Busto Arsizio | 24 aprile 2026, 17:15

Viale Boccaccio, i residenti tornano a chiedere un incontro in Comune: «Ascoltateci»

Dopo la decisione della giunta di affidare a una società esterna il compito di analizzare nel dettaglio la situazione viabilistica, i borsanesi, dopo aver raccolto 700 firme contro la chiusura del varco, lanciano un nuovo appello

Viale Boccaccio, i residenti tornano a chiedere un incontro in Comune: «Ascoltateci»

Non appena era emersa l’intenzione dell’amministrazione comunale di intervenire sulla viabilità di viale Boccaccio, i residenti di via Cardinal Ferrari si erano immediatamente mobilitati con una manifestazione davanti al municipio (leggi qui) e con una petizione che nel corso delle settimane aveva raggiunto quasi 700 firme. Adesso che la giunta ha deciso di affidare a una società esterna il compito di analizzare nel dettaglio la situazione viabilistica (leggi qui), i borsanesi tornano a farsi sentire.

Le proteste

Portavoce di istanze e preoccupazioni di chi vive in via Cardinal Ferrari (e non solo) è Rita Bandera. La quale, a nome di altri borsanesi, aveva spiegato le ragioni del “no” alla chiusura di tutti i varchi centrali, anche in corrispondenza degli incroci regolati dal semaforo. Un’ipotesi che costringerebbe di fatto chi risiede in via Cardinal Ferrari e Cardinal Simone a dover raggiungere le rotatorie per svoltare a sinistra: «Saremmo tagliati fuori dal quartiere» (leggi qui).
Istanze che avevano indotto l’amministrazione a ipotizzare di dare vita in via sperimentale a una “rotondina” realizzata con dei new jersey all’intersezione con via Lodi, in modo da far risparmiare un po’ di strada agli abitanti di via Cardinal Ferrari (leggi qui). Anche questa possibilità aveva lasciato qualche perplessità ai borsanesi (leggi qui).

La novità

La questione era finita in standby, ma non era stata accantonata. Lo aveva assicurato il consigliere comunale con delega alla mobilità, Alex Gorletta (leggi qui). E, infatti, ecco il nuovo passo: la scelta di affidare un incarico specialistico a una società esterna per analizzare nel dettaglio la situazione viabilistica. Come spiegato da Palazzo Gilardoni, «lo studio prevede rilievi tecnici dell’area, analisi dei flussi di traffico nel tratto di viale Boccaccio compreso tra piazzale le Kennedy e piazza Don Ballabio e la valutazione di eventuali soluzioni alternative, tra cui la realizzazione di una rotatoria». Investimento previsto per l’affidamento dell’incarico: 16.500 euro.

In attesa di un incontro

Le ultime novità hanno riacceso l’attenzione dei residenti che, per la verità, non hanno mai smesso di sperare in una convocazione in Comune. «Abbiamo letto sulla stampa gli ultimi sviluppi – spiega Rita Bandera –. Ma noi, dal momento della consegna delle firme, non abbiamo più avuto notizie. Abbiamo chiesto varie volte un incontro, ma invano. Ora apprendiamo dello studio affidato agli esperti. Siamo contenti, perché si potranno fare valutazioni oggettive. Ma a questo punto ci chiediamo perché, quando siamo andati la prima volta a manifestare in Comune, ci avevano detto che non c'era proprio possibilità  di altre soluzioni, perché non c'era lo spazio per le rotonde.  La proposta della chiusura del varco non so come sia stata concepita, se non c'è stato uno studio effettuato in precedenza. Sono tutte cose che vorremmo capire, per questo torniamo a chiedere un incontro».

La mail inviate, con tanto di punti di cui si vorrebbe discutere, sono rimaste senza risposta. «Dopo aver raccolto così tante firme, ci aspettavamo di essere ricevuti e ascoltati». La borsanese ribadisce che «anche ultimamente mi sono imbattuta in altre lunghe code in altri punti della città negli orari di punta. Non capisco il perché di questo “accanimento” sull’incrocio di viale Boccaccio. Confido che i tecnici valutino il fatto che il traffico c'è per un’ora al giorno dal lunedì al venerdì. E vorremmo anche capire di quali tempistiche stiamo parlando per gli eventuali interventi. Di domande e di osservazioni da fare ce ne sono. So che si sta avvicinando la campagna elettorale, ma a noi questi discorsi non interessano». Insomma, la richiesta che da una parte di Borsano arriva in Comune è sempre la stessa: «Ascoltateci».

Riccardo Canetta

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