Una battuta nata tra i banchi di scuola, due parrucche, tanta improvvisazione e il coraggio di mettersi in gioco. Così due diciottenni hanno trasformato uno scherzo in un fenomeno social che sogna la televisione nazionale. Dietro Pina e Mariarosa ci sono Riccardo Gallazzi e Matteo Podda, amici, creativi e determinati a inseguire un sogno.
Dalla musica al teatro, la scoperta della vera passione
Riccardo Gallazzi, 18 anni, di Busto Arsizio, ha appena concluso il percorso al liceo musicale "Salvatore Quasimodo" di Magenta con un brillante 92/100 alla maturità. Prima le scuole elementari alle Crespi e le medie alla Schweitzer di Busto Arsizio, poi la scelta del liceo musicale. «Ho scelto il liceo musicale perché ero innamorato del flauto traverso. Poi, con il passare del tempo, ho capito che la mia vera passione era un'altra: la recitazione, il teatro e la televisione». Una passione che, racconta, in realtà c'era sempre stata. «Alle elementari avevo già frequentato un corso di teatro. Era qualcosa che avevo dentro fin da bambino».
Tutto nasce da un soprannome
L'idea che avrebbe cambiato il loro percorso arriva quasi per caso, durante il terzo anno delle superiori. L'insegnante di scienze motorie, divertita dalla scarsa predisposizione allo sport di Riccardo e del compagno di classe Matteo Podda, li soprannomina “le vecchiette”. «Eravamo un po' goffi durante ginnastica e la prof ci chiamava così. All'inizio ci abbiamo riso sopra, poi abbiamo deciso di cavalcare l'idea». Da quello scherzo prendono forma due personaggi destinati a diventare riconoscibilissimi: Pina e Mariarosa, protagoniste del duo comico “Le Sciure”.
Due parrucche, tanta improvvisazione e oltre un milione di visualizzazioni
Parrucche, vestiti da anziane signore e dialoghi costruiti quasi sempre sul momento. «Partiamo da una domanda o da una situazione da risolvere e improvvisiamo tutto. Le battute nascono spontaneamente. Nella maggior parte dei casi è buona la prima». Il successo non tarda ad arrivare. Il canale YouTube "Le Sciure" supera 1 milione e 300 mila visualizzazioni complessive, con 124 video pubblicati. «All'inizio facevamo venti, trenta, quarantamila visualizzazioni. Poi i numeri sono cresciuti sempre di più». Dopo YouTube sono arrivati anche TikTok e Instagram, ma il sogno resta uno. «La televisione rimane il nostro obiettivo».
Le idee? Nascevano durante matematica
La creatività trovava spazio anche... durante le lezioni. «La matematica non ci faceva impazzire. Invece di ascoltare prendevamo un foglio e scrivevamo le idee per i video». Il liceo aveva una sede distaccata all'oratorio “Sacra Famiglia” di Magenta, con un grande parco. «È lì che abbiamo iniziato a registrare i primi sketch». Gli insegnanti hanno sempre guardato l'iniziativa con simpatia. «Ci seguono sui social e ci hanno sempre sostenuto».
Oggi la qualità dei contenuti è cresciuta. I due amici hanno allestito un piccolo studio nella casa di Matteo. «Abbiamo comprato softbox, microfoni e tutta l'attrezzatura necessaria. Vogliamo migliorare sempre di più».
Un umorismo pulito che parla a tutti
Il punto di forza delle "Sciure" è uno stile leggero, mai offensivo. «Scherziamo su tutto: attualità, problemi dei giovani, confessioni d'amore, situazioni quotidiane». L'umorismo nasce soprattutto dal contrasto generazionale. «Le nostre vecchiette non conoscono il linguaggio dei ragazzi e interpretano tutto a modo loro». Qualche espressione dialettale rende i personaggi ancora più autentici. «Non ricorriamo mai alla volgarità. Vogliamo far ridere tutti». Tra gli sketch più apprezzati ci sono le classifiche ("ranking"), le improbabili domande rivolte alle due anziane protagoniste, le risposte ai commenti degli haters e le situazioni surreali che coinvolgono Pina e Mariarosa.
Un'amicizia nata quasi per... opportunismo
Prima ancora del duo comico è nata un'amicizia speciale. «Io volevo imparare a cantare da Matteo, lui voleva imparare a scrivere meglio da me». Riccardo coltivava infatti la passione per la scrittura fantasy, mentre Matteo sognava una carriera da cantante. «Alla fine nessuno dei due ha imparato quello che chiedeva all'altro, però è nata una grande amicizia». Un legame che oggi rappresenta il motore del loro progetto artistico.
Dal web alla televisione
L'esperienza sui social ha già aperto le porte della televisione. Grazie anche all'entusiasmo della nonna di Riccardo, i due hanno partecipato a “The Cage - La Gabbia”, il programma condotto da Amadeus, andato in onda il 6 marzo. «Abbiamo aperto la trasmissione con un piccolo sketch ed è piaciuto molto». Successivamente hanno preso parte anche a un altro programma televisivo, in onda prossimamente sul Nove. «Per ora non possiamo dire altro».
Il sogno? Fare della comicità un lavoro
Riccardo non nasconde le proprie ambizioni. «Vorremmo andare sempre più spesso in televisione». Tra gli obiettivi ci sono il celebre salottino di “Avanti un altro!” e, perché no, un'esperienza al “Grande Fratello”. «Il mio sogno è lavorare stabilmente nel mondo della televisione». Dopo la maturità frequenterà un corso universitario nell'area umanistica e della comunicazione.
“Davanti alle telecamere ci sentiamo a casa”
Per Riccardo fare comicità significa molto più che strappare una risata. «Mi fa stare bene con me stesso. Mi dà fiducia». È questo, forse, il segreto della loro naturalezza. «Non proviamo ansia, nemmeno quando siamo negli studi televisivi. Ci sentiamo a casa.»
Per ora i guadagni non sono ancora arrivati. «Al momento facciamo tutto per passione. Speriamo che un domani possa diventare anche un lavoro».
Intanto Pina e Mariarosa continuano a conquistare il pubblico con spontaneità, fantasia e autoironia. Perché il loro vero punto di forza è forse proprio questo: essere due ragazzi che non hanno avuto paura di travestirsi da anziane signore per inseguire un sogno. E dimostrare che, con coraggio, creatività e una buona dose di ironia, anche uno scherzo nato tra i banchi di scuola può trasformarsi in un progetto capace di parlare a centinaia di migliaia di persone.














