La media degli utenti seguiti contemporaneamente, da gennaio 2025 a oggi, si attesta oltre quota 170. Sono persone fragili o con disabilità che hanno usufruito, o stanno usufruendo, del Servizio Inserimento Lavorativo gestito, per conto del Comune, dalla Cooperativa Solidarietà & Servizi. Che incontra, approfondisce, valuta. E cerca, contatta aziende, allestisce percorsi personalizzati (preferibilmente facendo ricorso ai tirocini). Con risultati positivi, non di rado (è successo 44 volte da gennaio 2025) culminati nell’assunzione. «Finalmente – ha spiegato oggi in conferenza stampa l’assessore ai Servizi Sociali, Paola Reguzzoni – riusciamo ad aumentare i compensi degli utenti, portandoli da 150-180 euro al mese a 350 circa. Passiamo da una sorta di contributo di partecipazione a un compenso vero e proprio, più gratificante da tutti i punti di vista».
«È un incentivo importante – la sottolineatura di Elena Olgiati, responsabile dei Servizi di inserimento di Solidarietà & Servizi – questo investimento da parte del Comune aiuta». Chi? La referente ha dettagliato le percentuali: gli utenti sono innanzitutto disabili intellettivi (32 per cento), fisici (28) e psichici (24), oltre che persone in stato di emarginazione sociale (16 per cento). La fascia d’età più consistente è quella compresa fra 36 e 50 anni (37 per cento), seguita da 18-35 (32) e 51-66 (31).
Ancora, il Servizio di Inclusione Lavorativa per nuclei che percepiscono l’assegno d'inclusione o comunque in disagio economico, vede, a Busto, 555 domande attive e 300 nuclei monitorati. «Tutte le segnalazioni dai Servizi Sociali sono prese in carico» si fa presente da Solidarietà & Servizi. Invalidi, pazienti psichiatrici, anziani italiani e stranieri, lungodisoccupati, nomadi e itineranti vengono indirizzati, anche in questo caso, su percorsi personalizzati (il Comune destina fondi specifici).
«La difficoltà delle persone è cresciuta – ha ricordato il consigliere delegato di S&S, Filippo Oldrini – in particolare il disagio psichico. E il Covid è stato uno spartiacque passato il quale anche l’accompagnamento è diventato più lungo, quindi bisognoso di un incoraggiamento più forte. Va detto che le aziende rispondono bene, si dimostrano ricettive».
Così Simona Mocchetti, responsabile del Servizio Inserimento Lavorativo a Busto: «È necessario curare ancora di più il percorso, dalle fasi preliminari alle verifiche, dallo sviluppo al monitoraggio. Con una consapevolezza da tenere sempre presente: il lavoro non è solo stipendio ma anche inclusione sociale».
«Se anche fossimo cinici e ci basassimo solo su freddi calcoli – la chiusura dell’assessore – dovremmo fare passare il concetto che i numeri della disabilità sono tali che l’inserimento lavorativo è indispensabile. Senza, il sistema non regge. Non solo: i dati che raccogliamo sui lavoratori inseriti dicono che sono particolarmente fedeli alle aziende. E che risultano utili, al punto che alcune imprese corrispondono compensi in aggiunta a quello del Comune e agli assegni cui gli utenti hanno diritto».










