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Gallarate | 17 giugno 2024, 15:13

Polo dell’infanzia in via Lazio, a Cassano Magnago: «Avanti con un progetto che serve alle famiglie»

È la posizione che sindaco e Giunta esprimono in risposta alle critiche sul plesso che dovrà accogliere bambini da 0 a 6 anni. Vincoli Pnrr, proprietà e destinazione dell’area, liste d’attesa per entrare nelle strutture esistenti alla base del progetto e dell’ubicazione. L’assessore Dabraio: «Lì in teoria poteva trovare posto un supermercato. O un condominio. Ci andranno i bambini»

La conferenza stampa convocata per fare il punto sul progetto polo dell'infanzia

La conferenza stampa convocata per fare il punto sul progetto polo dell'infanzia

Sindaco e Giunta di Cassano Magnago fanno il punto sul polo per l’infanzia da realizzare in via Lazio. Il taglio degli alberi sull’area interessata dalla costruzione della struttura ha dato il la a critiche che l’Amministrazione comunale pensava superate, avendo spiegato, in passato, ragioni e prospettive del progetto. Il riaffacciarsi delle polemiche politiche, una raccolta firme tra cittadini e un esposto che ha portato negli uffici di palazzo Mazzucchelli i Carabinieri forestali (vedi QUI), consigliano nuove puntualizzazioni.

Il primo cittadino, Pietro Ottaviani, descrive l’iniziativa come una svolta, utile alle famiglie e ai bambini tra zero e sei anni. L’edificio che li ospiterà, spiega, sarà sostenibile in termini energetici e ambientali, con costi di gestione ridotti. Così come ridotte saranno, afferma, le emissioni termoimpattanti. I piccoli frequentatori (90 al nido/sezione primavera, 180 nella scuola per l’infanzia) sfrutteranno non solo gli interni ma anche gli ampi spazi all’aperto (vedi file in fondo all’articolo). «Vogliamo – spiega – garantire, dalla nascita ai sei anni, pari opportunità di sviluppo delle potenzialità, anche superando disuguaglianze e barriere. Questo punto era fondamentale per aggiudicarsi i fondi del Pnrr (le risorse per la realizzazione vengono da lì, Ndr). Alcuni residenti non hanno forse compreso fino in fondo la bontà del progetto e mostrano ostilità. Si chiede, per esempio: non si poteva fare altrove? Non si poteva intervenire sulla struttura delle Canossiane, dove il servizio all’infanzia va a terminare? La risposta è no, per i vincoli del Pnrr e per il fatto che l'area deve essere comunale».

L’Amministrazione risponde anche sull’indispensabilità del progetto, messa in dubbio per il noto calo delle nascite. Ancora Ottaviani, con l’assessore al Territorio e ai Lavori Pubblici, Rocco Dabraio: «Le realtà oggi esistenti, e parliamo di una capienza complessiva di 542 posti per la fascia 3-6 anni e 199 per quella 0-3, non riescono a rispondere pienamente alle richieste, soprattutto per quanto riguarda i nidi. Quanto agli alberi dell’area, per i quali ci sono state ulteriori polemiche, parliamo di un valore boschivo da corrispondere basso, meno di 20mila euro».

Dabraio aggiunge: «Ai cittadini bisogna dire le cose come stanno, per esempio che per ottenere le risorse del Pnrr occorreva un progetto su un’area comunale, per una nuova costruzione e con un minimo di posti. Intervenire su un asilo esistente? Avremmo dovuto sospendere il servizio per due anni. Il nido non serve? Ci sono 35 bambini in lista d’attesa. Al fondo, comunque, occorre ragionare su ciò che serve alle famiglie. E, in questo caso, discutiamo di una struttura poco sviluppata in altezza, con zona a verde ombreggiata per poter essere utilizzata dai bambini. Lì, teoricamente, poteva trovare posto un supermercato. O un condominio di tre piani».

«Sarà importante – l’aggiunta di Alessandro Passuello, assessore all’Istruzione – il percorso educativo che sarà proposto, pensato continuativamente per la fascia 0-6 anni. Sarà il primo modello di questo tipo in provincia di Varese, su input del Ministero e sulla scorta di esperienza che sono partite altrove, a Milano e prima ancora a Torino.  È un valore aggiunto, probabile che attiri l’interesse anche di famiglie non cassanesi».

Passo avanti del cantiere previsto nei prossimi giorni, con la delimitazione dell’area. Orizzonte temporale: collaudo dell’edificio entro giugno 2026.

Stefano Tosi

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