Parte domani da Varese il progetto ‘Non esistono ragazzi cattivi. Cultura del rispetto: dialogo tra generazioni’, promosso da Regione Lombardia, su iniziativa dell’assessore alla Cultura Francesca Caruso, in collaborazione con l’Associazione Kayros.
Il percorso si articola in tre appuntamenti e nasce con l’obiettivo di favorire il confronto tra generazioni e stimolare una riflessione condivisa sui temi del rispetto, dell’inclusione e della responsabilità sociale attraverso il linguaggio del teatro.
La proposta prende forma come teatro-testimonianza: spettacolo e narrazione si sviluppano infatti dalle esperienze dirette di ragazzi che hanno attraversato situazioni di fragilità. Con il racconto in prima persona delle loro storie, la scena diventa uno strumento di sensibilizzazione, integrazione e partecipazione civica, offrendo uno sguardo autentico sulle dinamiche del mondo giovanile.
Sul palco don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano e fondatore e presidente dell’Associazione Kayros – realtà che dal 2000 opera nell’accoglienza di minori e nella gestione di servizi educativi per adolescenti – dialogherà con alcuni ragazzi della comunità Kayros e con Massimiliano Simari, autore della pagina social ‘Massi e Mino’, nella quale racconta il proprio percorso di crescita personale e di riscatto.
Il primo appuntamento è in programma domani alle ore 11 al Multisala Impero di Varese, con uno spettacolo rivolto agli studenti delle scuole superiori e alle classi terze delle scuole medie.
Il progetto proseguirà poi con due incontri aperti al pubblico il 18 marzo al museo MA*GA di Gallarate e il 13 aprile al Teatro Dal Verme di Milano.
“Con questa iniziativa – spiega l’assessore Caruso – vogliamo ribadire che la cultura può diventare uno spazio autentico di incontro tra generazioni. Il teatro, quando nasce da storie vere e da esperienze vissute, riesce a parlare in modo diretto ai ragazzi e agli adulti, aiutandoci a comprendere meglio le fragilità e le sfide della realtà giovanile”.
“Non esistono ragazzi cattivi – conclude –. Esistono piuttosto ragazzi che hanno attraversato momenti difficili e che hanno bisogno di essere ascoltati e accompagnati. Con progetti come questo e grazie al prezioso lavoro della comunità Kayros, la cultura diventa uno strumento concreto di responsabilità sociale in grado di costruire comunità più consapevoli, inclusive e attente alle nuove generazioni. Come Regione continueremo a porre al centro delle nostre politiche i più giovani, mettendo in campo azioni capaci di valorizzarli".














