La risposta dei cittadini non si è fatta attendere. Nel quartiere Ronchi di Gallarate, dove da settimane si susseguono furti e continue segnalazioni di movimenti sospetti, prende forma una rete capillare di controllo di vicinato. Una mobilitazione che nasce dalla preoccupazione crescente dei residenti e che, nel giro di pochi giorni, ha portato alla costituzione di sette nuovi gruppi organizzati su base territoriale.
Le vie interessate coprono una porzione significativa del rione: dal gruppo di via Montello e via Tenda a quello di via Martiri di Cefalonia e via Monte Bianco; da via Pietro Nenni e via Monterosso a via Rovetta; e ancora via Sciesa, via Gran Paradiso e via Fosse Ardeatine; quindi via Sottocosto, via Padre Lega, largo Beethoven, via Aosta e via Paganini; fino a viale Toscanini, via Mascagni e via Rossini. Un reticolo urbano che oggi si trasforma in una rete di presidio civico.
In queste ore sono in fase di definizione i referenti di ciascuna via, figure che avranno il compito di raccogliere le segnalazioni dei residenti, farsi portavoce delle criticità emergenti e mantenere un filo diretto costante con le forze dell’ordine. Non ronde improvvisate, ma un modello organizzato che punta sulla prevenzione, sull’attenzione condivisa e sulla collaborazione istituzionale.
Il percorso proseguirà tra fine febbraio e nei primi giorni di marzo con un nuovo appuntamento pubblico al rione Ronchi. Sarà un momento di confronto operativo per approfondire le modalità di funzionamento del controllo di vicinato alla presenza del presidente dell’associazione promotrice, dei vertici della Polizia locale e dell’assessore alla Sicurezza, Germano Dall'Igna.
L’obiettivo dichiarato è duplice: rafforzare il senso di comunità e rendere più efficace il sistema di prevenzione, in una fase in cui il tema della sicurezza torna con forza al centro del dibattito cittadino. A Ronchi, intanto, il messaggio è chiaro: la risposta ai furti passa anche attraverso la partecipazione attiva dei residenti.














