La fortissima tensione che sta avvolgendo il futuro societario della Pro Patria non accenna a placarsi, spostandosi rapidamente dalle aule d’assemblea alle “strade della città”. Dopo il bagno di folla registrato mercoledì sera in via Cellini, nella sede del Pro Patria Club per le riunione tra i tifosi e il ds Giovanni Giovanditti (leggi QUI), e la comparsa di uno striscione di contestazione esposto dai tifosi della curva nei pressi dello stadio “Carlo Speroni”, nella giornata di oggi, a rendere ancora più incandescente il clima, è arrivata la presa di posizione ufficiale dei 1919, uno dei gruppi della tifoseria organizzata biancoblù, che ha diramato un comunicato dai toni duri e preoccupati.
Nel documento, i tifosi esprimono, una volta di più, profonda preoccupazione per il passaggio del 51 per cento delle quote del club da Patrizia Testa a Giancarlo Travagin (leggi QUI). Il cuore della protesta dei 1919 non risparmia la politica locale, chiamando direttamente in causa Palazzo Gilardoni: «Chiediamo con forza che l'Amministrazione comunale si assuma le proprie responsabilità e intervenga in questa vicenda» si legge nella nota ufficiale. Secondo i sostenitori tigrotti, il filo diretto e la costante vicinanza mostrata negli anni dalle istituzioni cittadine nei confronti della presidenza uscente - descritta nel comunicato come un susseguirsi di «selfie, cene e premiazioni che abbiamo sempre ritenuto fuori luogo» - avrebbero contribuito a generare la situazione di estrema incertezza in cui versa oggi il club.
Per comprendere la natura di questo duro attacco politico, occorre ricordare che Patrizia Testa era stata infatti candidata e capolista per la lista civica del sindaco Emanuele Antonelli alle elezioni amministrative, salvo poi dimettersi dopo poche settimane dal consiglio comunale per riprendere in mano la presidenza della Pro Patria. Non più tardi di una settimana fa poi, durante la Patronale del 24 giuigno, l’amministrazione ha attribuito all’ormai ex numero uno della Pro Patria un riconoscimento (leggi QUI). Un rapporto di stretta vicinanza che oggi la tifoseria organizzata contesta apertamente.
Il comunicato si conclude con un appello accorato rivolto a chi riveste cariche pubbliche a Busto Arsizio: «Fate un esame di coscienza, mettetevi una mano sul cuore e fate tutto ciò che è nelle vostre possibilità per salvaguardare il futuro della Pro Patria. Busto Arsizio merita una società seria, credibile e all’altezza della sua storia». Un concetto ribadito dal perentorio slogan finale: «Giù le mani dalla nostra Pro Patria».
Al momento, dal fronte politico, l’amministrazione ha scelto di non rilasciare dichiarazioni immediate a caldo. “Palazzo Gilardoni” preferisce attendere che il quadro societario si stabilizzi e si faccia più chiaro prima di intervenire ufficialmente sulla vicenda.














