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Cronaca | 07 maggio 2026, 06:55

Reddito di cittadinanza e assegno di inclusione, otto "furbetti" scoperti dalla Guardia di Finanza

Controlli da parte delle Fiamme Gialle gallaratesi: i percettori illegittimi, tra cui un soggetto che lavorava regolarmente come parrucchiere a Varese e una coppia di coniugi con una condanna per associazione mafiosa, sono stati denunciati per una frode costata complessivamente oltre 140mila euro

Reddito di cittadinanza e assegno di inclusione, otto "furbetti" scoperti dalla Guardia di Finanza

Prosegue incessante l’azione della Guardia di Finanza di Varese a tutela della legalità economica e della corretta erogazione di provvidenze pubbliche con un’attenzione costante nei riguardi della platea di beneficiari del reddito di cittadinanza e dell'assegno di inclusione.

Nelle scorse settimane, l’attività delle Fiamme Gialle gallaratesi ha consentito di individuare ben otto soggetti che ricevevano i sussidi in parola privi dei necessari requisiti previsti dalla normativa vigente, per un danno alle casse dello Stato quantificato in oltre 140mila euro.

Le casistiche individuate si sono rilevate estremamente eterogenee nella loro modalità di attuazione ed hanno visto coinvolti soggetti perlopiù di nazionalità straniera, in particolare nord-africana. Il raggiro posto in essere con maggior frequenza è consistito nel non dichiarare lo svolgimento di un’attività lavorativa, sia regolare, come nel caso in un parrucchiere operante a Varese, sia praticata “in nero”, come emerso in occasione di un controllo in materia di “sommerso da lavoro” svolto presso un esercizio commerciale di Gallarate.

Altro consolidato stratagemma, riscontrato in ben quattro occasioni, è risultato essere l’attestare falsamente l’assenza di un adeguato patrimonio mobiliare (conti correnti, risparmi, ecc.). In uno di questi casi, il percettore riceveva regolarmente bonifici esteri per svariate migliaia di euro, financo 90mila euro in un’unica soluzione, mentre in un altro caso, il percipiente, cittadino di nazionalità marocchina, ha effettuato un pagamento, tramite bonifico bancario, per ben 13mila euro asseritamente destinati alla partecipazione ad un pellegrinaggio religioso.

Anche il requisito della residenza in Italia da almeno 5 anni è stato oggetto di false attestazioni come nel caso di due coniugi, anch’essi di nazionalità marocchina, residenti a Gallarate, solo a decorrere dall’anno 2023.

Tuttavia, il caso più eclatante, tanto le per modalità di attuazione della truffa quanto per il profilo criminale dei soggetti coinvolti, riguarda due coniugi entrambi già condannati per il reato di “Associazioni di tipo mafioso anche straniere” che hanno, per l’appunto, omesso di indicare tale fondamentale informazione. Nel corso degli accertamenti è inoltre emerso che la donna, cittadina rumena, possedeva un alias a cui veniva collegato un secondo codice fiscale. Mediante tale circostanza, ha potuto presentare, purtroppo con successo, due domande di assegno di inclusione.

Tutte le posizioni analizzate e dimostratesi irregolari sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio e le varie domande sono state poste in decadenza o in revoca a seguito di segnalazione alle Direzioni Provinciali INPS territorialmente competenti. Il contrasto alle frodi nei settori previdenziale, assistenziale e sanitario svolto dalla Guardia di Finanza mira a garantire l’effettivo sostegno alle fasce più deboli della popolazione, evitando di disperdere risorse a beneficio di soggetti che non ne hanno diritto.

Comunicato Stampa Guardia di Finanza

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