Non si ospita la Gara Nazionale della Moda per semplice assegnazione. Occorre meritare l’onore. Acof Olga Fiorini si è conquistata il diritto di accogliere i partecipanti all’edizione 2026 grazie al successo, l’anno scorso a Reggio Calabria, di un suo studente, Leonardo Elzi. Che ha battuto talenti da tutta Italia con una creazione floreale a tema etnico e un occhio di riguardo alla sostenibilità produttiva. Risultato personale: una soddisfazione che fa curriculum e vale una menzione nel registro delle eccellenze del Ministero dell’Istruzione. Ricaduta su Acof e su Busto: scuola e città ospitano la competizione successiva, ormai alle porte. Mercoledì 15 e giovedì 16 aprile la gara vedrà sfidarsi a colpi di creatività 15 studenti da tutta Italia, dalla Sicilia al Piemonte. Accompagnati da altrettanti docenti, così da favorire lo scambio di esperienze e idee su moda e insegnamento.
Leonardo non potrà difendere il titolo, la competizione è riservata agli iscritti al quarto anno, per lui un ricordo. «Dobbiamo rinnovargli i complimenti – ha sottolineato Mauro Ghisellini, direttore di Acof–Olga Fiorini con la sorella Cinzia – così come dobbiamo ricordare che di ragazzi così, di talento, ne abbiamo eccome. È la quinta volta che ospitiamo una gara nazionale. In questo caso in concomitanza con i 70 anni della nostra attività, una coincidenza che conferma la qualità dei percorsi, nell’Istituto Tecnico e nel Liceo Artistico del Design e della Moda».
Parole pronunciate a Palazzo Gilardoni, con Leonardo a pochi metri, accanto al sindaco, Emanuele Antonelli (in sala anche la presidente del Consiglio comunale, Laura Rogora) e all’assessore all’Istruzione, Chiara Colombo. «Torniamo capitale della moda – ha dichiarato quest’ultima – anche grazie a una collaborazione che coinvolge, oltre ad Acof, Dolce e Gabbana, Missoni, Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. La scuola forma, il territorio risponde, nel nome del made in Italy». «Vorrei che si cogliesse - la sottolineatura del primo cittadino - il lavoro necessario per arrivare a ospitare eventi come questo. C’è l’istituzione che forma, ci sono marchi prestigiosi e una banca, c’è un territorio con eccellenze e che, evidentemente, viene considerato ospitale, piace». Rivolto al vincitore uscente: «Il 24 giugno (San Giovanni, patrono di Busto, ndr) tieniti libero».

Il dirigente scolastico Luigi Iannotta, ringraziata Bcc anche per collaborazioni passate, ha sottolineato il ruolo di Dolce e Gabbana che «…ispirerà un po' il tema della prova e sarà presente, così come funzionari del Ministero e referenti Tam, rete nazionale formazione Tessile, Abbigliamento e Moda. Le scuole invieranno non solo studenti selezionati tra i loro migliori ma anche docenti che potranno confrontarsi fra loro». Un’esperienza impreziosita dalle visite previste a reparti produttivi Dolce e Gabbana, all’Archivio Missoni e al Museo del Tessile e della Tradizione Industriale.
«Sentiamo la responsabilità di portare avanti una grande storia di formazione – le parole della direttrice Cinzia Ghisellini - abbiamo visto crescere generazioni, gli studenti di un tempo tornano per portarci i loro figli. Abbiamo ricevuto tanto, vogliamo restituire tanto».
E Leonardo, il cui successo è stato premessa per i giorni che verranno? «Al momento fra i campi che mi interessano c’è quello dei costumi di scena, penso per esempio al Teatro alla Scala, una grande eccellenza italiana». Tentazione estero? «Per ora no». La moda e la sartoria di alta qualità possono (ancora) abitare in Italia.

Cinzia Ghisellini e Leonardo Elzi
















