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Sociale | 30 maggio 2026, 18:23

Nicoleta, i colori e una squadra che offre amore e sollievo: un pomeriggio di Vita a Busto

A Villa Calcaterra si è svolta la tappa del Giro d'Italia Cure Palliative Pediatriche, anche attraverso un incontro prezioso con diverse generazioni a partire dai ragazzi dell'Artistico. E con un appello perché la cultura del sollievo trovi sempre più risposte dalle istituzioni: «Una comunità si misura non da come celebra i momenti più facili, ma da come accompagna chi attraversa quelli più difficili»

«Ciao mi chiamo Nicoleta... e sono sempre io». Dietro, dentro il libro (anzi il manga) che racconta l'incontro di una ragazza con le Cure Palliative Pediatriche, c'è questa certezza: è la persona (non la malattia) la protagonista. E lo è sempre, anche quando un'altra storia sembra venir scritta al contario.

A Villa Calcaterra oggi si è vissuto uno straordinario pomeriggio di Vita. Con la tappa bustocca del Giro d'Italia Cure Palliative Pediatriche si voleva sensibilizzare sulla cultura del sollievo e sulle risposte che le istituzioni devono sempre più dare (LEGGI QUI). L'incontro era organizzato in collaborazione con Nati per leggere, Associazione Amici di Rossella, Scodinzoland, Edera odv, UILDM e con il Patrocinio del Comune di Busto Arsizio. Tante le voci, ufficiali e non solo, che si sono intrecciate nel momento di dibattito, mentre il parco si colorava di bellezza, di gioia e commozione. Presenti anche famiglie che hanno attraverso il percorso doloroso della malattia dei loro piccoli, ma hanno appunto incontrato il sollievo di chi si è preso cura di loro. 

Prima i saluti istituzionali (ma non formali) del sindaco di Cassano Pietro Ottaviani, del dirigente della comunicazione di Asst Valle Olona Simone Girardin e del dottor Danilo Rocca, direttore medico del presidio di Busto.

Quindi la dottoressa Federica Pozzi, a capo dell'équipe delle Cure Palliative ha aperto il dibattito sottolineando il fatto che esiste un welfare della solidarietà e della compassione. Un welfare che va sostenuto, alimentato, condiviso.

La certezza espressa da tutti è che dietro ogni diagnosi, dietro ogni cartella clinica, c'è una storia, proprio come quella di Nicoleta.  E oggi si è voluto dare voce a chi non viene sempre ascoltato abbastanza, a esprimere vicinanza alle famiglie.

L'appello e la responsabilizzazione: «Una comunità si misura non da come celebra i momenti più facili, ma da come accompagna chi attraversa quelli più difficili».

Il valore di questa giornata, di questo momento si è sentito tutto. In ogni voce, negli occhi che brillavano di lacrime e amore. Da Chiara Colombo (Area comunicazione e rapporto con pubblico Asst Valle Olona) alla psicologa Laura Zampieri che ha raccolto la storia di Nicoleta e all'insegnante Alessia Recupero, affiancata da una delegazione dei suoi studenti dell'Artistico Candiani che hanno reso possibile questa pubblicazione. E ancora, la pediatria Chiara Di Francesco, Maby Kubicek, Federico Pellegatta di Vidas, Giuseppe Di Napoli di Scodinzoland.

Erano presenti diverse famiglie: non hanno affidato questo messaggio alla propria voce, ma agli sguardi. Potenti come l'amore che hanno donato e continuano a donare.


 

Ma. Lu.

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