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Salute | 03 febbraio 2022, 21:59

«Rischi per i vaccini? Parliamo piuttosto di vantaggi». All'incontro sui più piccoli le proteste sono solo sui social

Carlo Federico Perno, professore di microbiologia al Bambin Gesù di Roma, ha parlato dei benefici dei vaccini anche sui bambini Busto. C'era la polizia, ma solo una ventina di spettatori in sala (e trenta collegate)

L'incontro sui Molini Marzoli a Busto Arsizio

L'incontro sui Molini Marzoli a Busto Arsizio

«Non parliamo di rischi dei vaccini, ma di vantaggi». Non vuol sentire parlare di pericoli, ma solo di benefici il professor Carlo Federico Perno, direttore dell’unità di microbiologia dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma. Il sindaco Emanuele Antonelli ha affermato che si tratta di una delle persone più competenti in Italia in materia di immunologia pediatrica e giovedì sera ha voluto spiegare alla platea della sala Tramogge ai Molini Marzoli di Busto Arsizio l’”Importanza dei vaccini anche per i più piccoli”.

Tensione e pubblico

L’argomento era di forte presa, ma il pubblico si è fatto attendere: una ventina le persone in sala e una trentina collegate (il video resta comunque a disposizione per visioni future). La tensione per l’evento era alta: l’amministrazione comunale, promotrice dell’evento, dopo le forti critiche ricevute sulle pagine Facebook per l’incontro, temendo proteste di no-vax, ha allertato le forze dell’ordine.

Ma al di là dello spiegamento di agenti anche in borghese, l’evento si è svolto senza scossoni, nella tranquillità della sala dei Molini Marzoli allestita ad hoc per l’evento. A fare gli onori di casa, il sindaco Antonelli e il vicesindaco Manuela Maffioli, accanto al primario di pediatria dell’ospedale di Busto Arsizio Simonetta Cherubini e il direttore di dipartimento continuità assistenziale Carmelo Di Fazio. «Abbiamo voluto dare un servizio utile ai cittadini – ha commentato il primo cittadino – che può fugare ogni dubbio. Per questo è importante parlare con persone competenti».

Si è parlato di varianti, vaccini, diffusione di Omicron, Novavax, ma il fulcro del discorso è sempre stato uno: i vaccini non fanno male, non presentano eventi avversi, non c’è nessuna manipolazione genetica e i bambini vanno vaccinati anche senza test sugli anticorpi. Con un linguaggio alla portata di tutti e con qualche metafora, il professor Perno ha insistito su tematiche calde, come quella dei test sugli anticorpi: «Assistiamo alla caccia all’anticorpo – ha evidenziato – tutti vanno a farsi il prelievo, creando un business meraviglioso. Ma il sistema immunitario è molto più ampio: avere anticorpi bassi non è sinonimo di risposta immunitaria bassa. Gli anticorpi sono i soldati al fronte, ma non ci dicono quanti carri armati abbiamo dietro nel nostro sistema immunitario contro il virus, quindi, possiamo fare il test sugli anticorpi ma questi ci dicono un pezzo della storia e non tutta la storia».

Il vaccino ha cambiato la storia

Il discorso vale anche per i piccoli da 0 a 5 anni: è inutile effettuare test sugli anticorpi prima della vaccinazione. Non sono mancati grafici che parlavano chiaro: siamo di fronte allo sviluppo massivo del virus e la variante Omicron sta infestando tutta l’Europa. Pochi i casi segnalati in Africa e India.

Il problema è che più un virus circola, più muta. Ma per i vaccinati la sintomatologia oscilla tra un raffreddore e un’influenza. «Il vaccino ha cambiato la storia – ha voluto sottolineare – Non ci sono sovrapposizioni di varianti: quando arriva un virus, soppianta l’altro. Il problema di Omicron è che chi si è infettato può reinfettarsi, ma se si è vaccinati, la patologia è lieve. Omicron sta dilagando tra i bambini perché gli adulti sono vaccinati. Questo virus è come l’acqua: va in un canale dove può annidarsi. Oggi contiamo dieci milioni di bambini vaccinati e non abbiamo nessun caso avverso».

Tante le domande. Chi ha voluto sapere se Novavax è più sicuro di un vaccino Rna o a vettore virale: «Al momento non è più sicuro dell’altro – ha rassicurato – Anche effettuare più vaccini insieme non comporta problemi. Eventuali leggere complicazioni le porta non il vaccino, ma l’adiuvante che richiamando le cellule stimola la risposta infiammatoria, causando magari febbricola, mal di testa o gonfiore al braccio. Per questo è meglio distanziare le vaccinazioni, ma non è un problema sovrapporle. Prima avrei detto che l’infezione completata con una guarigione protegge più del vaccino».

Da qui è scattata la domanda finale posta dal sindaco Antonelli: «Come posso convincermi che non succederà nulla se tutto pare nuovo?». Carlo Federico Perno ha risposto rispolverando il principio di ragionevolezza: «È ragionevole dire che questo vaccino è sicuro e ha salvato milioni di persone con le 900 milioni di dosi al mondo».

Laura Vignati

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