddo?
Sì. Il cliente previdente esiste, ma è ancora una minoranza. Quasi tutti ci chiamano quando sono esasperati dal caldo o quando la caldaia ha già smesso di funzionare. Invece programmare per tempo permette di scegliere con maggiore tranquillità la soluzione giusta, senza trovarsi nell'urgenza.

Andrea Confalonieri

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