Dopo più di due decenni di impegno, Giancarlo Agazzi passa il testimone e saluta il Team Valle Olona. Agazzi è stato, e sempre lo sarà, il cuore organizzativo e anima del Valle Olona Day. Un uomo che ha saputo trasformare una manifestazione ciclistica in un progetto collettivo, capace di unire territorio, istituzioni, volontariato e solidarietà. Un percorso iniziato nel 2002, quando l’evento aveva una veste prevalentemente sportiva, e maturato nel 2006, anno della svolta verso il sociale, che ha dato al Valle Olona Day l’identità con cui oggi è conosciuto e apprezzato.
Dal 2006 al 2016 il Valle Olona Day ha camminato insieme alla Ju Sport Gorla Minore, per poi proseguire dal 2017 col Team Valle Olona, sotto la presidenza di Agazzi, che ne ha plasmato spirito e direzione.
«Tutte queste 23 edizioni mi sono rimaste nel cuore - racconta, con un velo di emozione -. In una delle prime edizioni a carattere sociale arrivammo addirittura a quarantacinque quartetti. Poi abbiamo dovuto ridimensionare un po’: la gestione della sicurezza, degli incroci e della viabilità stava diventando davvero troppo impegnativa e problematica».
La forza del Valle Olona Day è stata però, negli anni, la capacità di fare rete. Tre Comuni - Gorla Minore, Marnate e Gorla Maggiore - hanno collaborato con continuità e spirito costruttivo, così come il mondo degli sponsor: dai cinque o sei iniziali si è arrivati a circa sessanta realtà coinvolte. Un sostegno fondamentale, che ha permesso non solo di garantire premi e qualità organizzativa, ma soprattutto di sostenere concretamente le associazioni del territorio. «È questo che più mi inorgoglisce - sottolinea Agazzi - ed è ciò che ha reso speciale ogni Valle Olona Day. Con poco abbiamo fatto sempre tantissimo, e soprattutto tantissimo bene: questo è il mio orgoglio».
Un lavoro portato avanti fianco a fianco con amministrazioni comunali di colori politici diversi, ma sempre unite dall’obiettivo comune. Dai sindaci Celestino Cerana e Betty Galli a Marnate, Giuseppe Migliarino e Vittorio Landoni a Gorla Minore, Fabrizio Caprioli a Gorla Maggiore, fino agli attuali Marco Scazzosi, Fabiana Ermoni e Pietro Zappamiglio (NELLE FOTO SOTTO). «Con tutti ho sempre collaborato bene, al di là dei partiti - ribadisce -. Il Valle Olona Day non sarebbe quello che è oggi senza il supporto delle amministrazioni comunali».
Accanto agli sponsor, ci sono poi gli “amici” del Valle Olona Day: ex ciclisti o ancora professionisti, atleti paralimpici, amatori. Mondi diversi che si incontrano e creano un connubio unico, rendendo la manifestazione un unicum nel panorama locale. E il Team Valle Olona, fondato nel 2017 sotto la guida di Agazzi, non è stato solo Valle Olona Day: negli anni ha organizzato tappe del Giro Amatori della provincia di Varese, gare Esordienti, il Campionato Italiano Amatori Master di ciclismo nel 2024 e l’evento “Noi per loro” a favore del centro di riabilitazione Villa Beretta di Costa Masnaga (Lecco).
Oggi il Team Valle Olona conta all’incirca trentacinque soci e, da pochissimo tempo, ha un nuovo presidente: Massimo Baito, già consigliere nell’ultimo percorso di Agazzi.
Una scelta meditata.
«Mi spiace aver lasciato, ma era il momento giusto - spiega Agazzi -. Ho dato tanto, sono stato un presidente “operaio”, uno che faceva e trascinava con l’esempio e con il lavoro. Ora, con qualche acciacco in più, ho capito che era giusto passare la mano a chi è più giovane. Ho fatto parte delle società sportive per oltre cinquant’anni».
Agazzi adesso seguirà tutto da fuori, ma con il cuore sempre “dentro”. «Auguro un grande in bocca al lupo e buon lavoro al nuovo presidente e al consiglio. E ringrazio la stampa, che ci è sempre stata vicina, e gli sponsor, insostituibili. Pensate che quattro di loro ci sono dal 2002, dal primo Valle Olona Day, e non hanno mai fatto mancare il sostegno: qualcosa vorrà pur dire».
Non stupisce, allora, che i riconoscimenti arrivino. Quello dei sindaci, sabato scorso, in occasione dell’ultima consegna delle offerte raccolte con il Valle Olona Day 2025, e il prestigioso premio del Panathlon Club La Malpensa, intitolato a Giancarlo Castiglioni, nel giugno di un anno fa (LEGGI QUI).
E poi c’è il riconoscimento più silenzioso: quello della gente. Al bar dove lo incontriamo, c’è chi lo saluta in dialetto, chi si ferma a scambiare due parole, chi gli offre un aperitivo. Gesti semplici, spontanei, che raccontano meglio di qualsiasi premio Giancarlo Agazzi. Una figura di riferimento, fidata, concreta. Proprio come il suo modo di fare volontariato in tutti questi anni: senza clamore, ma con costanza, passione e la convinzione che fare del bene, insieme, sia sempre possibile. E allora buona (meritata) “pensione”, Agazzi.


















