/ Politica

Politica | 30 luglio 2026, 12:34

Clima, Gadda: «Caldo estremo non può diventare una tassa sulla fragilità»

Maria Chiara Gadda (Italia Viva) chiede interventi strutturali contro gli effetti del caldo estremo: più prevenzione, tutela dei soggetti fragili e investimenti nella riqualificazione urbana ed energetica

Clima, Gadda: «Caldo estremo non può diventare una tassa sulla fragilità»

"Bisogna impedire che la crisi climatica, sommata all'assenza di una strategia nazionale di prevenzione urbana, trasformi il caldo estremo in una tassa che pagano soprattutto le persone più fragili e le famiglie con minori risorse". Lo ha dichiarato Maria Chiara Gadda, vicepresidente del gruppo di Italia Viva-Casa Riformista alla Camera, intervenendo in Aula nella dichiarazione di voto sulle mozioni dedicate al clima.

"La temperatura media globale è aumentata di 1,5 gradi nel triennio 2023-2025 rispetto all'epoca preindustriale e non siamo più di fronte a un'emergenza episodica, ma a un cambiamento strutturale. In Italia oltre il 60% degli edifici è stato costruito prima del 1976, quando ancora non esistevano norme sull'efficienza energetica, e questo rende il nostro patrimonio edilizio particolarmente vulnerabile. Nelle grandi città si registrano temperature fino a 10 gradi superiori rispetto alle aree rurali, con un conseguente aumento dei decessi legati alle ondate di calore.
A pagare il prezzo più alto sono gli anziani, le persone con disabilità o patologie pregresse e i circa due milioni e mezzo di famiglie che non possono permettersi un impianto di climatizzazione.

Per questo, con la nostra mozione chiediamo al Governo di inserire già nella prossima legge di Bilancio interventi concreti: un sistema nazionale di raccolta e gestione dei dati per programmare meglio le politiche di prevenzione; il rafforzamento del Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute; una norma quadro per tutelare i lavoratori maggiormente esposti, superando le attuali difformità tra le ordinanze regionali; l'aggiornamento dei protocolli di sorveglianza sanitaria e un rafforzamento della capacità del Servizio sanitario nazionale di prendere in carico le categorie più vulnerabili.

La vera sfida, però, è investire nella prevenzione urbana: riqualificare il patrimonio edilizio, a partire dall'edilizia popolare, dalle scuole e dalle strutture che ospitano gli anziani. È da qui che passa la capacità di rendere le nostre città più sicure e più vivibili davanti a una crisi climatica che è ormai una realtà", conclude.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore