Venticinque bambini nati, quarantuno donne accompagnate, una comunità che sceglie di stare dalla parte dei più fragili. Sono numeri che parlano da soli quelli del 2025 del Centro di Aiuto alla Vita di Busto Arsizio “Anna e Giovanni Rimoldi” Odv, e risuonano con forza nel cuore della 48ª Giornata per la Vita. Dietro ogni cifra c’è una storia, una paura accolta, una speranza rimessa in cammino, una maternità che ha trovato sostegno invece che solitudine. A presentare questi numeri la conferenza stampa di martedì 27 gennaio (nella foto sotto, da sinistra: Bizzarri, Pellegatta, Passoni).
Una presenza che genera futuro
Nel corso del 2025 il Centro ha accompagnato alla nascita venticinque bambini, portando a 1.447 il totale dei piccoli venuti alla luce dal 1989 grazie all’opera del Cav sul territorio di Busto Arsizio e della Valle Olona. Le donne assistite sono state complessivamente quarantuno, di cui trentacinque gestanti e sei donne non in gravidanza. Trentuno sono state nuove mamme accolte nel corso dell’anno, mentre quattro proseguivano un percorso iniziato nel 2024. Un dato particolarmente significativo riguarda l’accesso precoce: una parte delle gestanti si è rivolta al Centro entro i primi novanta giorni di gravidanza, quando il dubbio e le fragilità sono spesso più forti e decisive possono diventare le parole giuste, dette al momento giusto.
Volti, età, provenienze: la maternità reale
Le donne che hanno bussato alla porta del Centro raccontano una maternità concreta, spesso complessa. In larga maggioranza si tratta di mamme straniere, molte delle quali di origine africana, ma cresce anche la presenza di donne italiane. L’età è prevalentemente giovane o adulta, con una forte incidenza di gestanti tra i 16 e i 34 anni. Più della metà è coniugata, ma non mancano situazioni familiari fragili o irregolari e una parte significativa delle donne ha già altri figli, segno che la difficoltà non riguarda solo il “primo sì”, ma spesso il timore di non farcela ancora.
Il livello di istruzione è in gran parte medio o medio-basso e la condizione lavorativa evidenzia una diffusa precarietà: molte sono casalinghe o disoccupate, alcune studentesse, poche con un’occupazione stabile. È in questo contesto che la gravidanza, invece di essere vissuta come promessa, rischia di trasformarsi in peso.
Il coraggio di scegliere la vita
Colpisce il dato sull’atteggiamento dei partner: nella maggioranza dei casi il marito o compagno si è dichiarato contrario all’aborto, ma non mancano situazioni di indifferenza o di pressione in senso opposto. Eppure, nonostante le difficoltà, ventitré delle mamme dei bambini nati nel 2025 erano già orientate a proseguire la gravidanza, mentre due vivevano una condizione di incertezza o di iniziale intenzione abortiva. È proprio qui che l’azione del Centro diventa decisiva: offrire ascolto, tempo, sostegno concreto perché nessuna decisione sia frutto della paura o dell’isolamento.
Accogliere significa sostenere davvero
Le difficoltà dichiarate dalle donne parlano chiaro: la principale è di natura economica e lavorativa, seguita dai problemi abitativi e dalle fragilità nelle relazioni di coppia. A queste risposte il Centro ha saputo rispondere con un accompagnamento globale: sostegno morale e psicologico, assistenza sociale e legale, mediazione familiare, aiuti materiali e contributi economici, fino ai percorsi personalizzati alla maternità come il progetto “Nasco Cav”. Anche attraverso il Progetto Gemma, il Cav di Busto Arsizio ha esteso la propria solidarietà oltre il territorio, offrendo aiuto a gestanti della rete nazionale dei Centri di Aiuto alla Vita.
“Prima i bambini”: una responsabilità di tutti
Il messaggio dei vescovi per la 48ª Giornata per la Vita richiama con forza una verità essenziale: la pace, la libertà e la solidarietà iniziano dai più piccoli. Quando un bambino non è accolto, tutta la comunità si indebolisce. Dal 1989 ad oggi il Centro di Aiuto alla Vita di Busto Arsizio testimonia, giorno dopo giorno, che un’alternativa è possibile. Lo fa con discrezione, ma con determinazione, offrendo una presenza fedele accanto alle mamme e ai papà più fragili.
Un calendario di impegno e testimonianza
La 48ª Giornata per la Vita, dal titolo “Prima i bambini!”, si articolerà in più momenti di riflessione, preghiera e condivisione sul territorio di Busto Arsizio e della Valle Olona. Venerdì 30 gennaio, alle 20.30, nella Chiesa Vecchia dei Santi Pietro e Paolo di Sacconago, in via Biagio Bellotti, si terrà l’introduzione alla Veglia per la Vita a cura della professoressa Augusta Grilli, con la presentazione delle opere artistiche. Alle 21 seguirà la Veglia per la Vita, momento centrale di raccoglimento e affidamento.
Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio si svolgerà il tradizionale “Primula Day” nelle parrocchie di Busto Arsizio e della Valle Olona, occasione concreta per sostenere l’attività del Centro di Aiuto alla Vita attraverso il simbolo della primula, fiore della vita che rinasce.
Martedì 10 febbraio, alle 19.45, è in programma la cena di beneficenza al Ristorante Pizzeria Capri di Busto Arsizio.
Il cammino proseguirà sabato 21 febbraio, alle 16, con la conferenza “Raccontare il valore della vita con verità e coerenza: lo stile di una comunicazione autentica”, nell’Aula Suor Bianca dell’Ospedale di Busto Arsizio, con la dottoressa Soemia Sibillo, vicepresidente e responsabile della comunicazione del Movimento per la Vita Italiano.
Infine, sabato 18 aprile, sempre alle 16 e nello stesso luogo, si terrà la conferenza “L’opera educativa dei Cav: il colloquio come strumento di accoglienza, cura e crescita”, con Claudio Larocca, membro del consiglio direttivo del Movimento per la Vita Italiano e dell’équipe di coordinamento Sos Vita. Un percorso che, attraverso momenti diversi, rinnova l’impegno comune a custodire e promuovere il valore della vita nascente.















