Momenti di tensione questa mattina, lunedì 18 maggio, all’interno della ex scuola Medea di via Paganini a Legnano, sede distaccata dell’Istituto Bernocchi, dove un docente di 60 anni è rimasto ferito mentre tentava di sedare una lite tra studenti.
Secondo una prima ricostruzione, durante il parapiglia uno dei ragazzi avrebbe afferrato l’asta di un dispenser di disinfettante, senza che sia ancora chiaro se con l’intenzione di colpire qualcuno o soltanto di minacciare i compagni. Il professore, assieme ad altri colleghi, è intervenuto per riportare la calma ma nelle fasi concitate è stato colpito alla testa, pare in maniera accidentale.
Sul posto è intervenuta un’ambulanza della Croce Rossa di Legnano, che ha trasportato il docente all’ospedale cittadino: per lui un trauma lieve. Presenti anche gli agenti della Polizia di Stato, impegnati negli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
Il Cnddu: «La sicurezza è un bene primario da tutelare»
Sulla vicenda è intervenuto il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani. «Pur apprendendo con sollievo che le condizioni del docente non destano particolare preoccupazione - ha commentato il presidente del Cnddu Romano Pesavento - l’accaduto impone una riflessione di carattere più ampio. Ogni episodio di violenza all’interno di un contesto scolastico assume una rilevanza che non può essere ridotta a mera questione disciplinare. Esso investe direttamente il tema della sicurezza come bene giuridico primario e quale condizione imprescindibile per l’esercizio di altri diritti costituzionalmente garantiti.
«La sicurezza scolastica assume dunque una natura multidimensionale che comprende aspetti strutturali, organizzativi, psicologici, educativi e sociali. L’episodio di Legnano – prosegue Pesavento – richiama la necessità di un’assunzione collettiva di responsabilità. La tutela della sicurezza scolastica costituisce un interesse pubblico primario e un dovere condiviso che coinvolge istituzioni, famiglie, comunità educanti e società civile. Ogni forma di violenza che si sviluppa all’interno della scuola produce una lesione che travalica il danno individuale e incide sul patto educativo e sociale su cui si fonda il principio stesso della convivenza democratica».














