Il campo chiama e la Pro Patria risponde, ponendo le basi per una stagione in cui la programmazione e il lavoro quotidiano dovranno fare la differenza. Nella mattinata odierna, nella pancia del Carlo Speroni, la società biancoblù, alla presenza della presidentessa Rosanna Zema, ha ufficialmente presentato il nuovo allenatore Mauro Zironelli, chiamato a guidare la squadra in vista del prossimo campionato di Serie D. Una scelta fortemente condivisa e voluta dai vertici societari, maturata dopo una serie di incontri che hanno convinto all'istante l'intera dirigenza per competenza, serietà e sintonia d'intenti.
Il direttore tecnico Raffaele Ferrara, tornato in biancoblù dopo tredici anni, ha espresso grande entusiasmo per questo ritorno alle origini, sottolineando come il lavoro condiviso con la nuova proprietà e con il direttore sportivo Giovanni Giovanditti si stia sviluppando nel segno della massima armonia. «Abbiamo pensato a un profilo che conoscesse già la categoria e che avesse il bagaglio giusto per completare le nostre richieste – ha dichiarato Giovanditti –. La scelta di Mauro è stata condivisa immediatamente con Ferrara e con Walter Sabatini. Abbiamo capito subito che era la persona giusta».
Dal canto suo, mister Mauro Zironelli ha mostrato grande concentrazione e pragmatismo, affrontando con lucidità il percorso di costruzione della squadra: «Sono stato scelto da persone serie, oltre che competenti. Quando ci siamo incontrati ho capito subito che c'erano i presupposti ideali. Sono molto contento, anche se sono consapevole che non sarà facile». Entrando nel merito della gestione del gruppo e del mercato, il tecnico ha aggiunto: «Stiamo costruendo una squadra, ho dovuto pensare subito a lavorare con i quattordici o quindici elementi presenti all'inizio del ritiro, mentre adesso siamo arrivati a quota venti. La rosa si sta formando e io sono molto contento di come stanno rispondendo i ragazzi».

Zironelli ha poi voluto sgombrare il campo da qualsiasi alibi o pressione esterna, focalizzando l'attenzione unicamente sul rettangolo verde: «Io sono molto sereno e mi sento concentrato unicamente sul campo. Il contorno e le questioni esterne competono alla società. Il mio compito è mettermi nei panni dei giocatori per trasmettere loro determinazione ed entusiasmo. Ai ragazzi dico sempre che non devono farsi problemi di pressioni o di aspettative esterne, ma devono pensare soltanto a rendere la gente contenta, a partire dalla propria famiglia».
Ripensando al proprio percorso professionale e alle lezioni apprese nelle precedenti esperienze, il mister ha concluso con una riflessione sul metodo di lavoro: «Cerco sempre di fare il massimo con naturalezza, perché le tensioni e le ansie non fanno che togliere energia preziosa. Ho trovato un ambiente sano, con una società forte alle spalle che ci permette di lavorare con tranquillità. Ora parla il campo».
La costruzione dell'organico prosegue con celerità, con l'obiettivo primario di portare a Busto Arsizio «uomini veri, dotati di grande spirito di adattamento e di un profilo professionale e morale elevato». L'esordio stagionale è fissato per domani con il primo test amichevole, un appuntamento utile per testare la condizione fisica e l'amalgama del gruppo in vista dei primi impegni ufficiali, a partire dalla sfida del 23 agosto di Coppa Italia con la Varesina.



















