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Cultura | 18 febbraio 2026, 08:09

Le scrittrici italiane dell’800: una pagina letteraria dimenticata viene rispolverata all’università cittadina

Mercoledì 18 febbraio prende il via il cartellone primaverile dell’università cittadina per la cultura popolare di Busto Arsizio con la prof Barbara Giordano. A precederla, l’assessore alla cultura Manuela Maffioli

Quattro scrittrici d’inizio Novecento: Regina di Luanto , Marchesa Colombi, Contessa Lara e Matilde Serao. Su questo verte l’incontro dell’Università cittadina per la cultura popolare che mercoledì 18 febbraio alza il sipario della sessione primaverile. A inaugurare la tranche sarà la prof Barbara Giordano, preceduta dall’assessore alla Cultura Manuela Maffioli che alle 15 darà il benvenuto a soci e presenti esponendo le iniziative culturali dell’amministrazione per i prossimi mesi.

Alle 15.30 la parola passerà alla docente di lettere che per tanti anni ha insegnato al liceo scientifico Tosi di Busto Arsizio nonché appassionata di letteratura femminile, tant’è che ha partecipato anche a gruppi di lettura di genere.

La prof ha scelto «quattro scrittrici non inserite nel “ canone letterario”, che quindi non si trovano nei testi di letteratura per le scuole, o che, se sono presenti ( è il caso di Matilde Serao), hanno uno spazio davvero inadeguato – spiega - A partire dalla conquista di autonomia e di libertà esse sono approdate ad una indipendenza rispetto ai ruoli consolidati di mogli e di madri». 

Consapevoli dei loro mezzi espressivi, devono tuttavia fare i conti con un contesto culturale che certo non le valorizza, al contrario assegna loro un ruolo secondario o giudica la loro opera a partire da allusioni alla vita privata.

«Attraverso le loro opere – prosegue - in particolare nell’incontro verranno presentati quattro racconti, queste scrittrici guardano in modo ironico e umoristico al “copione” del corteggiamento e dell’istituzione matrimoniale. Anche in relazione a questo approccio, devono fare i conti col pregiudizio consolidato e giustificato anche dalla nascente psicanalisi, secondo il quale le donne non sono in grado di percepire e di fare ironia. Lo sguardo ironico delle scrittrici mette in evidenza le dissonanze nelle relazioni tra i sessi, l’asimmetria dei ruoli e ipotizza o lascia intuire la possibilità di nuovi modi per vivere e per rappresentare le relazioni sentimentali».

L.Vig.

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