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Busto Arsizio | 22 maggio 2024, 10:49

Ipc Verri, la dirigente lascia. Il saluto a studenti e docenti «con un po’ di amarezza nel cuore»

Sul sito dell’istituto di Busto il «saluto finale» di Barbara Pellegatta. La notizia arriva dopo mesi complessi, segnati dal problema dei mancati pagamenti degli stipendi di alcuni professori precari. A rendere pesante il clima, lo scorso aprile era stata affissa sui cancelli della scuola una poesia offensiva indirizzata proprio alla dirigente

Ipc Verri, la dirigente lascia. Il saluto a studenti e docenti «con un po’ di amarezza nel cuore»

Il dirigente scolastico Barbara Pellegatta lascia l’Ipc Verri. Lo ha comunicato lei stessa attraverso il «saluto finale» pubblicato sul sito dell’istituto di Busto Arsizio.

La notizia arriva dopo mesi complessi, segnati dal problema dei mancati pagamenti degli stipendi di alcuni professori precari, che aveva avuto ripercussioni anche sulle lezioni e per il quali si erano mobilitati i genitori dei ragazzi (leggi qui).
Inoltre, a rendere pesante il clima, lo scorso aprile era stata affissa sui cancelli della scuola una poesia offensiva indirizzata proprio alla dirigente (leggi qui).

Oggi, i saluti: «Purtroppo, sono costretta ad assentarmi, così come già ho dovuto fare anche in corso d’anno – scrive la dottoressa Pellegatta –. Ma ora sarà per un lungo periodo, in quanto mi sono vista costretta a richiedere anche un’aspettativa non retribuita».
Questo il suo messaggio rivolto a studenti e insegnanti, mentre da alcuni rappresentanti di classe arrivano i ringraziamenti a nome dei genitori per quanto le è stato possibile fare.

Carissime studentesse e carissimi studenti,
sembra ieri che vi incontravo per darvi il mio saluto per l’inizio di un nuovo anno scolastico, e condividevo con voi la mia idea di scuola, dichiarando di credere fermamente in voi, nella vostra capacità di sognare e di affrontare con determinazione la vita e le sue sfide.

Sembra ieri che incontravo i vostri rappresentanti, che mi portavano la vostra voce, i vostri bisogni e le vostre necessità ed io assicuravo loro tutto il mio impegno e la mia passione per dare risposte concrete alle vostre richieste.

Sembra ieri… ed invece è passato già un anno: le attività didattiche volgono quasi al termine, ed io sono qui a portarvi il mio saluto prima del tempo.

Purtroppo, sono costretta ad assentarmi, così come già ho dovuto fare anche in corso d’anno.
Ma ora sarà per un lungo periodo, in quanto mi sono vista costretta a richiedere anche un’aspettativa non retribuita.

Prima di andare, volevo però salutarvi attraverso queste poche righe (anche se mi sarebbe piaciuto farlo di persona, come all’inizio) e dirvi che, in questo anno, ho cercato con tutto il mio impegno, e con la collaborazione di tanti dei vostri docenti, di darvi quanto mi avete richiesto, ma purtroppo in Istituto non ho trovato le condizioni per aiutarvi come avrei voluto.

Mi spiace di aver dovuto concentrare tutte le mie energie in attività burocratiche, e di aver avuto poco tempo per incontrarvi, per condividere le vostre difficoltà, per rispondere alle vostre richieste di aiuto. Con i vostri insegnanti abbiamo organizzato con successo alcuni eventi e realizzato alcuni importanti progetti, ho autorizzato diverse uscite e visite di istruzione, ho provveduto qualche settimana fa ad individuare la figura di una psicologa, che vi possa supportare almeno un po’, ma avrei voluto fare molto di più.

Ed ora che sono costretta ad andarmene, vi saluto con un po’ di amarezza nel cuore, ma rinnovo la mia fiducia in voi: non smettete di credere che esiste un mondo onesto e pulito, dove ognuno deve essere rispettato, tutelato, riconosciuto per ciò che fa; impegnatevi in prima persona, con correttezza e lealtà, per costruire questo mondo, senza lasciarvi spaventare da chi non ha questi valori come riferimento; abbiate il coraggio di esprimere le vostre idee, e di ribellarvi a ciò che non è giusto e vero, perché sarete voi a scrivere le pagine del futuro della nostra società civile. Abbiamo bisogno di una società migliore, ed io non smetto di credere nella vostra forza e nelle vostre capacità.

Ai vostri genitori, che colgo l’occasione per salutare in questa pagina, chiedo di sostenervi in questo non facile compito che vi aspetta.

Carissimi docenti,
attraverso queste righe, vorrei arrivasse la mia gratitudine a quanti di voi mi hanno accompagnato in questo anno: a quelli che, più da vicino, con me hanno lavorato con passione, e vero spirito di dedizione, per garantire il funzionamento dell’Istituto pur in mezzo alle mille difficoltà quotidiane, e a quelli che, nelle aule ogni giorno, hanno lavorato con serietà, responsabilità e altrettanta dedizione, per fornire agli studenti strumenti, competenze, ed esempi di vita.

Mi spiace di aver avuto poco tempo anche da dedicare a voi per supportarvi nelle fatiche educative, e di avervi potuto garantire solo parzialmente quella progettualità, quella trasparenza e quel rispetto per il lavoro che svolgete ogni giorno, che vi avevo assicurato all’atto del mio insediamento.
Ho potuto fare solo quanto mi è stato consentito.

E dunque saluto anche voi con un po’ di amarezza nel cuore, ma con un augurio, che sento anche mio: non scoraggiamoci mai, continuiamo ad istruire le nuove generazioni e ad educarle alla legalità e alla cittadinanza attiva e responsabile, anche quando le Istituzioni deludono.
Lasciamoci guidare dal pensiero e dall’esempio di una ragazza di 17 anni, Malala Yousafzai, che alle Nazioni Unite nel 2014 parlava di un’istruzione di qualità, come la sola vera arma per poter cambiare il mondo.

Non smettiamo di crederci.

Un caro saluto a tutti voi, e un augurio in particolare alle studentesse e agli studenti che si preparano ad affrontare la loro Maturità: buona strada

Redazione

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