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Busto Arsizio | 11 giugno 2026, 20:15

«Una guida e un padre, colto e saggio». Busto piange il suo pastore

«Disponibile e generoso, sempre pronto a offrire sostegno spirituale e aiuto concreto». Così il sindaco Antonelli ricorda monsignor Livetti. «Per decenni ci siamo nutriti dei suoi insegnamenti e della sua capacità di indicare la via», afferma la deputata Maffioli. La gratitudine dell’ex primo cittadino Farioli e dello storico Giavini

«Una guida e un padre, colto e saggio». Busto piange il suo pastore

La notizia della morte di monsignor Claudio Livetti ha rapidamente fatto il giro di Busto Arsizio, lasciando sgomenta la città.

Il sindaco Emanuele Antonelli partecipa al dolore della chiesa bustocca per la scomparsa improvvisa di monsignor Claudio Livetti, cittadino benemerito: «Sono profondamente dispiaciuto per la grave perdita che colpisce l’intera città. Monsignor Livetti fino all’ultimo è stato un pastore, una guida, un padre per tantissimi bustocchi, per i tanti giovani che ha accompagnato nel percorso matrimoniale e di costruzione delle proprie famiglie, per gli anziani soli e bisognosi di conforto. Sempre disponibile e generoso, sempre pronto a offrire sostegno spirituale e aiuto concreto, ha svolto il suo ruolo alla guida del decanato e della parrocchia di San Giovanni con grande capacità di innovazione, affrontando sfide importanti e decisive per la comunità cristiana. Mancheranno la sua saggezza, le sue parole di conforto, il suo modo schietto e sincero di relazionarsi con le istituzioni e le persone».

«Per esperienza personale – osserva la deputata Manuela Maffioli – so che quando una famiglia ha il dono di poter avere un religioso o una religiosa tra i propri componenti, questi diventano un punto di riferimento sostanziale, non solo formale. Guide, bussole, confidenti, basi solide su cui poggiare, soprattutto nei momenti di difficoltà. Questo è stato per la grande comunità di Busto - una famiglia, sotto molti punti di vista - monsignor Livetti. 
Per decenni ci siamo nutriti dei suoi insegnamenti, della sua saggezza, della sua cultura, delle sue conoscenze, della sua capacità di interpretare la realtà e indicare la via. Della sua stabilità. 
E di tutto questo la Città dovrà continuare a saper fare memoria e tesoro. Perché gli esempi e gli insegnamenti per fortuna ci sopravvivono e restano. Così sarà per tutto quello che don Claudio ci ha donato, nel suo lungo tempo terreno con noi».

Quando il prevosto ha raggiunto Busto nel 1986, Gigi Farioli era assessore. Nei suoi anni da sindaco, tra i due c’è poi stata una «stretta collaborazione»: «Un uomo autorevole, di straordinaria arguzia, colto, dotato di un'immensa curiosità intellettuale, un'intensa fede. Ha seguito con cura e passione la comunità di cui è stato pastore. Un ricordo commosso e con gratitudine per la guida e la collaborazione».

Luigi Giavini, storico e scrittore: «Busto ha davvero perso un tassello eccezionale della nostra storia religiosa e civile. Immagino l'incontro gioioso in cielo con mio fratello don Giovanni, con il quale era legato da un rapporto di amicizia straordinario. Monsignor Livetti mi ha insegnato il valore primario per testimoniare cosa significhi essere cristiano: vedere nell'altro un fratello con cui condividere gioie, problemi e solidarietà. Grazie, monsignor Livetti! Prega per Busto!».

Redazione

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