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Sport | 21 marzo 2023, 08:59

VIDEO Marco Tajana a L’Ultima Contesa: «Quello che sta facendo Varese è un miracolo sportivo»

Il presidente dei Legnano Knights è stato l’ospite dell’ultima puntata del talk show di VareseNoi sulla pallacanestro di casa nostra. Dopo un analisi del -29 di sabato sera subito dai biancorossi a Sassari e un’attenta disamina dello stile di gioco di Brase, due parole anche sulla squadra attualmente al sesto posto del Girone A di Serie B

Marco Tajana, ospite ieri sera de L'Ultima Contesa

Marco Tajana, ospite ieri sera de L'Ultima Contesa

Un -29 che ha fatto discutere anche a L’Ultima Contesa, il talk show sulla pallacanestro di casa nostra di VareseNoi. Si tratta ovviamente del passivo subito dalla Pallacanestro Varese sabato sera sul parquet di Sassari, ed è stato questo il tema principale della puntata di ieri sera.

Di questo e altro si è parlato con l’ospite Marco Tajana, numero uno di un’altra società della provincia di cui si è parlato in trasmissione: i Legnano Knights, attualmente al sesto posto del girone A di serie B. Altro ospite è stato Enrico Salomi, giornalista di Malpensa24.

All’interno della puntata è stato mandato in onda un video realizzato dal sito basektnews.com, che ha proposto una dettagliata disamina del sistema di gioco della Pallacanestro Varese 2022/2023, a cui è seguita un’analisi in studio.

Qui alcune delle dichiarazioni di Marco Tajana:

«Varese ha il budget più basso della Serie A. Quello che Varese sta facendo è un miracolo sportivo, perdere a Sassari di 30 dà fastidio a tutti, ma sta nella logica di una squadra che oggi ha molti più punti di quelli che dovrebbe rispetto al budget. È bravura dei dirigenti che sono stati capaci di allestire un roster che li ha portati più avanti di quello che sono. C’è tanta passione e il progetto sta andando avanti con serietà, sta funzionando e dobbiamo ammettere una sconfitta naturale in questo processo».

Sui giocatori che più l’hanno impressionato: «Sicuramente Colbey Ross, Varese è crollata perché è crollato il suo perno principale. L’altro, paragonato ai soldi che prende, è Owens, perché secondo me bisogna sempre valutare il peso di un ingaggio rispetto al valore che gli dai in campo».

«Mi piacerebbe ci fosse più trasparenza di ingaggi. Varese ha il budget più basso della Serie A, e da lì bisogna partire e capire cosa si è fatto: essere quinti o sesti è una cosa straordinaria. Ci vorrebbero tutti gli elementi per valutare correttamente. Milano e Bologna vincono perché c’è dietro qualcuno che è un jolly pescato».

«Sta facendo molto bene - su coach Brase - Però poi bisogna guardare gli obiettivi, questo vuol dire pressione e la pressione diventa un problema. Io sono un grande estimatore di D’Antoni, ha fatto una pallacanestro in NBA incredibile ma non ha mai vinto un titolo, evidentemente devo ammettere che è un sistema che non funziona per vincere. Bisogna sempre distinguere l’obiettivo che ci si pone: Varese doveva salvarsi, il coach ha interpretato la squadra a disposizione e arriverà ai playoff. Cosa diversa è quando devi vincere, e non basta più questa cosa qua. Ha questa capacità di stare tranquillo o lasciar correre la partita, quando giochi a questo numero di possessi puoi permettermi di sbagliarne tre o quattro di fila».

«È stato scelto un playmaker che sa battere l’uomo e passare la palla, e poi gli sono stati messi sugli scarichi giocatori con percentuali da 3 molto elevate. È lì l’inghippo: la Sassari di Meo Sacchetti era costruita così e sulle "fasce laterali" aveva i tiratori; Owens che si butta dentro è un naturale complemento. Questo va benissimo oggi, è super, ma se vuoi fare un salto di qualità con Owens non puoi giocare, trovi dei centri che fisicamente ti massacrano».

Sulla sua Legnano: «Noi abbiamo un obiettivo, che è creare entusiasmo, passione e movimento. Sono diciannove anni che sono presidente, però anche quest’anno abbiamo raggiunto due grandi obiettivi: abbiamo superato i 500 ragazzi del settore giovanile, e abbiamo portato in Serie B 1200 persone di media al palazzetto. Siamo soddisfatti e contenti, per arrivare a questi risultati ci vuole tanto lavoro e tanta passione».

«Ho sempre un mio rammarico: dispiace vedere una dispersione di forze e soldi così in pochi chilometri, alla fine è una guerra dei poveri. Io dico sempre che una buona realtà con un palazzetto da 10 mila potrebbe competere con Milano. Non mi raccontano che i soldi degli australiani cambiano la vita. Varese è spettacolare che faccia soldout, ma le 4500 persone sono sempre le solite. Noi, Gallarate e Varese siamo in 30 chilometri, cosa serve avere la A1 e la B? Serve una squadra dove convogliare tutte le risorse».

Qui sotto il video della puntata integrale.

Lorenzo D'Angelo

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