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Territorio | 16 febbraio 2026, 11:57

Un "cartolina" da Vizzola Ticino: «Un piccolo paese che ha saputo mantenere vive le sue radici nonostante il passare del tempo»

Lo scrittore e sommelier Eugenio Marangoni ci riporta nei suoi luoghi d'origine, con una dichiarazione d'amore per le sue radici, i colori e i sapori: «Il fiume Ticino rappresentava le vene del paese e l'acqua fresca che vi scorreva era una linfa vitale che si infondeva nel corpo degli abitanti. Le piccole alborelle, barbi, cavedani, trote, temoli, anguille, lucci e persici erano le prede più comuni; il pesce pescato e non di allevamento aveva un gusto insuperabile, freschezza garantita e un prodotto completamente naturale»

Un'immagine di Vizzola Ticino

Un'immagine di Vizzola Ticino

Lo definisce il "racconto di un vecchio paesino", ma è un vero e proprio atto d'amore, quello messo per iscritto da Eugenio Marangoni, che descrive il suo paese natale, Vizzola Ticino, con parole di affetto.

Ecco il racconto della scrittore e sommelier che oggi abita a Ternate:

Nel cuore della brughiera varesina, tra prati, e boschi silenziosi, sorge, su una terrazza che guarda la valle del Ticino un paesino la cui storia si intreccia profondamente con le vicende delle generazioni che lo hanno abitato. Piccolo nei numeri ma grande nello spirito, questo paese è testimone di anni di cambiamenti, attraversando epoche di prosperità e momenti di difficoltà, senza mai perdere la propria identità.     

Con il passare degli anni, il paesino ha dovuto confrontarsi con le sfide dell’emigrazione e dell’invecchiamento della popolazione. Molte famiglie hanno lasciato le case in cerca di fortuna altrove, ma continuando a custodire con orgoglio i valori e il patrimonio culturale della comunità. Con l’arrivo dell’aeroporto internazionale della Malpensa molti terreni vennero utilizzati per costruire le piste e vari edifici, e gli ultimi abitanti furono costretti a lasciare le ultime case abitate. La modernità ha portato allo spopolamento del paese.

Vizzola Ticino è un piccolo paese che ha saputo mantenere vive le sue radici nonostante il passare del tempo, la storia di questo luogo è fatta innanzitutto dalle persone che vi hanno vissuto, dalle loro storie, dalle loro vittorie ma anche dalle loro sconfitte. Dopo la devastazione della guerra, la gente di Vizzola Ticino ha ricostruito le proprie vite partendo dal nulla. Le storie familiari si intrecciano, con amore e odio che si accavallano, e qualche strascico lasciato da una dittatura dove i ricchi rimanevano ricchi e i poveri rimanevano poveri.

La maggior parte delle persone lavorava nei campi e il legame con la terra era molto profondo, quasi viscerale. La vita scorreva a ritmi naturali, dove si viveva giornalmente per quel poco che la terra poteva dare. Il nucleo principale del paese, creato dal nulla nelle brughiere a ridosso del fiume Ticino, era formato da persone arrivate attratte dalla possibilità di lavorare e di avere un futuro migliore. Queste migrazioni hanno portato a creare una cucina familiare molto radicata con i territori di provenienza, arricchita dallo scambio culturale e di abitudini alimentari.

Il fiume Ticino rappresentava le vene del paese e l'acqua fresca che vi scorreva era una linfa vitale che si infondeva nel corpo degli abitanti. Il Ticino era anche il luogo dove, in estate, molta gente andava sulle sue rive a prendere il sole, a bagnarsi nelle sue fresche acque e a fare delle salutari passeggiate lungo le rive. Un mondo semplice e una vita sana in armonia con la natura.

Il pesce pescato nel Ticino e nei canali e rogge che utilizzavano le sue acque era molto pulito. Le piccole alborelle, barbi, cavedani, trote, temoli, anguille, lucci e persici erano le prede più comuni. Il pesce pescato e non di allevamento aveva un gusto insuperabile, freschezza garantita e un prodotto completamente naturale.

Il vecchio paesino, con le sue stradine acciottolate e i profili di case raccolte attorno alla torre campanaria, rappresenta un microcosmo di storia e umanità. È il simbolo di una memoria condivisa che resiste alla modernità, dove ogni pietra e ogni tradizione raccontano il valore della semplicità e il legame indissolubile con le proprie radici. In un mondo in continua trasformazione, la storia di questo paese insegna l’importanza di preservare ciò che ci rende unici e di guardare al futuro senza dimenticare il passato.

Redazione

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