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Gallarate | 25 febbraio 2026, 11:12

Forza Italia, resa dei conti a Gallarate

L'ex vicesindaco Longobardi lancia “Il Punto su Gallarate” e rivendica il mandato congressuale: «Quando si aggira la democrazia interna si svuota il partito». Il segretario Ceraldi replica e diffida sull’uso del simbolo. La frattura è sempre più evidente

Forza Italia, resa dei conti a Gallarate

A Gallarate la partita dentro Forza Italia si gioca ormai a viso aperto. E lo scontro, che covava sotto traccia già negli ultimi mesi del 2025 fino all'avvicendamento in giunta, ha trovato un nuovo detonatore nell’iniziativa annunciata sui social da Rocco Longobardi, ex vicesindaco ed ex assessore alle Attività produttive, protagonista del congresso cittadino che lo aveva visto sostenere l’elezione a segretario di Calogero Ceraldi.

Dopo la sua uscita dalla giunta a gennaio e la successiva nomina a vicesindaco di Belinda Simeoni, già consigliere comunale, l’assetto interno degli azzurri gallaratesi sembrava essersi ricomposto formalmente. Al posto di Simeoni in consiglio è subentrato Stefano Bertoglio, che nel suo discorso d’insediamento ha marcato un punto politico non secondario: «Accetto l’incarico di consigliere comunale con senso di responsabilità e nel rispetto del mandato che Forza Italia e la maggioranza congressuale hanno espresso a Gallarate. In quest’Aula intendo rappresentare proprio quella parte di Forza Italia, lavorando con serietà, spirito costruttivo e autonomia di giudizio, nel rispetto delle istituzioni e del partito». Parole che, più che archiviare le tensioni, hanno certificato l’esistenza di una linea congressuale che chiede di essere riconosciuta.

È in questo contesto che nasce “Il Punto su Gallarate”, nuova rubrica politica promossa da Longobardi e presentata come spazio di analisi e commento sulla vita amministrativa cittadina. Un contenitore che, nelle intenzioni, affronterà scuole, sociale, sicurezza, lavori pubblici, commercio e bilanci, ma che soprattutto si propone come strumento di accompagnamento al progetto politico CIP 25/27 — Crescita, Innovazione e Partecipazione — approvato dalla maggioranza congressuale nel 2025.

L’operazione non è soltanto comunicativa. È politica. Longobardi lo afferma senza giri di parole: «Il problema non è mai stato Rocco Longobardi e non lo è neppure oggi. Il problema è quando in un partito viene aggirata la democrazia interna. Quando decisioni politiche fondamentali vengono prese fuori dagli organismi, senza confronto nella segreteria cittadina e ignorando il mandato espresso dal Congresso, non si colpisce una persona: si svuotano i valori, il metodo e il senso stesso di una comunità politica». E ancora: «Noi andiamo avanti proprio per difendere questo principio. Con questa iniziativa iniziamo a fare concretamente ciò che avevamo chiesto e promesso nel progetto CIP 25/27: riportare metodo, partecipazione e contenuti al centro della vita politica del partito».

Parole che suonano come una chiamata alla mobilitazione interna. Perché “Il Punto su Gallarate” non appare come una semplice rubrica di commento, ma come il primo tassello di un percorso che punta a ricostruire consenso attorno alla maggioranza congressuale e, di fatto, a rimettere in discussione l’equilibrio maturato dopo la sua estromissione dalla giunta. Un piano che si gioca sul terreno del metodo — la rivendicazione del rispetto delle scelte congressuali — e su quello dei contenuti, con l’ambizione di tornare a essere riferimento politico per una parte significativa del partito.

La risposta della segreteria cittadina non si è fatta attendere. In un comunicato, Calogero Ceraldi ha diffidato dall’uso del simbolo e del logo del partito da parte del gruppo denominato “Forza Italia maggioranza congressuale”, definendone l’utilizzo «improprio e propagandistico personale». La segreteria ha ribadito che «l’unica rappresentanza della linea politica del partito spetta al segretario cittadino coadiuvato dagli organismi cittadini e dalla rappresentanza istituzionale e amministrativa del partito», indicando come riferimenti in giunta e in consiglio la vicesindaco Belinda Simeoni e i consiglieri Ceraldi e Bertoglio.

Il messaggio è chiaro: la linea ufficiale passa dagli organi riconosciuti e dagli eletti che sostengono il programma del centrodestra. Ma la controreplica implicita di Longobardi è altrettanto netta: la legittimazione nasce dal congresso e dal mandato della maggioranza che lo ha espresso.

Così, a Gallarate, la frattura dentro Forza Italia non è più soltanto una questione di incarichi, ma di interpretazione del potere interno e di legittimità politica. E se “Il Punto su Gallarate” si presenta come spazio di confronto e non di polemica, la sua stessa esistenza è già un atto di sfida.

La sensazione è che la partita sia appena iniziata. E che Longobardi, più che archiviare la sconfitta di gennaio, stia lavorando a un’operazione di lungo periodo: ricostruire una base organizzata, rilanciare il progetto CIP 25/27 e dimostrare, punto dopo punto, che la maggioranza congressuale non è un capitolo chiuso ma una forza pronta a tornare protagonista. In politica, soprattutto nei partiti, le rese dei conti non si consumano mai in un solo atto.

Alice Mometti

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