Sembra proprio che il gran giorno per il nuovo futuro della Pro Patria sia arrivato. Nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 22 luglio, sarebbe stato fissato l'appuntamento decisivo dal notaio per formalizzare il passaggio di proprietà del 51% delle quote del club, attualmente nelle mani di Giancarlo Travagin. L'intesa si è sbloccata dopo giorni di forte tensione (leggi QUI), accogliendo le richieste del presidente uscente: un pagamento di centomila euro e la totale assenza di responsabilità per i debiti pregressi accumulati dalla società. A sbrogliare una matassa che appariva ormai inestricabile dovrebbe contribuito in modo determinante l'ex proprietaria Patrizia Testa, la quale ha garantito un piccolo intervento economico utile a sanare la situazione e a favorire la fumata bianca.
L’accordo ridefinisce completamente la compagine societaria di via Ca’ Bianca. La minoranza, guidata da Luca Bassi e rappresentata dalla fiduciaria Finnat, assume il controllo sostanziale della Pro Patria. Il pacchetto azionario viene ripartito secondo un preciso schema tripartito, con Finnat che deterrà il quarantanove per cento e il fondo internazionale Estrella Football Group che salirà allo stesso modo al quarantanove per cento. L’ago della bilancia di questa nuova configurazione sarà l’imprenditore Roberto Simonini, ex patron dell’Inveruno, che pare destinato a rilevare il restante 2% delle quote e si candida a diventare il nuovo presidente del consiglio di amministrazione. Nelle ultime ore i passi indietro dell’avvocato Rosanna Zema, che si era dimessa dal proprio ruolo nel cda biancoblù, e di Bassi.
Sul fronte sportivo, l'imminente firma dal notaio permette di sbloccare una programmazione che rischiava il totale naufragio. Nei giorni scorsi, a causa del rinvio del closing, erano state bruscamente sospese sia le visite mediche dei calciatori sia la prenotazione all’hotel Delle Alpi di Sondalo, che avrebbe dovuto ospitare il ritiro estivo a partire da giovedì. Ora la macchina organizzativa può davver rimettersi in moto. Il nuovo direttore sportivo Giovanni Giovanditti, che ha lavorato nell'ombra per settimane insieme al nuovo direttore tecnico Raffaele Ferrara, ha già rimodellato l'organico in base alle lunghe trattative condotte sottotraccia. I dettagli di questo progetto tecnico, annunciato inizialmente al Pro Patria Club, troveranno immediata attuazione con la ripresa dei test fisici. Un ruolo cruciale in questa delicata transizione politica e sportiva è stato svolto dal sindaco Emanuele Antonelli, che ha mantenuto un filo diretto costante con Travagin e Bassi, facilitando il dialogo fino al superamento delle ultime divergenze.














