Ci sono storie che sembrano scritte per raccontare una rinascita e che invece, all’improvviso, si trasformano in un’eredità d’amore. È la storia di Roberto Robino, di Buscate e di sua moglie Giulia Balossi, bustocca, scomparsa oggi, 31 luglio, all’età di 50 anni, dopo aver affrontato con uno straordinario coraggio una lunga e durissima malattia.
Giulia era una donna solare. Chi l’ha conosciuta ricorda il suo sorriso, la sua energia e la capacità di trasmettere serenità anche nei momenti più difficili. Qualità che non sono mai venute meno nemmeno quando la vita le ha chiesto il prezzo più alto. Pochi mesi fa Roberto aveva raccolto in un lungo racconto “Il ritorno del sole”, i pensieri e le emozioni vissuti accanto alla moglie (leggi QUI). Era nato come il racconto di una speranza ritrovata. Oggi quelle pagine assumono un significato ancora più profondo: sono il ritratto di un amore che continua a vivere.
Una battaglia iniziata molto prima
Il calvario di Giulia non era cominciato con l’infezione che l’ha resa nota a tanti. Già da tempo combatteva contro un tumore al seno, affrontato con la determinazione di chi non ha mai smesso di credere nel futuro. Poi, il 7 gennaio 2025, un nuovo colpo, tanto improvviso quanto devastante. Dolori lancinanti, la perdita della sensibilità e della mobilità degli arti, la corsa in ospedale. La diagnosi fu drammatica: una gravissima infezione al midollo spinale che richiedeva un intervento immediato. Per Roberto iniziarono le ore più lunghe della sua vita.
Il tempo dell’attesa e della speranza
L’operazione riuscì a eliminare l’infezione, ma il percorso fu lunghissimo. Due mesi in rianimazione a Legnano, la tracheotomia, il silenzio imposto dall’impossibilità di parlare, i reparti di pneumologia e infettivologia, la riabilitazione. Roberto non lasciò mai sola Giulia. Ogni giorno le raccontava la vita fuori dall’ospedale, le parlava dei figli Andrea e Tommaso, della casa, dei progetti, di tutto ciò che li attendeva. Quando lei non poteva rispondere, bastava uno sguardo per dirsi tutto. In quelle settimane nacquero le pagine del lungo racconto. Parole scritte per non soccombere alla paura, per custodire ogni emozione e trasformare il dolore in speranza.
La forza di una famiglia
Attorno a Giulia si strinse una famiglia capace di affrontare ogni prova senza perdere la propria umanità. Andrea e Tommaso impararono troppo presto cosa significhi convivere con la sofferenza, continuando però a vivere la loro adolescenza con dignità e maturità. Accanto a loro la nonna Noemi, originaria di Busto Arsizio, divenne il pilastro silenzioso della quotidianità.
Quando, dopo mesi di ricovero, Giulia tornò finalmente a parlare e il 7 maggio poté rientrare a casa, sembrò davvero che il peggio fosse passato. Ogni piccolo gesto ritrovato era una vittoria. Ogni sorriso aveva il sapore di una conquista. Il 10 luglio, nel giorno del suo compleanno, la famiglia festeggiò quella che sembrava una rinascita. Una torta, qualche palloncino, gli amici più cari.
Ma arrivò un’altra prova. La malattia, che da tempo fronteggiava con determinazione, tornò a farsi sentire.
Giulia ha affrontato anche quest’ultima battaglia con la stessa dignità e lo stesso coraggio che hanno accompagnato tutto il suo percorso, fino alla mattina del 31 luglio, quando si è spenta all’età di 50 anni, lasciando un vuoto immenso nella sua famiglia e in quanti le hanno voluto bene.
Un’eredità che continuerà a dare speranza
«Questo racconto è qualcosa che credo sia giusto condividere con altre persone», scrive Roberto nella prefazione del suo racconto. «Il mio obiettivo è dare forza, speranza e determinazione a tutte quelle persone che stanno affrontando un percorso simile».
Sono parole che oggi commuovono ancora di più. Perché “Il ritorno del sole” non racconta soltanto una malattia. Racconta cosa significa amare davvero: restare accanto alla persona che si ama nei giorni più difficili, condividere la paura senza arrendersi e trasformare il dolore in una testimonianza di speranza.
Giulia ha lasciato un esempio straordinario di coraggio, amore e dignità. Combattiva fino alla fine, ha affrontato ogni prova senza perdere il sorriso che l’ha sempre contraddistinta. È questo il ricordo più bello che lascia ai suoi figli, a Roberto e a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Perché ci sono persone che se ne vanno troppo presto, ma continuano a illuminare la vita degli altri. Giulia Balossi è una di loro.
Giulia riposa alla Casa funeraria Gambaro di Castano Primo. Le esequie saranno celebrate martedì 4 agosto alle 10 nella chiesa San Mauro di Buscate, precedute alle 9.30 dalla recita del rosario.














