/ Busto Arsizio

Busto Arsizio | 31 agosto 2025, 08:02

GIRO DEL MONDO IN TERRA BUSTOCCA. Emilia Hyjek, dalla Polonia a Marnate per sposare un “capellone” (che in polacco indica un italiano)

«Mi ha colpito vedere gli anziani che si godono la vita» afferma la moglie del pianista Alberto Lodoletti. E poi i dialetti: «vanno coltivati – dice - sarebbe brutto che scomparissero»

GIRO DEL MONDO IN TERRA BUSTOCCA. Emilia Hyjek, dalla Polonia a Marnate per sposare un “capellone” (che in polacco indica un italiano)

Per i polacchi noi italiani siamo Włosi, i capelloni. Tutta colpa, o merito, della principessa Bona Sforza che attraversò le Alpi per sposare il re di Polonia Zygmunt Stary nel 1518. La servitù della nobile divenuta regina colpì molto gli autoctoni per le folte capigliature che da allora hanno sempre identificato gli italiani.

A raccontarlo è Emilia Hyjek, 37enne polacca laureata in economia e scienze politiche, originaria di Białystok, che ha attraversato a sua volta le Alpi in senso inverso rispetto alla principessa Bona per trasferirsi a Marnate per amore: ha sposato infatti il farmacista – pianista Alberto Lodoletti.

Che cosa ti ha colpito di più della tua terra d’adozione?

«Un lato positivo che mi ha colpito subito riguarda gli anziani. Vedo tantissime persone di una certa età che si godono la vita, che sono più attive rispetto a quanto avviene in Polonia. Si vestono molto bene, escono con gli amici, trascorrono delle belle vacanze.

In Polonia gli anziani hanno vissuto il periodo comunista e le loro pensioni non sono altissime per cui non possono permettersi tante cose come qui. Io sono nata l’ultimo anno del comunismo in Polonia e allora non c’era niente. Ogni famiglia riceveva un buono per comprare da mangiare, le donne in gravidanza avevano un buono per comprare un po’ di cioccolato. Non parliamo invece di quando i miei nonni sono nati, non c’era nemmeno da mangiare. Il boom economico della Polonia è adesso».

Secondo te c’è qualcosa che accomuna Italia e Polonia?

«In questa parte del nord Italia il cibo ha delle similitudini con quello polacco. Noi abbiamo tanta carne, la cotoletta alla milanese, i ravioli e il bigos, che assomiglia molto alla cassoeula».

E le differenze?

«In generale in Polonia ci sono molti più bambini e le politiche sono molto pro famiglia. Inoltre ho notato che in Polonia la gente è molto più religiosa, le chiese sono ancora piene e Natale e Pasqua sono molto più sentite dal punto di vista religioso».

Secondo te qui da noi la Polonia è conosciuta?

«Secondo me non tanto. Tantissime persone associano la Polonia alla Russia oppure pensano a Russia -Ucraina -Polonia come ad un tutt’uno. Negli ultimi anni però c’è sempre più gente che va a fare un week end a Varsavia per esempio o Breslava».

C’è qualcosa che non ti piace dell’Italia?

«Non sopporto il caldo allucinante durante l’estate».

Parli benissimo l’italiano. E a dialetto come sei messa?

«Cadrega, tusa, qualche parola la so. Quando ho conosciuto mio marito sapevo dire solo Ciao, ma ho studiato la lingua e avendo alle spalle il latino e il francese, oltre all’inglese, non è stato difficile. Devo dire che parlare italiano solo per comunicare è abbastanza semplice, mentre difficile è imparare a usare i congiuntivi e gli articoli (che in polacco non esistono).

Ma il dialetto non lo comprendo e quando andiamo a Roma o in Sicilia non capisco una parola. In Polonia praticamente i dialetti non esistono e penso che qui debbano essere coltivati, sono una particolarità italiana. Sarebbe brutto se scomparissero».

Che cosa ti manca della Polonia?

«La colazione salata. In Polonia i pasti sono molto diversi. Facciamo una colazione abbondante a base di pane, burro, uova, bacon e salsicce, lavoriamo con orario continuato fino alle 16 e intorno alle 16.30 facciamo un pranzo – cena. E si va a letto presto».

Uno stile di vita molto diverso rispetto a quello italiano

«Sì e devo dire che per le donne che vogliono essere anche mamme è meglio quello polacco perché di pomeriggio ci si può godere di più i figli e si può stare di più con la famiglia».

Tra il cibo italiano e quello polacco quale preferisci?

«Quello italiano, non ne esiste uno più buono! L’amatriciana è il mio piatto preferito e devo dire che mio marito dice che la pasta che cucino io non la fa nessuno. Ma so preparare anche la cassoeula».

Un piatto polacco da provare?

«I pierożki, che sono dei ravioli, i miei preferiti».

Vorresti aggiungere qualcosa sulla Polonia?

«Invito tutti gli italiani a fare una gita in Polonia che è un Paese stupendo, con una cucina eccezionale e dove la gente è piena di entusiasmo e di gioia nel ricevere i turisti».

Ci saluti in polacco?

«Do widzenia, arrivederci. Più informalmente cześć, ciao».

Mariagiulia Porrello

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2024" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore