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Scuola | 20 maggio 2026, 17:27

VIDEO. “Nel Lucido Verso”, al liceo Crespi premiati i giovani poeti della Lombardia e del Piemonte

Primo classificato nel concorso sostenuto dal Lions International Busto Arsizio Host, Christian Fede del liceo classico di Varese con “Finestra metafisica”. Riconoscimenti anche per Anna Fustillo, Angelica Cattaneo e Beatrice Galli. Apprezzato l'intervento dello scrittore Silvio Della Porta Raffo

Christian Fede conquista il primo premio con “Finestra metafisica”, Anna Fustillo si classifica seconda con “Un attimo senza fine”, Angelica Cattaneo ottiene il terzo posto grazie a “Naufragio di una nomade”, mentre a Beatrice Galli va la menzione d’onore per “Il caduco infinito”. Sono loro i protagonisti del primo concorso di poesia “Nel Lucido Verso”, promosso dal Liceo Crespi con il sostegno del Lions International Busto Arsizio Host e culminato nella cerimonia di premiazione di mercoledì 20 maggio nell’Aula Magna dell’istituto.

Un concorso che ha riportato al centro la poesia come voce autentica delle nuove generazioni. Giovani autori provenienti dalle scuole superiori della Lombardia e del vicino Piemonte si sono confrontati sul tema “Slanci di infinito”, dando vita a testi attraversati da inquietudini, sogni, paure esistenziali e desiderio di andare oltre il limite del quotidiano.

Il primo premio è stato assegnato a Christian Fede, studente del liceo classico di Varese, per il componimento “Finestra metafisica”. La giuria ne ha sottolineato la capacità di coinvolgere il lettore, la maturità espressiva, l’originalità del messaggio e la consapevolezza del destino umano evocato nei versi. Seconda classificata Anna Fustillo con “Un attimo senza fine”, premiata per il linguaggio essenziale, la forza evocativa delle immagini e l’efficace utilizzo degli strumenti retorici. Terzo posto per Angelica Cattaneo con “Naufragio di una nomade”, testo apprezzato per il lessico raffinato, la struttura equilibrata e l’interpretazione originale del tema dell’infinito attraverso la sospensione. Menzione d’onore infine a Beatrice Galli per “Il caduco infinito”, riconosciuto per l’intensa musicalità e l’attento uso della rima. (VIDEO)

Il titolo del concorso prende ispirazione da una poesia di Maria Luisa Spaziani, figura centrale anche negli interventi della giornata. Alla premiazione erano presenti i membri della giuria: Stefano Ghidinelli, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi di Milano e direttore della rivista “Configurazioni. Ricerche sulla poesia contemporanea”; Marilena Goracci, già docente del liceo Crespi e membro del Comitato Scientifico del Teatro delle Arti di Gallarate; Silvio Raffo, poeta, romanziere, traduttore e saggista; insieme alle docenti del liceo Romina Biazzi e Anna Barbatti.

«Abbiamo riscontrato una qualità molto alta nelle poesie, al punto che è stato difficile stilare una classifica», ha spiegato Romina Biazzi, sottolineando il valore di un progetto che ha saputo intercettare la sensibilità dei ragazzi in un ambito oggi considerato di nicchia. Tutti i componimenti partecipanti saranno raccolti in un opuscolo.

Fondamentale il sostegno del Lions International Busto Arsizio Host, che ha finanziato i premi destinati ai vincitori: 500 euro al primo classificato, 300 al secondo e 200 al terzo. «Abbiamo creduto in questo progetto perché la poesia è comunicazione e crescita culturale», ha spiegato Luciano Salomoni, dopo aver illustrato nel dettaglio la storia dei Lions.

Anche Stefano Ghidinelli ha riflettuto sul rapporto tra limite umano e ricerca dell’assoluto: «L’esperienza del finito permette di gustare l’infinito». Marilena Goracci ha invece ricordato il legame tra poesia e ispirazione autentica: «La poesia esprime l’ineffabile e accompagna la vita». 

Tra i momenti più intensi della cerimonia, l’intervento di Silvio Della Porta Raffo ha trasformato la premiazione in una vera riflessione sul senso profondo della poesia e sul ruolo che continua ad avere nella vita dell’uomo. Con il tono appassionato del conferenziere e la sensibilità del poeta, Raffo ha parlato ai ragazzi richiamando l’essenza stessa del verso poetico: la musicalità.

«Oggi la poesia ha perso il senso del melodico, della lirica, e questa per me è una cosa triste», ha affermato. «Nelle pubblicazioni degli ultimi trent’anni si trovano raramente poeti davvero musicali. Eppure il verso è un’unità musicale: non si va a capo a casaccio». Un richiamo forte alla cura della parola e al valore del ritmo, elementi che secondo Raffo rendono la poesia qualcosa di unico e irriducibile alla semplice scrittura.

Proprio in questo senso ha ricordato la figura di Maria Luisa Spaziani, alla quale il concorso era idealmente dedicato attraverso il titolo “Nel Lucido Verso”. «La Spaziani insisteva continuamente sulla musicalità. Le sue poesie sono melodiche, costruite su una concatenazione di parole che diventano musica. È questo che dona alla poesia il suo incanto».

Raffo ha poi allargato il discorso al significato più universale della poesia, definendola uno strumento capace di superare il tempo e i limiti della realtà concreta. «La poesia è al di là del tempo. È una freccia che arriva direttamente al cuore. Quello che la filosofia spesso spiega in decine di pagine, la poesia riesce a dirlo in poche parole». E ha citato Eugenio Montale come esempio di questa capacità di concentrare emozione e verità in versi essenziali.

Il poeta e scrittore ha insistito molto anche sul rapporto tra poesia e interiorità, invitando gli studenti ad ascoltare la propria voce più autentica. «Maria Luisa Spaziani ci invita a seguire il canto della nostra anima e dei nostri sentimenti. La poesia deve andare oltre il finito, deve spingersi verso l’infinito, proprio come insegnava Leopardi».

Un passaggio particolarmente apprezzato dal pubblico è stato quello dedicato al valore umano della poesia nella vita quotidiana. «La poesia non è qualcosa che si studia soltanto a scuola. È una compagna per la vita. È conforto, è aiuto, è uno strumento che ci insegna a leggere dentro noi stessi». Raffo ha descritto la poesia come parte dell’essenza più profonda dell’uomo, una forma di conoscenza capace di dare parole alle inquietudini, ai desideri e alle domande che attraversano ogni esistenza.

Le sue parole hanno dato ulteriore forza al senso dell’iniziativa del Liceo Crespi: non un semplice concorso scolastico, ma un’occasione per dimostrare che la poesia continua a parlare ai giovani e che, anche nell’epoca della comunicazione veloce, esiste ancora il bisogno di fermarsi, ascoltare e cercare nelle parole una forma di verità. 

Laura Vignati

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