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Sport | 22 marzo 2026, 14:25

Imbarazzante Pro Patria. Il Lecco passeggia allo Speroni

Serie D sempre più vicina, soprattutto con questo atteggiamento. Gli ospiti dominano in maniera eloquente (0-3 al 45', sarà poker alla fine), senza che la squadra di Bolzoni riesca a reagire. Tigrotti troppo brutti per essere veri: spogliatoio spaccato?

Imbarazzante Pro Patria. Il Lecco passeggia allo Speroni

Il Lecco cala il poker allo Speroni. Contro una Pro Patria troppo arrendevole per essere vera (spogliatoio spaccato?), i lacuali banchettano senza che dalla squadra di Bolzoni riesca a opporre resistenza alcuna. Si era parlato dell'approccio sbagliato contro il Lumezzane, costato la sconfitta di una settimana fa, ma con gli storici nemici blucelesti la rottura prolungata dura tutto il primo tempo, in cui l'undici di Valente ne fa tre, dominando dall'inizio alla fine. Nella ripresa se ne aggiunge solo uno, quello dell'ex Mallamo, solo perché gli ospiti “allentano la presa” contro un avversario inerme che non appare mai nelle condizioni di riaprire, almeno a livello umorale, la partita.

Senza Felicioli, squalificato, e gli infortunati Masi e Ferri (in panchina), quella di scena nella prima domenica di primavera è una delle più brutte di tutta la stagione. Sicuramente l'atteggiamento del primo tempo è disarmante: quella di Bolzoni è una formazione senza mordente e senza voglia di arginare lo strapotere tecnico di un Lecco che giostra il pallone a proprio piacimento e crea occasioni a ripetizione, senza che dall'undici biancoblù arrivi, mai, uno straccio di reazione.

Dopo una mezza occasione biancoblù, con Tunjov e Udoh che non trovano il bersaglio di testa, doppia protesta all'8': contatto in area lecchese e successiva ripartenza ospite, con incrocio pericoloso tra Duca e Di Munno, ultimo uomo. Valente gioca la “card” prima di Bolzoni e il direttore di gara va a rivedere tutta la situazione, rimanendo sulla posizione iniziale. Si prosegue con un nulla di fatto.

Al 17' il Lecco sfonda sulla sinistra, ancora. Kritta che, già qualche minuto prima aveva trovato un cross pericoloso, è libero di mettere in mezzo per l'accorrente Sipos; il croato non ci pensa due volte e mette in rete, con Sala che non riesce a deviare in maniera sufficiente da evitare quello che è l'inevitabile vantaggio di un Lecco decisamente più in palla e intraprendente.

Nessuna reazione in casa biancoblù, il match diventa un tiro al bersaglio. Al 24' Duca da fuori, fuori misura. Al 27' colpo di testa ravvicinato di Konatè è debole e facile preda di Sala. Al 28' dalla distanza di prova Metlika, alto.

Il raddoppio è però troppo pronto per non arrivare a stretto giro di posta. Il Lecco bussa un'altra volta e fa il secondo con una facilità disarmante, al culmine di una azione manovrata, “da PlayStation”. Konatè fa da sponda al limite dell'area per il piattone di Duca, precisamente indirizzato all'angolino basso di destra. Sala ci prova ma senza fortuna.

È passato un terzo di partita ma allo Speroni i pochi presenti sembrano già averne abbastanza. Citando “I Ragazzi della Terza C”: “Avete presente la Roma? Loro. Avete presente la Pro Patria. Noi”. Ecco, esattamente quella roba lì.

Ci sarebbe anche l'immediato tris, ma la fuga in contropiede che porta Sipos tutto solo davanti a Sala parte in fuorigioco. Il croato mette in rete, un istante dopo il guardalinee sventola la bandierina giallorossa.

Il senso di impotenza di questa versione di inizio primavera della Pro Patria si manifesta nell'effettivo terzo gol lecchese: biancoblù fermi come le statuine in mezzo all'area, Zanellato può fare lo slalom e mettere Urso nelle condizioni di mettere facilmente in rete.

Dal settore popolari, gli ultras (entrati un quarto d'ora dopo per protesta contro il calcio moderno, esposti anche due striscioni) provano a scuotere la squadra con un significativo “Rispettate la nostra maglia”.

La ripresa offre spunti limitati, con il Lecco sicuro del risultato e senza l'esigenza di forzare ulteriormente. Konatè ci prova dalla distanza al 10', Sala si allunga e devia in angolo. Il primo tiro in porta della Pro Patria è di Citterio al 12', debole e senza grosse ambizioni, ma almeno nello specchio. Poi, subito dopo, ad evitare il poker bluceleste serve una paratona di Sala sul tiro a mezza altezza di Parker da 5-6 metri. Buona intuizione di Giudici al 21', frutta un angolo, unica statistica in cui la Pro Patria regge il confronto. Il poker arriva per mano dell'ex Mallamo, che trova il fondo della rete con un preciso rasoterra da fuori area.

In pieno recupero il laconico gol della bandiera bustocco: iniziativa di Renelus in area, diagonale i Schirò e intervento da pochi passi di Mastroianni (un altro ex), nona rete stagionale per l'attaccante casertano. Poi il triplice fischio. Gelo sullo Speroni. 

IL TABELLINO
Pro Patria-Lecco 1-4 (0-3)
PRO PATRIA (4-3-3): Sala; Mora (15′ st Giudici), Pogliano, Motolese, Travaglini; Tunjov, Di Munno, Frosali (1′ st Citterio); Orfei (1′ st Renelus), Udoh (15′ st Mastroianni), Desogus (29′ st Schirò). A disposizione: Rovida, Gnonto, Sassaro, Schiavone, Ricordi, Ferri.
LECCO (3-4-2-1): Furlan; Battistini, Marrone, Romani; Urso, Zanellato, Metlika (16′ st Mallamo), Kritta (29′ st Rizzo); Duca (1′ st Pellegrino), Konatè (16′ st Furrer); Sipos (1′ st Parker). A disposizione: Dalmasso, Constant, Voltan, Bonaiti, Ferrini, Ndongue, Anastasini. All: Valente
Arbitro: Bortolussi di Nichelino
Marcatori: Sipos (L) al 17′, Duca (L) al 30′, Urso (L) al 41′ pt; Mallamo (L) al 24′, Mastroianni (PP) al 46′ st
Ammoniti: Battistini (L) e Tunjov (PP)
Angoli: 6-6
Recupero: 2'+1'
Spettatori: 525

Giovanni Ferrario


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