La prima edizione del Premio Eccellenze Bustocche ha il volto di Leonardo Colombo, giovane centrocampista del Monza, classe 2005, che ha appena concluso una stagione importante tra le file dei brianzoli. Il riconoscimento, istituito dall’ex assessore Alessandro Albani e dall’imprenditore Matteo Toia, è stato consegnato giovedì 25 giugno all’Officina Cafè di via Magenta, a Sacconago. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di valorizzare i talenti locali nei campi dello sport, della cultura, dello spettacolo e del sociale, trasformando ogni celebrazione del merito in un aiuto concreto.
La serata ha infatti visto una forte impronta solidale. La donazione legata al premio è stata devoluta a Cuore Pieno, l'associazione del terzo settore fondata dall’ex capitana della Uyba, Giuditta Lualdi, che si impegna a garantire l'accesso all'attività sportiva ai ragazzi di famiglie in condizioni di fragilità economica. Lualdi, presente all'evento, ha ricordato l'importanza di fare rete sul territorio e ha colto l'occasione per presentare la quinta edizione di Busto Arsizio Sport, la manifestazione che animerà la città dal 2 all'11 luglio con tornei di calcio, beach volley, pallacanestro e una corsa podistica programmata per domenica 5 luglio, sempre a sostegno del progetto «A Tutto Sport».
Per Colombo si tratta di un premio che affonda le radici nella sua infanzia e nel quartiere in cui è cresciuto. Il padre Stefano è tra i genitori fondatori della Polisportiva Santi Apostoli, la realtà dell'oratorio dove il calciatore ha mosso i primi passi da giovanissimo. Un legame speciale, testimoniato anche dalle parole dei suoi amici d'infanzia, che hanno voluto sottolineare le qualità umane del calciatore del Monza: «Conosciamo Leo da quando siamo piccoli, siamo cresciuti tutti insieme all'oratorio. Dal punto di vista umano si comporta in modo eccezionale, è un ragazzo umilissimo che merita appieno questo traguardo. Spero sia solo il primo di molti, perché l'umiltà è uno dei valori che ti porta più lontano».

Anche Omar Gallazzi, dirigente della Polisportiva, ha rimarcato la filosofia del sodalizio del Don Paolo, spiegando che l'obiettivo principale non è solo formare l'atleta, ma soprattutto accompagnare la crescita dell'uomo. Un concetto pienamente condiviso dallo stesso Colombo, che ha commentato con emozione: «È un grandissimo onore. Sono nato e cresciuto a Busto, così come i miei genitori, e ricevere questo riconoscimento ha un significato enorme. Mi fa immenso piacere vedere i rappresentanti dei Santi Apostoli. Lì si è creata una vera famiglia. All'oratorio ho stretto amicizie fortissime, e ancora oggi i miei migliori amici sono i ragazzi con cui condividevo quel campo. In futuro mi piacerebbe promuovere e sostenere questa polisportiva per restituire almeno in parte quanto mi ha dato».
La premiazione giunge al termine di una stagione sportiva che ha visto il Monza conquistare la promozione e tornare in Serie A, con Colombo autore di 31 presenze, un gol decisivo segnato contro il Palermo il 14 marzo e due assist, prestazioni che gli hanno valso anche la chiamata delle nazionali giovanili azzurre. «È stata un'annata molto positiva – ha confidato il centrocampista – A inizio stagione non mi aspettavo di trovare così tanto spazio; l'idea iniziale era quella di valutare un prestito in categorie inferiori, ma ho avuto la fortuna di trovarmi nel contesto giusto per potermi esprimere. Per la prossima stagione l'obiettivo è giocare il più possibile, continuare a migliorare e a crescere».
L'esperienza nel calcio professionistico lo ha portato a confrontarsi con compagni di grande livello: «Giocare con Matteo Pessina e con gli altri elementi di esperienza della squadra rende tutto più facile di quanto si possa pensare. Cerco di osservarli ogni giorno per rubare con gli occhi i minimi dettagli, sia in allenamento sia in partita». Nonostante il percorso lo abbia portato lontano da Busto, Colombo non dimentica le tappe intermedie della sua carriera, a partire dalle giovanili della Pro Patria, dove ha militato per due stagioni prima dei passaggi ad Atalanta, Pro Sesto e infine ai brianzoli: «Seguo sempre i tigrotti, quando ho una giornata libera vado volentieri allo stadio. Mi spiace molto per la retrocessione di quest'anno, ma fa parte delle dinamiche dello sport». Nel ripercorrere i suoi inizi, il giovane centrocampista ha rivolto un pensiero commosso a una figura fondamentale per la sua crescita sportiva e umana: «Voglio ricordare Costantino Bornio, che è stato responsabile dell'attività di base alla Pro Patria e che purtroppo ci ha lasciati due anni fa. Ha sempre creduto in me, mi ha spronato e a volte criticato con durezza, ma mi è rimasto sempre vicino ed è diventato un grande amico di famiglia».
Il Monza si appresta ora ad affrontare la massima serie sotto una nuova guida tecnica e societaria, una fase di transizione che Colombo guarda con ottimismo, forte del rinnovo contrattuale firmato fino al 2029: «C'è un cambio di allenatore e di direttore sportivo in corso, quindi è ancora tutto da definire nei dettagli, ma Monza è una piazza straordinaria. C'è un centro sportivo bellissimo che offre tutte le condizioni per lavorare al meglio e i tifosi non fanno mai mancare il loro supporto, anche nei momenti più complessi».
All'Officina Cafè era presente anche Giovanni Castiglioni, in rappresentanza del Panathlon Club La Malpensa. Il club ospiterà prossimamente una serata ufficiale in cui verrà celebrata la consegna istituzionale del riconoscimento a Colombo, suggellando così il legame tra il giovane talento e il panorama sportivo del territorio.
















