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Politica | 12 settembre 2023, 17:44

Referendum, centrodestra lombardo: «Proposta folle che distruggerebbe la sanità lombarda»

Il consiglio regionale boccia l’ammissibilità del referendum. Nota congiunta dei capigruppo di maggioranza Garavaglia (Fdi), Corbetta (Lega), Figini (FI), Cosentino (Lombardia Ideale), Gallizzi (Noi Moderati): «Pd vuole prepararsi campagna elettorale europee»

Referendum, centrodestra lombardo: «Proposta folle che distruggerebbe la sanità lombarda»

L’Aula del Consiglio regionale della Lombardia ha bocciato l’ammissibilità della proposta di referendum abrogativo parziale – avanzata dal gruppo PD – della legge regionale circa il “Testo Unico delle leggi regionali in materia di sanità”.

In merito sono intervenuti i capigruppo di maggioranza Corbetta (Lega), Garavaglia (FdI), Figini (FI), Cosentino (Lombardia ideale), Gallizzi (Noi moderati).

«I quesiti proposti nel testo sono tecnicamente inammissibili e insanabili. Sono stati formulati in modo sbagliato. E comunque qualora i lombardi fossero stati chiamati alle urne con questo referendum avrebbero votato per distruggere il sistema sanitario lombardo di fatto portando le strutture private a curare solo i cittadini benestanti: esattamente il contrario degli obiettivi che, invece, le giunte di centro destra negli anni si sono prefissate, ovvero dare modo a tutti, indipendentemente dal loro reddito, di rivolgersi a strutture pubbliche o private».

«L’eventuale approvazione dei quesiti referendari – proseguono i capigruppo di maggioranza – determinerebbe il blocco totale della sanità lombarda fondata, appunto, sulla sinergia tra pubblico-privato con strutture accreditate e contrattualizzate, modello di efficienza riconosciuto a livello nazionale. Impostazione, tra l’altro, presente anche nelle Regioni guidate dal centro sinistra».

«Le strutture private rappresentano circa il 30% dell’offerta di ricovero in ambito sanitario e la quasi totalità dell’offerta residenziale in ambito sociosanitario, nonché il 40% delle prestazioni di specialistica ambulatoriale. Tutto questo conta circa 33mila dipendenti su un totale di 137mila della sanità lombarda».

«Noi a una sinistra scriteriata che vuole smantellare la sanità e i servizi che oggi rappresentano un modello di eccellenza a livello nazionale non possiamo assolutamente dare spazio. Ci spiace prendere atto che PD e compagni al posto di porsi in maniera costruttiva per contribuire ad affrontare le attuali difficoltà in tema di sanità – le stesse presenti in maniera ben più accentuata nelle altre Regioni - si mette a fare questi giochini per prepararsi la prossima campagna elettorale per le europee», concludono Garavaglia, Corbetta, Figini, Cosentino e Gallizzi.

c.s.

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