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Busto Arsizio | 19 marzo 2026, 16:17

«Caro sindaco noi non parliamo male di Busto»

Dopo le battute di Emanuele Antonelli, replica Salvatore Loschiavo: «Raccontiamo ciò che i cittadini vivono ogni giorno e ci riportano dopo che finalmente qualcuno ha dato loro voce»

«Caro sindaco noi non parliamo male di Busto»

«No, non stiamo parlando male di Busto. Stiamo facendo domande che qualcuno preferirebbe evitare». Così esordisce Salvatore Loschiavo, dopo la serata con i partner del Natale bustocco, in cui il sindaco Emanuele Antonelli ha scherzato sul rimpasto e citato pure l'ex assessore. 

Bisogna volere bene a Busto, non parlare male? 

«Il sindaco prova a liquidare tutto con una battuta, ma quando mancano le risposte si ricorre all’ironia - osserva Loschiavo - Chiedere quando riaprirà la piscina Manara,  chiusa da troppo tempo e sottratta ai cittadini, è forse parlare male della città? Pretendere una discussione seria sul futuro dell'area del vecchio ospedale è parlare male della città? Chiedere chiarezza sulla tanto sbandierata quanto equivoca "rigenerazione urbana"  è parlare male della città? Oppure è semplicemente fare quello che la politica dovrebbe fare: fare domande, pretendere risposte, difendere l’interesse dei cittadini? 𝐍𝐨𝐢 𝐝𝐢 𝐁𝐮𝐬𝐭𝐨 𝐑𝐢𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐁𝐮𝐬𝐭𝐨 𝐀𝐫𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨». 

Così dice ancora Loschiavo: «𝐑𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐯𝐢𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐞 𝐜𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐨, dopo che finalmente qualcuno ha dato loro voce. E se questo dà fastidio, il problema non è di chi denuncia, ma di chi amministra male». Il che - per Busto Rinasce - significa «ritardi, occasioni perse e problemi irrisolti», ma anche «u𝐧𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐳𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨... la prova concreta di 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀. Soldi che potevano migliorare servizi, strade e quartieri. Soldi rimasti fermi mentre i problemi crescevano. E oggi, a un anno dalle elezioni, partono lavori sulle strade: buche tappate (male), segnaletica rifatta. Dopo anni di attesa. I cittadini sanno distinguere tra programmazione e interventi dell’ultimo minuto. Dire la verità non è parlare male della città. È rispettarla. È amarla. Perché il punto è semplice: 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐢 𝐟𝐚 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐞. 𝐄' 𝐜𝐡𝐢, 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐚̀ 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 - conclude - Noi stiamo dalla parte dei cittadini. E continueremo a dare loro voce, anche quando dà fastidio».

Redazione

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