Delusione e rammarico - e non potrebbe essere altrimenti - nelle parole di mister Francesco Bolzoni nella sala stampa dello stadio “Tullio Saleri”, al termine della sconfitta di misura della Pro Patria contro il Lumezzane. Un ko che lascia pochissime speranze salvezza ai tigrotti.
Il tecnico biancoblù non nasconde il rammarico per l’approccio della sua squadra, che ha sofferto l’avvio aggressivo dei padroni di casa prima di trovare ritmo e misure con il passare dei minuti. «Abbiamo sofferto nei primi 25 minuti - spiega Bolzoni - poi siamo venuti fuori e abbiamo avuto un paio di occasioni gigantesche che vanno sfruttate». Il riferimento è alle opportunità capitate sui piedi di Ferri e Desogus sul finire del primo tempo, momenti che avrebbero potuto cambiare l’inerzia della gara. «Oggi l’attacco ha avuto occasioni importanti per fare gol. Nel secondo tempo abbiamo fatto bene, siamo cresciuti, però anche lì dobbiamo essere più cinici».
Bolzoni si assume poi la responsabilità delle difficoltà iniziali. «Mi prendo la responsabilità del primo tempo. Avevamo preparato la gara cercando di andarli a prendere in un certo modo, ma forse erano richieste nuove e i ragazzi non sono stati ordinatissimi. La responsabilità di quei primi 20-25 minuti è mia».
Nonostante la classifica si faccia sempre più complicata, il tecnico non vuole sentire parlare di resa. «Finché la matematica non dà il verdetto, i ragazzi sanno che non devono mollare di un centimetro. Anche oggi abbiamo finito in crescendo. Adesso dobbiamo solo pensare alla prossima partita».
Rammarico condiviso anche da Alessandro Di Munno. Il metronomo della Pro ha sofferto, come tutti i compagni, l’avvio aggressivo del Lumezzane e le trame della squadra di Troise, finendo spesso per correre a vuoto o per essere preso alle spalle. Con il passare dei minuti, però, è cresciuto insieme al resto della squadra, trovando ritmo e misure. «È logico che ci sia rammarico - commenta il centrocampista tigrotto - perché abbiamo concesso i primi venti minuti. Però credo che nel complesso la prestazione l’abbiamo fatta e la squadra ha provato fino all’ultimo a rimetterla in piedi».
Di Munno torna anche su alcuni episodi chiave nell’area avversaria: «Devo rivedere le situazioni, ma sul primo episodio (quello su Sassaro, ndr) dal campo il contatto si è sentito. All’inizio abbiamo faticato a prendere le distanze, ma nelle quattro o cinque occasioni nitide che abbiamo avuto potevamo fare meglio. Se avessimo pareggiato, forse avremmo anche potuto vincerla». «Adesso non dobbiamo piangerci addosso. Non è ancora finita e dobbiamo provarci fino all’ultimo».














