Dopo l’assemblea pubblica del 15 luglio, Futura Civitas esprime un giudizio nettamente negativo sul nuovo Polo Logistico di Olgiate Olona. In un lungo intervento, l'associazione elenca le ragioni del proprio dissenso, contestando sia il progetto sia il metodo con cui è stato portato avanti. Riceviamo e pubblichiamo.
«Dopo aver finalmente avuto qualche informazione in più, attraverso l'assemblea pubblica convocata per lo scorso 15 luglio, possiamo finalmente dare una valutazione sul Polo Logistico.
A noi questo progetto non piace.
Non piace perché ricoprire con una vastissima colata di cemento, nel 2026, oltre 50.000 mq, l'equivalente di circa 6 campi di calcio, ci sembra un delitto.
Non piace perché già il 70% del verde che è stato piantato è morto per una banale disorganizzazione nell'irrigazione delle giovani piante, peggiorata dall'asfalto nero dei parcheggi che, in questi giorni, ha raggiunto temperature di oltre 62 gradi.
Non abbiamo capito a quale esigenza risponda la presenza di un'enorme quantità di parcheggi realizzati in asfalto e non in autobloccanti. Non abbiamo neanche la certezza che siano state effettuate tutte le piantumazioni previste e che, in futuro, la loro irrigazione sarà gestita meglio.
Non piace perché, nonostante la bonifica che ci è stata spiegata, il progetto ignora i principi di effettiva rigenerazione ambientale e del suolo.
Non piace perché non si è parlato di coprire gli stalli del parcheggio con pensiline su cui installare il fotovoltaico, come ormai prevedono tutti i moderni insediamenti.
Non piace perché, a una domanda specifica, abbiamo capito che non ci sarà una viabilità obbligatoria per i Tir che entreranno e usciranno dal Polo Logistico, ma semplici raccomandazioni, con il rischio che gli stessi Tir percorrano strade inadeguate.
Non piace perché non siamo certi che la movimentazione dei mezzi sia limitata a qualche decina di Tir, come è stato raccontato, e non siamo certi che, in futuro, le baie di carico oggi inutilizzate rimangano tali.
Abbiamo capito che verrà svolto obbligatoriamente un monitoraggio del traffico per i prossimi tre anni: come sarà fatto? Da chi? Dove saranno mostrati gli esiti?
Non piace perché la ricaduta occupazionale, limitata per ora a 5-6 persone di Olgiate, non ripaga il pesante impatto ambientale dell'opera che, nel tempo, come scrive correttamente il professor Pileri nel suo libro Dalla parte del suolo e come insegna l'esperienza di insediamenti già esistenti, porterà solo maggiori costi di manutenzione nei bilanci del Comune. Soldi pubblici per sostenere i guadagni privati delle aziende.
Non piace perché con questo progetto abbiamo dimostrato come non debbano essere gestiti i rapporti istituzionali, progettando di fatto, su un'area comune a Olgiate e Castellanza, ognuno per proprio conto, forse precludendo, come è stato correttamente osservato nel corso dell'assemblea, una bonifica del terreno più incisiva, proprio nella parte del territorio di Castellanza dove ancora opera l'impianto chimico.
Non piace perché, sebbene abbia contribuito a bonificare almeno una parte del sito chimico, il progetto ha ulteriormente impermeabilizzato una parte consistente del territorio olgiatese, in una fase storica nella quale si dovrebbe invece depavimentare e realizzare opere per rendere più permeabile il suolo, anche alla luce delle conseguenze del cambiamento climatico.
Non piace perché non si sa se il terzo edificio commerciale nell'area verrà costruito abbattendo altri alberi.
La verità è che abbiamo perso un'occasione importante.
Dopo decenni di insediamenti produttivi nocivi, l'Amministrazione comunale di Olgiate Olona ha deciso di impegnare l'intera città con un altro insediamento pesante e invasivo che compromette il territorio per i prossimi decenni.
Francamente non capiamo come si possa inneggiare sui social a un progetto di cui non vediamo alcuna ricaduta positiva e come si possa affermare che «non avrà alcun impatto ambientale», quando sappiamo che non esistono opere a impatto zero.
Non comprendiamo inoltre come ci si possa riempire la bocca con parole come «partecipazione» e «trasparenza», quando gli unici eventi pubblici degli ultimi anni sono stati gli incontri sul PGT (una prassi a cui non si può derogare) e due assemblee a metà luglio, una delle quali in orario lavorativo, dopo due petizioni che da anni sollecitavano l'Amministrazione a incontrare la cittadinanza e la promessa di un incontro pubblico entro la fine dell'estate 2025, rimasta soltanto in un verbale (peraltro mai sottoscritto dall'Amministrazione) di un incontro ufficiale con i rappresentanti di una di queste petizioni.
Si poteva fare altro? Forse.
Bisognava però parlarne in campagna elettorale.
Bisognava accogliere positivamente l'invito di Futura Civitas a organizzare un'assemblea pubblica nella scorsa primavera, anziché rispondere sdegnatamente.
Bisognava accogliere l'invito dei cittadini firmatari della petizione di maggio 2025.
Bisognava non respingere a maggioranza l'invito di una parte dell'opposizione a organizzare un'assemblea pubblica lo scorso inverno.
Si è scelta un'altra strada: quella di andare avanti in solitudine, senza condividere nulla se non quando ormai non c'era più niente da dire e da fare.
Non si può ora chiedere ai cittadini cos'altro si sarebbe potuto fare. Nessuno è stato messo nelle condizioni di poter dire e pensare qualcosa di diverso.
E poi, in questo ha ragione il sindaco Montano: sono scelte che, in una democrazia rappresentativa, deve assumersi chi governa.
Se però fosse stato avviato un processo diverso, forse oggi non saremmo qui a lamentarci di un progetto che non piace, che non sarà utile alla città e che, quanto meno, sta scavando un solco tra istituzione e comunità.
In una democrazia rappresentativa gli obiettivi vanno dichiarati con chiarezza in campagna elettorale, affinché ognuno possa poi scegliere liberamente.
Poi ci chiediamo perché va a votare solo metà della popolazione e sempre meno giovani.
Se le cittadine e i cittadini olgiatesi, nell'ultimo anno e mezzo, hanno avuto dubbi e perplessità su questo progetto, che si sono visti nascere a loro insaputa nel mezzo del paese, non è perché siano disinformati, ma a causa della completa assenza di informazioni pubbliche da parte dell'Amministrazione comunale, arrivate con il contagocce e solo dopo molti mesi.
Naturalmente l'insediamento c'è e diventerà operativo.
Importante, però, è adesso avere il coraggio di portarne fino in fondo la responsabilità, senza dire o scrivere che questo progetto è voluto dai cittadini olgiatesi, perché questa è una bugia che non si può sopportare».
Futura Civitas APS














