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Cultura | 27 giugno 2026, 19:08

Gli Inascoltati, primo romanzo di Diego Minonzio. Viaggio nel giornalismo? No, nella vita

Esordio narrativo del direttore de La Provincia di Como. Con una riflessione: «I momenti decisivi, quelli indimenticabili per ogni uomo, non avevano mai nulla a che fare con le grandi svolte epocali»

Diego Minonzio e Alessandro Sallusti alla presentazione nella sede di Confindustria Como - foto per cortesia di Antonella Corengia

Diego Minonzio e Alessandro Sallusti alla presentazione nella sede di Confindustria Como - foto per cortesia di Antonella Corengia

Diego Minonzio sembra aprire la porta di una redazione con una nuova chiave: quella della narrativa. Il direttore de La Provincia di Como, La Provincia di Lecco, La Provincia di Sondrio e Unica Tv ha infatti pubblicato il primo romanzo, "Gli Inascoltati" (Polidoro Editore). Una storia ambientata appunto nel mondo del giornalismo apparentemente: in realtà, c'è un altro mondo che si connette ed è quello a fondo esplorato, la vita, con i suoi passi, le scelte, i tormenti e i ricordi. Perché «i momenti decisivi, quelli indimenticabili per ogni uomo, non avevano mai nulla a che fare con le grandi svolte epocali - scrive Minonzio - solo un idiota poteva bersela una baggianata del genere, i momenti decisivi erano sempre quelli legati a sé, solo a sé, a se stesso medesimo e al piccolo, microscopico mondo raccolto attorno alla sua piccola, microscopica singola esistenza».

Il libro è stato presentato già in diverse tappe a giugno e questa settimana è stato al centro di un dialogo con il direttore di Libero Alessandro Sallusti, nella sede di Confindustria Como: a fare gli onori di casa il presidente Gianluca Brenna.

La storia affiora dal primo giorno di un nuovo direttore di giornale: vi irrompe una notizia che può apparire epocale, che cosa si vuole di più. Ma che cosa è realmente capace di sconvolgere il mondo e mutarne le sorti? La riflessione del protagonista subito incalza il lettore: «Lui sa fin troppo bene che le notizie sono scatole vuote e il suo mestiere non ha senso». Così si attraversano quei fatti che scandiscono la vita di un quotidiano: dal comizio politico allo scandalo sportivo, fino a quella tragedia che è la morte di un bimbo. Eppure i fatti decisivi sono appunto gli altri, quelli legati alla propria esistenza. E in fondo,  in questo cammino siamo tutti inascoltati.

Un'opera che si lega all’invettiva letteraria di Thomas Bernhard, di cui porge una citazione fulminante: «Gli altri esseri umani li trovai nella direzione opposta».  Ma si insinua anche Curzio Malaparte.

Redazione

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