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Busto Arsizio | 18 aprile 2026, 18:36

«Porterò il tuo garbo sempre nel cuore»: l'addio a Giorgio Piazza

Il ricordo commosso di atlete, dirigenti e istituzioni per un uomo che ha fatto dell'umiltà e della gentilezza il suo marchio di fabbrica. Falciani «Era una persona corretta, serena, con la capacità innata di semplificare le situazioni». Baraldi: «Perdiamo un uomo gentile, sempre disponibile». Reguzzoni: «Portava sempre un sorriso»

Giorgio Piazza (al centro) con le ragazze dell'83 e coach Petitpierre (a destra) in una recente reunion

Giorgio Piazza (al centro) con le ragazze dell'83 e coach Petitpierre (a destra) in una recente reunion

Ci sono persone che, per il modo in cui vivono, lasciano un segno che va ben oltre i titoli conseguiti o i ruoli ricoperti. Giorgio Piazza, scomparso questa mattina all’età di 71 anni (leggi qui), era una di queste. Presidente del Panathlon Club La Malpensa da gennaio, figura storica del basket bustocco (ha accompagnato gli anni gloriosi del basket femminile tra gli anni '70 e l'inizio dei 90'), Giorgio non è stato solo un dirigente, un volontario o un appassionato di sport. È stato, per chiunque abbia avuto la fortuna di incrociare il suo cammino, un punto di riferimento fatto di garbo, disponibilità e una serenità contagiosa.

Il vuoto che lascia è incolmabile, testimoniato dalle parole di chi, con lui, ha vissuto pagine indimenticabili di sport e di vita. Luisella Falciani, che con lui ha condiviso l'epica promozione in A1 dell'83, lo ricorda con profonda emozione: «Giorgio era una persona molto tranquilla, serena, capace di stare con gli altri con naturalezza. Aveva sempre un sorriso e una parola buona per tutti. Credo di non averlo mai visto veramente arrabbiato». Per "Lella", questa non era debolezza, ma consapevolezza: «Aveva capito che non valeva la pena prendersela per le piccolezze della vita, era sempre un passo avanti». Il ricordo vola poi all’ultima conviviale del Panathlon: «La promozione in A1 è stato il suo gioiellino. Giorgio era lì, coinvolto, felice di vedere che i frutti del suo lavoro erano rimasti impressi nei nostri cuori. La sua cifra stilistica era la capacità di smussare gli angoli. Ripeteva sempre "Non c’è problema": non era solo un modo di dire, ma un metodo di vita. Aveva una capacità innata di semplificare le situazioni. Ci dispiace profondamente perché è venuta a mancare una persona corretta, che non usciva mai dalle righe e che pretendeva pochissimo dalla vita».

Anche Michela Reguzzoni, cresciuta a pane e basket sotto l’ala di Piazza, ne conserva un ricordo indelebile e intriso di umanità: «Giorgio è sempre stata quella persona carina che incontravi, sempre col sorriso, garbata. L'ho visto arrabbiarsi solo con gli arbitri in qualche partita combattuta», commenta "Mitch" con il sorriso. E aggiunge, con un po' di malinconia: «Era sempre gentile, carino con la mia mamma. Quello che lo contraddistingueva era proprio la sua gentilezza, il suo garbo. Portava sempre un sorriso, sempre pimpante, con i suoi jeans, la sua giacca, la camicia». Michela affida poi a queste righe un saluto accorato: «Caro Giorgio, sei stato sempre una persona di grande cuore. Sono cresciuta nel mondo del basket bustocco con te da dirigente, tifoso e presidente; quante trasferte, tante risate e tanti trionfi e tante lacrime. Il tuo garbo e la tua simpatia li porterò sempre nel cuore. Ti ringrazio per avermi forgiato nella gioventù. Grazie Giorgio, riposa in pace».

Dalla voce di Lorenza Baraldi, che parla a nome del gruppo che visse l'ultima, straordinaria avventura di Busto in A1 tra il 1988 e il 1993, con Teresa Weatherspoon come simbolo, emerge l'immagine di un uomo capace di una complicità rara: «È la perdita di un uomo gentile, sempre disponibile, su cui si poteva sempre contare. Nonostante i tanti anni passati, abbiamo tutte un bellissimo ricordo. Possiamo solo ringraziare per quello che ha fatto per noi. Era la memoria storica del basket bustocco». Lorenza svela alcuni aneddoti che, simpaticamente, raccontano della disponibilità di Piazza: «Sono sempre stata un po' matta, sono arrivata a Busto fresca di patente e la società mi aveva dato una macchina in condivisione. Quando tornavo a casa a Mirandola, lasciavo la macchina in stazione e puntualmente al mio ritorno trovavo sempre la multa che mettevo nel cassetto portaoggetti sperando svanisse; la macchina era intestata a Giorgio. Non ho mai pagato una multa e lui non mi ha mai detto niente. E la sua casa... ospitava sempre le atlete, quante festicciole abbiamo fatto di nascosto. E lui ci copriva».

Questo profondo senso di perdita è condiviso dalle istituzioni. Luca Folegani, vicesindaco di Busto e assessore allo sport, oltre che collega di Panathlon, racconta la sua vicinanza: «Dispiace perché fino a poche settimane fa lo sentivo, c'eravamo anche visti, più o meno a ridosso del periodo olimpico, quando mi raccontava che sarebbe stato impiegato come volontario. Lo ricorderemo sicuramente con tanto affetto, anche per la passione che ci metteva nel mondo del Panathlon e in tutte le cose che faceva». Anche il Comune di Legnano, a partire dal sindaco Lorenzo Radice, ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa di un uomo che «ha saputo interpretare sempre con la giusta misura e autentico spirito di servizio la sua passione».

Maurizio Artusa, ex assessore allo Sport di Busto, ricordati i trascorsi soprattutto cestistici di Piazza e la promozione in A1 della formazione femminile, torna alla «...persona vera, genuina, che amava lo sport e voleva essere semplice. Ricordo con affetto e ammirazione il discorso che fece quando fu eletto presidente del Panathlon, qualche mese fa. Giorgio, non ti dimenticheremo mai per il tuo insegnamento».

La salma è esposta nella camera ardente 1 della «Provvidenza» di Busto Arsizio. I funerali si terranno lunedì 20 aprile alle 15.30 nella parrocchia del Sacro Cuore di Busto Arsizio. Come era sua volontà, la famiglia chiede di evitare fiori e paramenti. Giorgio riposerà poi nel cimitero di Lonate Ceppino, accanto all’amata nipote Giulia.

Giovanni Ferrario

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