/ Busto Arsizio

Busto Arsizio | 08 febbraio 2022, 07:30

Partita Iva per le Onlus, «non vogliamo morire strangolati»

È il grido dei volontari del Centro Aiuto alla Vita di Busto Arsizio, contrari all’apertura della partita Iva per le Onlus. «Tutta burocrazia da subire, conseguenze complesse e costose»

Partita Iva per le Onlus, «non vogliamo morire strangolati»

Quella proposta di aprire una partita Iva per le associazioni no profit non piace al Cav. Il Centro Aiuto alla Vita di Busto Arsizio non digerisce proprio la proposta ventilata dalla legge di bilancio che a partire dal prossimo anno impone anche alle Onlus l’apertura di questo obbligo fiscale. Non va giù per diversi motivi.

«È vergognoso che chi fa del bene debba essere sottoposto a questi obblighi fiscali – sbotta l’addetto stampa e volontario Cav Mario Sansalone – Non si comprende quale logica porti le associazioni di volontariato a subire una simile burocrazia. Aggiungere altri compiti al di fuori della mission dell’associazione non è assolutamente corretto. Le energie dei volontari devono essere raccolte ad accogliere la gente, non a capire come impostare un bilancio».

Infatti, i soci del Centro dedicato ad Anna e Giovanni Rimoldi si prodigano per dialogare con le mamme in difficoltà o le ragazze o le giovani donne in attesa di un bimbo (soprattutto straniere) che per motivi economici (perché non hanno una casa o un lavoro) non se la sentono di portare a termine la gravidanza. Dunque le loro energie devono spendersi per dare una mano a queste signore che chiedono aiuto e non a rincorrere avvocati, commercialisti, leggi, fisco, incombenze economiche, insomma a stare dietro alla burocrazia, che non è di loro competenza.

A questo si aggiunge l’aspetto economico. Non è giusto che un’associazione di volontariato, no profit debba riservare un budget per pagare delle figure professionali come avvocati e commercialisti. «Tutta burocrazia in più – aggiunge Sansalone – Dobbiamo assolutamente evitare di restare strangolati. Non vogliamo morire impiccati».

Sulla stessa lunghezza d’onda la presidente della sezione bustese del Cav Natalia Marrese: «Lo trovo assolutamente ingiusto – commenta – perché porterebbe a delle conseguenze operative complesse e costose che non possiamo permetterci. Siamo volontari e non possiamo seguire tutta la burocrazia che sarebbe necessaria. In più aumenterebbe delle spese che non potremmo sostenere, considerando che siamo un’associazione no profit».

Laura Vignati

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore