La notizia sportiva più rilevante della notte arriva dalla Florida: Mattia Bellucci ha conquistato la qualificazione al tabellone principale del Miami Open, secondo Masters 1000 dell’anno, centrando un obiettivo pesante sia per il ranking (il “live” lo posiziona al numero 74 dopo essere scivolato oltre i Top 100 a inizio febbraio) sia per il morale.
Un traguardo costruito con carattere dal mancino di Castellanza: dopo aver superato nettamente il cileno Nicolás Jarry (6-3 6-1), l’azzurro ha completato l’opera battendo lo statunitense Murphy Cassone al termine di una sfida in rimonta, chiusa al terzo set (6-3) dopo aver vinto un tie-break decisivo nel secondo. Una vittoria che ha spalancato a Bellucci, allievo di Fabio Chiappini, le porte del main draw, dove affronterà al primo turno un altro americano, Alex Michelsen.
Questa qualificazione rappresenta una boccata d’ossigeno dopo settimane complicate, ma anche la conferma di una ritrovata fiducia nei propri mezzi. Fondamentale, in questo senso, è stata la tappa nel circuito Challenger a Cap Cana, nella Repubblica Dominicana. Qui Bellucci, la scorsa settimana, aveva infilato un filotto di vittorie di spessore - contro Maestrelli, Hubert Hurkacz, Collignon e Walton - arrivando fino alla finale. Nell’atto conclusivo, però, si era arreso all’argentino Mariano Navone in due set, pagando qualche passaggio a vuoto e anche un momento di nervosismo nel finale del primo parziale. Un torneo comunque molto positivo, che gli ha permesso di risalire nel ranking e di presentarsi a Miami con maggiore slancio, oltre che sul filo di lana: Bellucci è arrivato in Florida all’ultimo momento, dopo aver perso il primo volo di rientro dalla Repubblica Dominicana, come ha raccontato lui stesso su Instagram.
Più in generale, gli ultimi mesi non erano stati semplici. Dopo l’eliminazione al primo turno degli Australian Open contro Casper Ruud, febbraio si era rivelato avaro di soddisfazioni. La scelta di puntare su Dallas non aveva dato i frutti sperati, con l’immediata uscita contro Brandon Nakashima, seguita da un’altra sconfitta rapida a Delray Beach contro Miomir Kecmanović. Un periodo negativo che gli era costato anche l’uscita dalla Top 100, complice la scadenza dei punti della semifinale di Rotterdam dell’anno scorso.
Un primo segnale di reazione era arrivato ad Acapulco, dove Bellucci aveva raggiunto i quarti di finale del Mexican Open, battendo Hijikata e Alejandro Davidovich Fokina prima di arrendersi a Frances Tiafoe. Poi lo stop immediato a Indian Wells, nel primo Masters 1000 dell’anno, contro Gabriel Diallo aveva confermato un andamento altalenante.
Ecco perché la qualificazione al “main draw” di Miami pesa ancora di più: è il segnale di una ripartenza concreta dopo una prima parte di stagione difficile per il tennista mancino di Castellanza.














