Nel suo primissimo commento dopo l’ufficialità dell’ingresso alla Camera dei deputati, Manuela Maffioli aveva rivolto «un abbraccio fraterno a Matteo Bianchi, con il quale questo percorso è iniziato in una campagna elettorale che abbiamo condiviso e con cui mi sono sentita nelle ultime ore con grande serenità».
Oggi quell’abbraccio fraterno da virtuale è diventato reale, proprio a Montecitorio, dove Bianchi ha incontrato per un saluto anche il capogruppo della Lega Riccardo Molinari.
Una visita di cortesia da parte dell’ex sindaco di Morazzone, attuale vicedirettore di Anci Lombardia e vicepresidente del Comitato Europeo delle Regioni, che dopo la scomparsa di Umberto Bossi ha scelto di non tornare su quegli scranni, sebbene toccasse a lui prendere il posto del fondatore del partito.
«È una scelta che nasce non da una rinuncia, ma da una convinzione. Oggi posso essere più utile ai territori, continuando il lavoro che sto portando avanti, ogni giorno, tra Lombardia ed Europa», aveva osservato Bianchi. Che oggi aggiunge di «aver fatto un passo per rispetto, per coerenza, per una squadra. Perché alla fine non conta il ruolo, ma il valore delle persone e la capacità di esserci nei momenti che contano davvero».














