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Busto Arsizio | 30 marzo 2024, 17:20

Cattivi odori a Busto: «Fronte comune con Gallarate e Cassano per trovare la causa»

Ieri si è riproposto con forza il problema della puzza pungente che interessa in particolare il quartiere di Beata Giuliana. L’associazione Riabitare si appella al sindaco Antonelli ma anche agli amministratori dei Comuni limitrofi interessati dagli stessi disagi. E il consigliere delegato al verde Tallarida fa sapere che riprenderanno i contatti con i “vicini” per cercare finalmente di risalire alla fonte dei miasmi

Il quartiere di Beata Giuliana è quello che "subisce" maggiormente il problema dell'aria irrespirabile

Il quartiere di Beata Giuliana è quello che "subisce" maggiormente il problema dell'aria irrespirabile

Quello dei cattivi odori che ciclicamente tornano a impestare l’aria di Busto Arsizio è un problema ormai annoso.
Beata Giuliana è "l’epicentro" di questi disagi che, in forma meno disturbante, interessano anche altri quartieri. È stato così anche ieri pomeriggio, quando Beata è stata invasa da un odore acre e pungente, che crea bruciori alla gola, percepito però anche in altri punti della città, come Sant’Edoardo e Borsano e pure in centro (leggi qui).

Negli ultimi due anni le segnalazioni sono state numerose ma, per il momento, non è stato possibile risalire alla causa del fastidioso problema.
I cittadini, ovviamente, non vogliono darsi per vinti e tornano a farsi sentire. Tito Olivato, presidente dell’associazione Riabitare, si rivolge al sindaco Emanuele Antonelli ma anche agli amministratori dei Comuni limitrofi. I disagi, infatti, “toccano” anche le zone di Gallarate e Cassano Magnago.
«Questi miasmi sono insopportabili – lamenta Olivato –. Ci appelliamo a tutti gli uomini di buona volontà a partire dal sindaco. I cittadini del quartiere di Beata Giuliana sentono almeno una volta a settimana un odore acre». E, ieri, questo odore era particolarmente intenso.

Il problema, come detto, è noto e un mese fa se n’era discusso in Consiglio comunale per iniziativa del Partito Democratico. Il sindaco Antonelli aveva fatto sapere che, purtroppo, l’origine di queste puzze non era stata individuata.
Vani anche i colloqui con i Comuni di Gallarate e Cassano. L’intenzione di Palazzo Gilardoni è però quella di riprendere i contatti con i “vicini” per fare fronte comune e cercare, una volta per tutte, di trovare con certezza la causa del problema.

Lo conferma Orazio Tallarida, consigliere delegato a verde ed ecologia. Il quale ribadisce, come già spiegato in assise, che Arpa non effettua sopralluoghi o ricerche sul territorio in assenza di un’indicazione precisa sulla fonte dei miasmi. «Lo ha comunicato l’agenzia regionale rispondendo a una segnalazione di un cittadino di cui ha dato anche a noi notizia», afferma Tallarida.

Ieri il consigliere delegato si è confrontato con l’assessore alla Sicurezza Salvatore Loschiavo. «Coinvolgeremo nuovamente Gallarate e Cassano Magnago – anticipa Tallarida –. E chiederemo di unire le forze della polizia ambientale dei tre Comuni per cercare di individuare una volta per tutte la causa di questi fastidiosi odori».

R.C.

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